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Decreto cultura. Sono false le notizie sul taglio dei contributi ai circhi con animali?

Molta stampa ha creato una grande confusione e inutili allarmismi sul presunto taglio dei contributi ai circhi con animali. Stando a queste news, la legge approvata alla Camera qualche giorno fa, relativa al famoso decreto cultura, conterrebbe anche l’azzeramento dei contributi ai circhi con animali dal 2018.

Quando queste notizie le diffondono siti animalisti, si può comprendere l’obiettivo finale. Ma che lo facciano organi di informazione nazionale, che dovrebbero verificare la corrispondenza al vero di ciò che divulgano, è abbastanza grave, e basta farsi un “giro” sul web per imbattersi in parecchie corbellerie al riguardo.

La realtà è un’altra, e non diversa da quella che sin dalle prime ore successive al voto del Senato, avevamo pubblicato su questo sito, comprese le valutazioni del presidente Buccioni. In buona sostanza, nella legge approvata c’è solo la previsione che possono essere destinati “graduali incentivi in favore di esercenti attività circensi e spettacoli viaggianti senza animali, nonché esercenti di circo contemporaneo nell’ambito delle risorse ad essi assegnate”.

Il taglio dei contributi ai circhi con animali è rimasto un ordine del giorno, che dunque non ha valore di norma, e cioè l’espressione di una volontà politica. Punto. Come si poteva già leggere nel resoconto letterale che abbiamo pubblicato il 25 settembre, quell’ordine del giorno così recita: «impegna il Governo a prevedere, nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, ad esercenti attività circense e spettacolo viaggiante con animali fino a pervenire al completo azzeramento dei contributi nell’esercizio finanziario 2018 anche per quanto riguarda le attività promozionali, educative, formative, editoriali, collegate alle attività circensi con animali, alle attività circensi con animali all’estero, all’Accademia del circo e a Festival circensi». Ma, come già detto, è rimasto solo un ordine del giorno.

E’ invece vero, e ciò indica anche il livello di “guerra” che alcuni in Parlamento hanno dichiarato ai circhi, che gli obiettivi formulati da esponenti Pd, 5 Stelle e Sel in particolare, erano molto più radicali, e puntavano a fare tabula rasa della presenza dei circhi in Italia, e con ciò della loro secolare storia e tradizione non solo artistica. Ad esempio negli emendamenti presentati alla Camera, alcuni parlamentari avevano chiesto di escludere, da subito, “da qualsiasi contribuzione pubblica tutti gli spettacoli dal vivo che utilizzano animali, siano essi esibizioni di tipo circense o durante le quali gli stessi possano provare dolore, sofferenza, angoscia o stress prolungato”. Ma tutti gli emendamenti presentati sono stati respinti. (c.m.)

Fonte www.circo.it– 6 ottobre 2013

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