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Depotenziamento della prevenzione, criticità nel calcolo dei reali fabbisogni di personale e nell’assegnazione degli incarichi: FVM chiede un tavolo tecnico di confronto alla Regione

La Federazione veterinari e medici del Veneto ha chiesto alla Regione l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto per affrontare le gravi criticità che interessano oggi l’organizzazione dei Dipartimenti di prevenzione e che stanno mettendo a rischio il sistema del controlli ufficiali e la tutela della salute pubblica.

Da inizio 2022 il numero dei veterinari pubblici in servizio in Veneto è calato a livelli mai raggiunti, attestandosi sotto le 300 unità. Garantire la qualità, la coerenza e l’efficacia dei controlli ufficiali con un numero così risicato di personale veterinario, diventa sempre più difficile. Si tratta di una perdita progressiva che, partendo da organici già storicamente sottodimensionati rispetto al volume delle attività, rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno messi in campo i necessari correttivi. Si rende fondamentale l’adozione di un adeguato sistema per il calcolo dei fabbisogni del personale, che ad oggi è affidato alla discrezionalità delle singole Ulss ed è attuato mediante criteri disomogenei. Per determinare il numero di persone necessarie a completare l’organico, si deve tenere conto di vari fattori. I principali elementi da considerare sono: i volumi di attività, i tempi tecnici di attuazione delle prestazioni in riferimento alla loro complessità, le condizioni di disagio delle zone svantaggiate e le norme anticorruzione. E’ indispensabile che la Regione, con la ripresa a pieno ritmo dell’attività di controllo ufficiale dopo la lunga parentesi legata al Covid, metta in atto una programmazione dei fabbisogni del personale, sulla base di quanto stabilito dal Dlgs 502/92, art.7, comma 4-ter, assicurando che le strutture organizzative di Servizi veterinari, Sian e Spisal siano  dotate di  personale adeguato, per numero e qualifica, a garantire le finalità e l’esercizio delle funzioni comprese nei livelli essenziali di assistenza, nonché l’osservanza degli obblighi previsti dall’ordinamento  dell’Unione Europea in  materia  di  controlli ufficiali.

Il regolamento Ue 2017/625 stabilisce che i Piani di controllo nazionali poliennali (Pcnp) siano preparati in modo da garantire la programmazione dei controlli ufficiali in tutti i settori disciplinati dalla normativa, comprese le specifiche informazioni riguardanti la designazione delle autorità competenti, dei loro compiti a livello centrale, regionale e locale, nonché delle risorse di cui esse dispongono. In sintonia con gli obiettivi dei piani pluriennali ministeriali e d’intesa con la rispettiva regione territorialmente competente, ogni Ulss dà poi attuazione ai piani di controllo ufficiale, sulla base della programmazione ministeriale e regionale.

Partendo dal documento “Metodologia di valutazione, piani di fabbisogno del personale” pubblicato nel 2016, a seguito dell’istituzione presso il Ministero della Salute di uno specifico tavolo tecnico, che si è occupato di definire la temporizzazione delle attività mediche ed infermieristiche, la segreteria nazionale FVM-SIVeMP ha elaborato un sistema applicabile alle attività di medicina pubblica veterinaria già in uso in altre regioni. La maggior parte delle attività di controllo e di certificazione ufficiale, sono pianificate su base pluriennale e programmate annualmente. Altre attività, svolte a livello locale, riconoscono spesso uno storico consolidato. Questi dati consolidati sono la base per l’adozione di un sistema di calcolo informatizzato unico a livello regionale, che permette ad ogni Ulss di determinare correttamente le assunzioni necessarie, i settori di interesse e le competenze richieste. La formazione specialistica adeguata del personale di servizio attribuito ad una specifica Area disciplinare, può maggiormente garantire la puntuale ed efficace realizzazione delle attività assegnate. La verifica della conformità organizzativa e dell’efficacia delle attività in capo alle Ulss, deve essere garantita dal Sistema di audit attuato annualmente dalla Regione, così come previsto dalla normativa comunitaria sui controlli ufficiali. La programmazione dei fabbisogni di personale deve tener conto anche della gestione di emergenze e di allerte sanitarie.

Un altro aspetto su cui è indispensabile un confronto tra le parti riguarda il turn over. Il ricambio generazionale non può avvenire in modo parziale e discontinuo. Le capacità dei veterinari esperti sono un “valore aggiunto” che valorizza e semplifica il passaggio delle competenze. Se ciò non avviene si ha un impoverimento dei servizi, sia in termini quantitativi che qualitativi, in quanto non è possibile affiancare il personale neo-assunto a quello più esperto prima del suo congedo pensionistico.

Il depotenziamento delle strutture e delle funzioni della prevenzione si è accentuato con l’accorpamento delle Ulss e con la riduzione del numero di incarichi gestionali e professionali. Inoltre, a quattro anni dalla riforma, non è ancora stato completato in numerose Ulss del Veneto il conferimento degli incarichi gestionali programmato e fissato negli Atti aziendali. Molti incarichi professionali si perdono per la mancata riassegnazione all’atto del pensionamento di chi li ricopriva. Anche importanti incarichi  di direzione di Unità Operative Complesse, previsti da precise disposizioni normative nazionali e regionali, non sono stati ancora attribuiti. Molte prove concorsuali e selettive non risultano svolte nei tempi previsti dalla normativa. Recentemente in una Ulss sono state soppresse due Unità operative semplici del Dipartimento di prevenzione.

L’effetto di questo insieme di fattori è che il personale non viene incentivato a migliorare le proprie competenze, per assumere posizioni di maggior rilievo professionale. Inoltre, l’assenza di una corretta catena di comando, fa perdere efficienza all’organizzazione col rischio di sovrapposizione di ruoli e competenze non in linea con le norme anticorruzione.  Per quanto detto è auspicabile che il personale in servizio venga attribuito a una specifica Area disciplinare che permetta la puntuale ed efficace pianificazione delle attività previste.

FVM Veneto chiede alla Regione di attuare una puntuale ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione aziendale del personale in tutte le Ulss, individuando gli eventuali motivi che stanno alla base delle carenze ed arrivare in tempi brevi al completamento dell’organizzazione dei servizi del Dipartimento di prevenzione e alla loro piena operatività.

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