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Def. Garavaglia (Economia): “Tagli alla sanità, ora si inverte la rotta”. E su ‘quota 100’: “Ci sarà il divieto di cumulo, difficile che un medico scelga la pensione se sa che non potrà lavorare nel privato”

Il viceministro dell’Economia intervenendo questa mattina ad Agorà su Rai Tre, ha anticipato alcune misure della nota di aggiornamento del Def attesa in Parlamento entro la giornata di domani. Sul possibile esodo in sanità con l’introduzione di ‘quota 100’ a seguito della riforma della legge Fornero ha sottolineato: “Ci sarà anche il divieto di cumulo. A questo punto dovete dirmi quale medico va in pensione se sa che dal giorno dopo non può operare in un settore privato? Non se ne andrà nessuno”.

“Esiste un problema di invecchiamento nella Pubblica Amministrazione in generale, dove solo il 7,1% sono under 35. C’è quindi la necessità di ridurre questo trend facendo entrare forze nuove. In sanità è successo che, da Renzi in poi, il Fondo sanitario nazionale è passato dal 7% del Pil al 6,5%. Mezzo punto di Pil sono 8 miliardi. Quindi gli ultimi governi hanno tagliato la sanità di 8 miliardi. È chiaro che questo è un problema. Chi ne ha fatto di più le spese è il personale. Una delle cose fondamentali che c’è nella nota di aggiornamento del Def è che si inverte la rotta sul Fondo sanitario nazionale. Grazie al 2,4% di deficit, finisce l’epoca dei tagli e si torna a salire. Far salire il Fondo sanitario nazionale, non vuol dire buttare i soldi e sprecare, ma si traduce nell’assumere persone nuove, fresche, riducendo così anche il fenomeno delle liste d’attesa”.

Così il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, intervenendo questa mattina ad Agorà su Rai Tre, ha anticipato alcune misure contenute nella nota di aggiornamento del Def atteso in Parlamento entro la giornata di domani.

Garavaglia ha poi commentato così il possibile esodo previsto nel mondo della sanità con l’introduzione di ‘quota 100’ a seguito della riforma della legge Fornero: “Con ‘quota 100’ sulla Fornero ci sarà anche il divieto di cumulo, che è una misura sacrosanta. A questo punto dovete dirmi quale medico va in pensione se sa che dal giorno dopo non può operare in un settore privato? Non se ne andrà nessuno e si restringerà così di molto la platea. Non è che oggi vai in pensione e domani torni a lavorare come consulente, altrimenti è una presa in giro”, ha concluso il sottosegretario.

Giovanni Rodriquez – QUOTIDIANO SANITA 

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