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Decreto del Fare. Licenziato dal Senato da oggi è all’esame della Camera. Ecco tutte le principali novità

decreto-fare-258Tre giorni di lavori pieni. Quelli che il Senato ha vissuto da lunedì pomeriggio ad oggi per dare il via libera al decreto del Fare, con 190 voti favorevoli, 67 contrari e un astenuto. I voti contrari sono di Lega, M5s e Sel. Tre giorni sospesi tra sedute notturne in Commissione, rinvii e tentativi da parte del governo per far ritirare ai partiti buona parte degli emendamenti che se discussi in Aula e poi votati non avrebbero mai consentito di far approvare il decreto in tempi utili prima della pausa estiva. Mediazione riuscita perché alla fine degli oltre 700 emendamenti presentati ne sono stati discussi una settantina con i partiti della maggioranza PDL, PD e SCpI, che hanno ritirato le proprie proposte di modifica. Le principali novità del decreto. Il testo all’esame della Camera

Ora il testo torna alla Camera per la terza lettura e l’approvazione definitiva. Da oggi la discussione sul decreto si sposta a Montecitorio e per venerdì, secondo quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo, è prevista l’approvazione definitiva del decreto.

Oggi si torna alla Camera per la terza e ultima lettura prima che il Parlamento chiuda i battenti dal 10 agosto al prossimo 6 settembre.

L’approvazione del decreto e delle oltre 70 modifiche apportate dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama ha vissuto in Aula più di un momento di frizione e contrasto tra la stessa maggioranza e Governo: almeno due volte l’Esecutivo è stato battuto su due emendamenti firmati Pdl-Lega e relativi alle regole di accesso per il concorso in magistratura. In particolare sono state abolite le misure che consentivano a chi ha fatto uno stage presso gli uffici giudiziari, di poter accedere al concorso in magistratura. Due voti contrari alla volontà dell’Esecutivo che si vanno ad aggiungere a quello di martedì sera sull’ordine del giorno della Lega per lo stop alla tassa sui telefonini.

Non solo. Il Governo, per mano dei due relatori Anna Maria Bernini (Pdl) e Paolo Guerrieri Paleotti (Pd), ha poi rivisto la norma sulle sagome degli edifici. Norma su cui in commissione era stato battuto per mano di un emendamento Pd. Per ripristinare la semplificazione in edilizia privata, che consentirà con la sola Scia (segnalazione certificata di inizio attività) di demolire e ricostruire modificando le sagome degli edifici, è intervenuto in aula lo stesso ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Con il risultato che la maggioranza ha approvato la proposta sottoscritta dai relatori e che prevede il ripristino della norma licenziata da Montecitorio ma con alcuni vincoli per gli interventi nei centri storici. Forte pressing di Confindustria che ha lavorato per il ripristino delle norme di semplificazione.

La norma licenziata dal Senato impone ai Comuni di definire, entro il 30 giugno 2014, nell’ambito delle zone omogenee A (centri storici), le aree in cui non si può applicare la Scia per interventi di demolizione o ricostruzione che comportino modifiche della sagoma. Se i municipi non si attiveranno, in mancanza di intervento sostitutivo della Regione, la deliberazione sarà adottata da un Commissario nominato dal ministro delle Infrastrutture.

Per una semplificazione che torna, una complicazione che scompare. L’Aula ha bocciato con oltre 200 voti il tanto contestato Durt (Documento unitario di regolarità tributaria) da presentare negli appalti. C’è poi da registrare un «primo importante passo», come lo ha definito il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, sulla disciplina dei compensi ai manager: il taglio del 25% agli stipendi dei manager delle società pubbliche, al primo rinnovo di contratto, per presidenti e amministratori delegati delle società quotate e non quotate (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).

Tra le modifiche approvate dal Senato l’estensione della legge Sabatini: gli investimenti in hardware, in software e in tecnologie digitali (oltre a macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa) saranno inseriti tra i beni per i quali le Pmi potranno fruire del credito agevolato (2,5 miliardi anticipati dalla Cdp). Sempre per le Pmi torna la riserva del 30% delle risorse per operazioni di contro-garanzia dei Confidi.

Inoltre addio al fax negli uffici pubblici, mentre per gli automobilisti lo sconto del 30% sulle multe scatterà, virtuosi e non, solo per chi paga entro 5 giorni. Confermata la norma che sospende fino a metà settembre il pagamento dei canoni per le spiagge, così come l’obbligo per gli enti territoriali di devolvere il 10% dei ricavati delle dismissioni di beni demaniali al Fondo riduzione del debito.

Decreto Fare. Ecco il testo definitivo al voto della Camera. Sulla sanità passati diversi emendamenti

Fascicolo sanitario elettronico, ulteriore soppressione di certificati inutili e una gestione più razionale dei medicinali nei casi di modifiche apportate al bugiardino. Queste, in sintesi, le principali novità approvate ieri dal Senato al Dl Fare, ora all’attenzione della Camera per l’approvazione definitiva. Il nuovo testo con le modifiche

Alla fine di una tre giorni di lavoro intensa, il Senato ha approvato il testo con una serie di modiche al decreto del governo recante misure urgenti per l’economia, Dl Fare. Ora il provvedimento dell’Esecutivo è nuovamente tornato, in terza lettura, alla Camera per il via libera definitivo. Montecitorio infatti dovrà “registrare” le modifiche fatte da Palazzo Madama e prenderne atto, senza proporne di nuove poiché non si farebbe più in tempo ad approvare il decreto.

Per la sanità le modifiche riguardano essenzialmente il Fascicolo sanitario elettronico, l’ulteriore soppressione di certificati inutili e una gestione più razionale dei medicinali nei casi di modifiche apportate al bugiardino.

Sul Fse slittano i tempi per la partenza del progetto al 31 dicembre 2015. In più un emendamento prevede che per favorire la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza “nella dispensazione dei medicinali e l’aderenza alla terapia ai fini della sicurezza del paziente, è istituito il dossier farmaceutico quale parte specifica del FSE, aggiornato a cura della farmacia che effettua la dispensazione”.

Certificati inutili, è soppresso l’obbligo, previsto del decreto Balduzzi, di certificazione per l’attività ludico-motoria e amatoriale. Resta l’obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l’attività sportiva non agonistica. Saranno i medici o pediatri di base a stabilire se i pazienti necessitano di ulteriori accertamenti.

 Modifiche al bugiardino. Nell’ottica di una razionale gestione dei medicinali è stabilito che, nei casi di modificazioni apportate al foglietto illustrativo, l’Aifa possa autorizzare la vendita al pubblico delle scorte, subordinandola alla consegna al cliente, a cura del farmacista, di un foglietto sostitutivo conforme a quello autorizzato.

 Vediamo le misure che riguardano la sanità contenute nel testo:??

Pagamenti debiti PA

Le risorse per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale, ripartite dal governo Monti in 40 miliardi divisi in due anni, e non richieste dalle regioni entro lo scorso 31 maggio, possono essere assegnate alle regioni che ne hanno fatto richiesta entro il 15 luglio. Si tratta di circa 280 milioni che dovrebbero andare al pagamento dei debiti delle Asl di Piemonte e Puglia.??

 Farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica

L’emendamento proposto dal governo, approvato dalla Camera in prima lettura e non modificato dal Senato, che modifica il decreto Balduzzi, prevede una corsia preferenziale per i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica (i cosiddetti “salvavita”). L’Aifa – tramite “sedute straordinarie delle competenti commissioni” – avrà massimo 100 giorni per il completamento delle procedure per il loro inserimento nel prontuario a carico del Sistema sanitario nazionale.??

Sempre su questo articolo, nell’ottica di una razionale gestione dei medicinali, è stato introdotto un emendamento che stabilisce che, nei casi di modificazioni apportate al foglietto illustrativo, l’Aifa possa autorizzare la vendita al pubblico delle scorte, subordinandola alla consegna al cliente, a cura del farmacista, di un foglietto sostitutivo conforme a quello autorizzato.

 Liquidità per la Cri

Il Ministero dell’economia e delle finanze mette a disposizione della Croce rossa un anticipo di liquidità per una cifra massima di 150 milioni per il 2014 (Articolo 49-quater). L’anticipo è concesso, previa presentazione da parte della Cri di un piano di pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012.??

Fascicolo sanitario elettronico

Il progetto del Fse deve essere realizzato entro il 31 dicembre 2015. Per questo è autorizzata una spesa di 10 milioni per il 2014 e di 5 milioni per il 2015. Le Regioni e le Province autonome presenteranno all’Agenzia per l’Italia digitale e al Ministero della Salute il piano di progetto per la realizzazione del Fse, redatto sulla base delle linee guida rese disponibili dalla medesima Agenzia e dal Ministero della Salute, anche avvalendosi di enti pubblici di ricerca.

Alla realizzazione del FSE sono tenute le regioni e le province autonome per l’accesso al finanziamento integrativo a carico del Ssn.

Inoltre per favorire la qualità, il monitoraggio, l’appropriatezza nella dispensazione dei medicinali e l’aderenza alla terapia ai fini della sicurezza del paziente, è istituito il dossier farmaceutico quale parte specifica del FSE, aggiornato a cura della farmacia che effettua la dispensazione.

Il Decreto in pillole

Taglio del 25% esteso a tutti

La stretta sugli stipendi dei manager pubblici cambia ancora. Con un doppio intervento al Senato è stato, da un lato, eliminato l’articolo 12-bis introdotto alla Camera che esonerava dal tetto di 302mila euro i vertici delle società non quotate svolgenti servizi di interessi generali e, dall’altro, introdotto un taglio generalizzato del 25 per cento. Che varrà per i presidenti e gli ad sia delle società non quotate emittenti titoli diversi dalle azioni (e di quelli delle loro controllate) sia delle Spa quotate. Ma solo in occasione del primo rinnovo e a patto che nel frattempo la società non abbia deliberato, nei 12 mesi precedenti, un taglio analogo. Come fatto ad esempio da Enel che nel 2013 ha tagliato la remunerazione variabile del presidente e del top management del 30% mentre l’ad ha tagliato il 100% della remunerazione variabile. In entrambi i casi si è avuto un taglio alla retribuzione totale di ben oltre il 25 per cento.

Negli uffici pubblici il fax va in soffitta

Stop all’uso dei fax nella Pa. Un emendamento di Lega e Pd introdotto a Palazzo Madama dispone che le comunicazioni dovranno avvenire per via telematica ed «è in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax». Confermati poi i correttivi alla spending review previsti alla Camera. A cominciare dall’istituzione di un Comitato interministeriale permanente che potrà nominare un (nuovo) Commissario straordinario. Questa figura resterà in carica tre anni e avrà anche poteri ispettivi, potendo a tal fine utilizzare anche la Guardia di finanza. Il suo compenso non potrà superare i 150mila euro nel 2013, i 300mila nel 2014 e 2015 e i 200mila dal 2016 in poi. Sempre in tema di spending va segnalata la previsione in base alla quale la stretta sulle spese per le auto blu e i buoni taxi non si applica alle società pubbliche quotate.

Mediazione, obbligo a tempo

Torna, seppure per un periodo sperimentale di quattro anni, la condizione di procedibilità e dunque l’obbligo della mediazione nelle controversie civili e commerciali. Il Senato conferma le modifiche al Dlgs 28/2010, così come ulteriormente ritoccate dalla Camera, per rendere la disciplina conforme ai dettati della Corte costituzionale che aveva censurato proprio l’obbligatorietà. Per quattro anni, ad esempio nelle cause di condominio, locazioni, risarcimento dei danni da responsabilità medica e sanitaria (ma non da circolazione stradale), gli avvocati dovranno avvisare i clienti del passaggio per la mediazione. Resta la possibilità che la procedura venga richiesta anche per le cause in appello; mentre nel caso in cui sia il giudice, valutata la controversia, a richiedere la mediazione, lo stesso giudice non potrà indicare l’organismo cui rivolgersi.

Multe, sconto 30% a chi paga subito

Lo sconto del 30% sulle multe scatterà solo per chi paga entro cinque giorni: il Senato ha soppresso la possibilità di pagare in modo agevolato anche dopo i cinque giorni, riservata dalla Camera a chi non ha subìto decurtazioni di punti negli ultimi 2 anni e inapplicabile nella pratica. Confermato che gli sconti non spettano su infrazioni che comportano confisca del veicolo e sospensione della patente. Sono comunque disposizioni che creeranno molti problemi pratici. Approvato inoltre in commissione l’emendamento che assegna a Torino la sede (già pronto un immobile nella ex sede Anas di via Talucchi) dell’Authority per i Trasporti. Tra le altre novità introdotte in commissione, l’abolizione dell’attestato di idoneità fisica per i titolari di centri revisione veicoli. Confermata la rimodulazione dei fondi del Piano nazionale sicurezza stradale, finora rivelatosi fallimentare.

Non espropriabili i beni «essenziali»

Arriva il paniere dei «beni essenziali» su cui Equitalia non potrà procedere all’espropriazione. A definire il paniere sarà un provvedimento del ministero dell’Economia e delle Finanze con l’accordo dell’agenzia delle Entrate e dell’Istat. La norma si aggiunge al nutrito pacchetto di misure introdotte dal Governo per rivedere i poteri dell’agente nazionale della riscossione. Occorre ricordare che con il passaggio alla Camera del provvedimento era già stata ampliata la rateazione delle imposte fino a 120 rate. Inoltre si decade dal pagamento dilazionato concesso da Equitalia per l’aggravarsi della situazione economica del debitore. È stata introdotta la impignorabilità dei beni indispensabili all’attività del debitore. Stop al pignoramento dell’abitazione principale a patto che il debitore vi risieda anagraficamente e che si tratti del solo bene posseduto.

Tratto da Quotidianoo sanità, il Sole 24 Ore – 8 agosto 2013 

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