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Dichiarazioni 2016. Spese sanitarie a rischio nel 730. L’Andi impugnerà il Dm attuativo. Niente dati sugli iscritti dagli Ordini dei medici. Preoccupano gli adempimenti e le sanzioni

Spese sanitarie sempre più a rischio nel prossimo 730 precompilato. La linea dura assunta dai medici per gli adempimenti a loro carico (ritenuti troppo pesanti dalla categoria) potrebbe portare a bloccare o almeno a rallentare la trasmissione. Anche perché l’Andi (associazione dentisti italiani) è sempre più orientata a impugnare al Tar il decreto ministeriale sull’invio delle spese (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) .

Ma andiamo con ordine. Sono due i profili ritenuti fortemente critici dalla categoria. In primo luogo, si fa notare che la trasmissione dei dati non è un automatismo a costo zero: le informazioni, infatti, arriveranno alle Entrate attraverso un adempimento che grava su medici e dentisti, chiamati a trasmettere i dati sulle fatture al Sistema tessera sanitaria. «Si tratta – spiega Giuseppe Renzo, presidente della commissione albo odontoiatri della Federazione nazionale (Fnomceo) – di una duplicazione delle informazioni che già trasmettiamo con lo spesometro».

In secondo luogo, a preoccupare non è solo l’adempimento in sé, ma anche le sanzioni previste in caso di «omessa, tardiva o errata trasmissione» che ammontano a 100 euro per ogni mancato o erroneo invio e possono arrivare fino a 50mila euro. In realtà su questo punto va fatta una precisazione perché la nuova sanzione è contenuta nell’articolo 23 del Dlgs 158/2015 attuativo della delega fiscale ma tutta la riforma relativa alle sanzioni amministrative entrerà in vigore soltanto dal 2017. Quindi potrebbe esserci un anno di “scopertura” rispetto a eventuali omissioni o errori sui dati sanitari.

Comunque, se la comunicazione delle fatture riguarderà tutti i medici, c’è un altro adempimento «imposto» alla Federazione ed è quello relativo all’invio dei dati dei singoli professionisti, necessario per l’accreditamento al sistema. «Entro il 22 ottobre – spiega infatti Renzo – la Fnomceo dovrebbe trasmettere al fisco i dati sugli iscritti. Ma, visto che gli Albi sono pubblici e che il ministero li può consultare direttamente online, la Federazione ha deciso di non fornire queste informazioni». Anche gli Ordini provinciali avrebbero un compito da svolgere: sono infatti chiamati a rilasciare ai professionisti le credenziali di accesso al sistema tessera sanitaria. «Gli Ordini non svolgeranno alcun ruolo nel rilascio dei codici del sistema – sottolinea Renzo per chiarire la posizione della Fnomceo – e diciamo basta a provvedimenti imposti “a fatto compiuto”, senza la consultazione della Federazione».

Il «peso» degli adempimenti legati al 730 precompilato non convince neanche l’Andi, l’associazione nazionale dentisti italiani: «La maggior parte dei nostri iscritti – spiega il presidente Gianfranco Prada – non ha le strutture informatiche necessarie per trasmettere i dati al sistema tessera sanitaria: investiamo su apparecchiature mediche, non su computer. Se lo Stato pretende che i dentisti si occupino di questi adempimenti burocratici dovrebbe almeno prevedere incentivi fiscali per l’acquisto dei pc». Sanzioni e aggravio di adempimenti e costi per gli studi hanno spinto l’Andi a decidere di impugnare il decreto ministeriale sulla trasmissione dei dati al Tar Lazio.

A questo si aggiunge poi un altro fronte, che riguarda la successiva fruizione delle informazioni una volta arrivate. I Caf si dicono preoccupati perché potrebbero trovarsi a gestire situazioni in cui le spese precaricate (di cui per motivi di privacy sarà visibile solo il totale) non coincidono con la somma delle ricevute o degli scontrini che i contribuenti porteranno. «L’unica soluzione immaginabile – sottolinea Pietro Cerrito, presidente del Caf Cisl – è che i Caf possano vedere i dati scomposti. D’altronde la stessa riservatezza che siamo chiamati ad assicurare sui dati economici possiamo garantirla sui dati sanitari». Se ne parlerà nei prossimi giorni nell’incontro che Entrate e Caf hanno in agenda proprio per risolvere questo e gli altri problemi operativi aperti.

Francesca Milano Giovanni Parente – Il Sole 24 Ore – 15 ottobre 2015 

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