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Delibera Friuli VG: da oggi più controlli sui molluschi bivalvi

Da oggi sono ancora piu’ funzionali e capillari i controlli sui molluschi bivalvi prodotti e raccolti nelle acque del Friuli Venezia Giulia. Una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta del presidente Renzo Tondo, nella sua veste di assessore alla salute, modifica infatti in maniera sostanziale il sistema di controllo e di analisi di cozze, vongole, fasolari allo scopo di evitare qualsiasi rischio che sul mercato finiscano prodotti non idonei.

Come spiega lo stesso presidente Tondo “due sono le novita’ principali del provvedimento della Giunta, frutto di un lavoro congiunto di tre direzioni regionali (salute, ambiente, agricoltura) e l’ARPA: il coinvolgimento ‘istituzionale’ nelle analisi anche dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZS), e la responsabilizzazione diretta di tutti gli operatori del settore (maricoltori, cooperative pescatori, organizzazioni dei produttori)”. In pratica per offrire le migliori garanzie sanitarie “saranno ora anche gli stessi produttori a effettuare le analisi, in autocontrollo, grazie a un test rapido ed efficace messo a punto dall’IZS, evitando di immettere il prodotto sul mercato per il tempo necessario a ottenere i risultati (circa due ore)”. Per il Friuli Venezia Giulia la molluschicoltura rappresenta, anche storicamente, una realta’ produttiva di grande rilevanza, con numerosi allevamenti nel Golfo di Trieste e nella laguna di Grado e Marano, e grandi banchi naturali nelle aree marine e lagunari delle province di Gorizia e di Udine.

Annualmente vengono raccolte circa 600 tonnellate di vongole e 800 tonnellate di fasolari dai banchi naturali marini, mentre circa 1000 tonnellate di vongole veraci sono allevate in laguna e circa 3 mila tonnellate di mitili vengono allevate in mare nei parchi di coltura del litorale triestino. Complessivamente il settore vede impegnate 80 aziende, con 285 addetti e un fatturato annuo che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Il settore ha pero’ subito una pesante battuta d’arresto nell’estate del 2010, quando circa 200 persone dovettero ricorrere alle cure dell’ospedale a causa di un’intossicazione da biotossina algale in seguito al consumo di cozze provenienti dal Friuli Venezia Giulia. Da subito i controlli divennero piu’ rigidi, ma parallelamente tutti i diversi attori interessati alla filiera condivisero anche l’esigenza di mettere a punto nuove procedure di analisi, che ora si concretizzano grazie alla delibera approvata oggi. “Con il risultato – sottolinea Tondo – non solo di meglio tutelare la salute pubblica, ma anche di evitare un possibile danno di immagine alle produzioni di molluschi nella nostra regione”.

Agi – 8 giugno 2012

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