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Defiscalizzazione per assunzioni a tempo indeterminato

Giovannini vede i sindacati e garantisce che gli interventi «non saranno calati dall’alto» ma discussi prima della decisione.

Con lo slittamento del pacchetto lavoro, prende il via il confronto tra Governo e parti sociali per mettere a punto in tempi stretti le misure per favorire l’occupazione giovanile.
Due i temi che saranno oggetto di approfondimento in tavoli tecnici – il primo incontro è fissato già per questa mattina – che riguardano la flessibilità in entrata (contratti a termine e apprendistato) e gli incentivi per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato.

I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno apprezzato ieri il messaggio lanciato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che nel corso dell’incontro ha spiegato che non intende calare dall’alto le misure, preferendo la strada del dialogo, sia pure in un orizzonte temporale circoscritto.
L’obiettivo del Governo è di presentarsi al Consiglio Ue del 27 e 28 giugno con il pacchetto lavoro approvato, e non si esclude che al consiglio dei ministri della prossima settimana (probabilmente venerdì 21) arrivi il via libera.
Quanto alle modifiche alla legge Fornero, i sindacati sono piuttosto freddi sull’ipotesi di ridurre, se non addirittura azzerare, l’intervallo di tempo tra due contratti a termine.
La materia – hanno spiegato Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti – può essere affrontata in sede di contrattazione, per venire incontro alle esigenze delle aziende, come già si è fatto in diversi settori.

Quanto agli incentivi, la novità è che il ministro ha specificato che si pensa di defiscalizzare solo le assunzioni a tempo indeterminato.
Tra le ipotesi che circolano c’è quella di incentivare le assunzioni di lavoratori tra i 18 e i 29 anni, privi di un impiego, ponendo a carico dello Stato i contributi che l’azienda dovrebbe versare per 18 mesi (in caso di stabilizzazione l’incentivo è corrisposto per 12 mesi).
Il tutto è finanziato per 500 milioni attraverso la riprogrammazione dei fondi strutturali europei 2007-2013.
Nel pacchetto lavoro si rifinanzia la sperimentazione della social card con 170 milioni, estendendola al Mezzogiorno.
L’esclusione degli interventi sull’occupazione nel “decreto del fare” di domani per Susanna Camusso rappresenta «una notizia positiva», perché «nel confronto si potranno trovare soluzioni condivise».
La numero uno della Cgil apprezza anche il ragionamento del ministro sugli incentivi per i giovani «riferiti ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato», la prospettiva «non può essere la precarietà».
Soddisfatto anche Raffaele Bonanni: «Non ci sono cifre ma l’argomento principale sono gli incentivi fiscali per le aziende che assumono i giovani».
Il nodo da sciogliere è quello delle risorse: «ancora non sappiamo – aggiunge il leader della Cisl – stanno vedendo come reperirle, ci sono più modi, dai fondi Ue a quelli nazionali».
Il fattore tempo è importante per Luigi Angeletti: «I tempi dovranno essere serrati – spiega – anche se le norme non hanno un impatto decisivo, possono facilitare od ostacolare l’occupazione.
Se sono fatte bene facilitano, prima le facciamo meglio è».
Un altro tema scottante riguarda gli ammortizzatori in deroga.
Il ministero del Lavoro ha annunciato la disponibilità a mettere sul piatto 550 milioni per rifinanziare cassa e mobilità in deroga nel 2013; le Regioni giudicano insufficiente la somma, ma hanno predisposto il piano di riparto.
La fetta maggiore 94,5 milioni, andrà alla Lombardia; 50,2 milioni alla Puglia; 47 al Veneto; 44 milioni al Lazio; 41,9 all’Emilia Romagna, 40,7 milioni al Piemonte.
L’obiettivo è «sbloccare subito questi fondi», spiega il coordinatore degli assessori al Lavoro, Gianfranco Simoncini.
Sulla necessità di individuare «criteri omogenei sul territorio che aiutino le imprese a rimanere sul mercato» insiste l’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente.
Mentre il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell’Aringa, assicura il massimo impegno del Governo a far arrivare i 550 milioni alle Regioni: «Solleciteremo il Tesoro a firmare subito i decreti di assegnazione dei fondi».
LE MISURE Gli incentivi
Tra le ipotesi per metter in campo misure urgenti per l’occupazione giovanile c’è quella di incentivare le assunzioni di lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni, privi di un impiego, ponendo a carico dello Stato i contributi che l’azienda dovrebbe versare per 18 mesi.
In caso di stabilizzazione l’incentivo è corrisposto per 12 mesi.
Il tutto è finanziato con 500 milioni dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali europei 2007-2013
Social card
Si punta anche a rifinanziare la sperimentazione della social card con 170 milioni, estendendola al Sud

Il Sole 24 Ore (Giorgio Pogliotti Claudio Tucci) – 14 giugno 2013

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