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Decreto debiti Pa: ecco le modifiche chieste dalle Regioni

Debiti Pa: la norma va bene nella sostanza perché promuove la massima celerità nel pagamento dei debiti santari scaduti. Ma ci sono appesantimenti amministrativi (comunicazioni email e sanzioni ad esempio), che rappresentano un elemento di «irrigidimento e inefficienza organizzativa che vanno nella direzione opposta allo spirito della norma e, in particolare, alla celerità dei pagamenti».

Le Regioni prendono posizione ufficialmente sul decreto debiti Pa. E lo fanno con un documento messo a punto dalla conferenza dei presidenti di oggi. E chiedono anzittuo l’estensione della deroga ai limiti indebitamento anche per i debiti sanitari.

Piano di pagamento. Per quanto riguarda poi il piano di pagamento dei debiti, condizione necessaria per la sottoscrizione del contratto con l’Economia e adempimento regionale. i governatori sottolinenano che «l’ammontare dei debiti non costituisce uno stock immutabile nel tempo, in quanto le aziende sanitarie estinguono i debiti normalmente con criterio cronologico in ragione delle proprie disponibilità liquide. Quota parte dei debiti iscritti nel Piano di Pagamento, pertanto, sarà probabilmente già estinta prima che siano erogate alle aziende le risorse finanziarie di cui al Dl, vanificando in parte i controlli ministeriali ed esponendo le Aziende e le Regioni a rischi di inadempimento».

Per evitare tutto questo il rischio è che le aziende “congelino” i debiti iscritti nel piano di pagamento in attesa delle risorse del DL, liquidando invece i debiti più recenti (2013). Per evitarlo è necessario secondo le Regioni che le aziende sanitarie siano autorizzate a saldare i debiti iscritti nel piano di pagamento “anticipando” la cassa con le proprie disponibilità liquide. Ed è necessario chiarire quali tipologie di debiti devono essere conteggiate nel piano, perché le aziende sono esposte non solo verso fornitori per beni e servizi, ma anche verso enti pubblici, consorzi misti pubblico – privato, convenzionati ecc. Il suggerimento dei governatori in questo senso è di fare riferimento ai soli debiti commerciali verso soggetti privati (accreditati compresi) per la fornitura di beni e servizi.

Comunicazioni email. La comunicazione ai creditori tramite email è giudicata “inapplicabile” dalle Regioni perché non sono note le somme che saranno rese disponibili alle singole aziende che quindi non potranno a loro volta comunicare ai creditori né gli importi né tantomeno la data entro la quale avverranno i pagamenti. Inoltre la comunicazione email costa cara vista l’elevata numerosità dei creditori. «L’elevato carico amministrativo degli uffici finanziari, dovuto alla gestione della corrispondenza e delle comunicazioni, potrà comportare il rallentamento delle operazioni di pagamento, sortendo pertanto l’effetto opposto a quanto presumibilmente previsto con tale disposizione», scrivono le Regiooni nel documento, chiedendo la cancellazione della previsione .

Certificazione dei crediti. Infine la cerificazione dei crediti. Non è chiaro secondo i governatori se si riferisce al debito residuo al 1 giugno 2013 riferito al 31 dicembre 2012 (debito che è in continua erosione per effetto dei pagamenti che le aziende sanitarie stanno effettuando) o allo stock di debito iscritto in bilancio al 31 dicembre 2012. Inoltre non è chiaro quali debiti devono essere certificati: se solo quelli commerciali verso fornitori privati (e accreditati) di beni e servizi o se tutti i debiti (anche verso enti pubblici, soggetti in convenzione ecc.)

Ecco gli emendamenti proposti dalle Regioni

Sole sanita – 12 aprile 2013

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