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Dengue. In arrivo nuove cure contro il virus. Colpisce cento milioni di persone all’anno: i ricercatori hanno trovato un anticorpo che può aiutare a prevenirla e a curarla

Un altro pezzo e abbiamo finito! Commentano così i ricercatori della Vanderbilt University di Nashville (Usa) e della National University di Singapore la scoperta di un anticorpo monoclonale umano capace di neutralizzare uno dei peggiori tipi di virus della dengue. È il penultimo tassello del puzzle che permetterà di controllare questa malattia infettiva dal nome esotico, forse poco nota, ma molto diffusa in America Latina e in Asia.

E non solo: fra i 100 milioni di casi che si registrano ogni anno al mondo, molti si verificano anche negli Stati Uniti, soprattutto negli Stati del Sud. Prima di entrare nei dettagli scientifici, vale la pena di spendere qualche parola sulla malattia, anche per capire la portata del lavoro appena pubblicato sulla rivista americana Science.

Quattro tipi

La dengue è provocata da un virus (il virus dengue), o meglio da quattro tipi diversi di virus (il più cattivo è il tipo 2) che vengono trasmessi da una zanzara ( del genere Aedes, in particolare la Aedes aegypti). Si presenta con febbre, mal di testa, dolori ai muscoli e alle articolazioni, macchie cutanee. Nella maggior parte dei casi si guarisce (ma si tratta pur sempre di una malattia che ha ripercussioni sulla vita di una persona e sulle attività lavorative), ma in una piccola percentuale di pazienti la malattia progredisce con febbre emorragica, shock e morte. Non c’è possibilità di prevenzione (tranne la lotta alle zanzare) e nemmeno di terapie (tranne quelle di supporto). L’Organizzazione Mondiale della Sanità la considera una delle sedici malattie tropicali “neglette”, cioè “dimenticate” (che possono costituire un pericolo non solo per le popolazioni locali ma anche per i turisti: è infatti è presente in 110 Paesi).

Anticorpi

Ecco perché i ricercatori si stanno spendendo per trovare una soluzione a questo problema. Adesso gli americani della Vanderbilt University insieme ai colleghi di Singapore hanno individuato un anticorpo umano (cioè una proteina che il sistema immunitario umano produce con l’obiettivo di aggredire e neutralizzare un “nemico” esterno, come è appunto un virus) che, somministrato a topi infettati con il più letale virus della dengue (il tipo 2), riesce a neutralizzarlo. Questo lavoro apre la porta alla prima terapia (o vaccino) efficace nella lotta all’infezione. «Il nostro obiettivo – ha commentato James Crowe, uno degli autori del lavoro, professore alla Vanderbilt – è quello di trovare terapie che non solo uccidano il virus, ma prevengano anche l’infezione».

Il Corriere della Sera – 5 luglio 2015 

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