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Diffamazione, bavaglio più vicino. Senato, oggi voto finale in aula

Sospensione dall’Ordine, si spacca il Pd. La dura condanna Fnsi. l direttori firmano un appello “Rischi per il diritto all’informazione”

ROMA — Il bavaglio per la stampa si avvicina pericolosamente. Multe e risarcimenti per migliaia di euro, editori colpiti, giornalisti sospesi per un anno dall’Ordine dalla terza condanna per una diffamazione. La commissione Giustizia, pure coni voti di una parte del Pd, licenzia il testo, anziché fare l’ostruzionismo promesso. E stamane la partita si trasferisce in aula. Perde quota l’ipotesi — cui pure si è lavorato alla Camera con contatti tra Pd e Pdl — di un emendamento al ddl sulle misure alternative al carcere del Guardasigilli Severino in cui inserire una sola norma asciutta mirata ad evitare il carcere al direttore del Giornale Sallusti. Che peraltro la procura di Milano non vuole assolutamente spedire in cella, ma semmai mettere agli arresti domiciliari con tanto di permesso giornaliero per lavorare. A Montecitorio, dov’è stato riscritto il meccanismo della “messa in prova” — lavori socialmente utili, in luogo del processo, per con-dannefino a4 anni—hanno atteso l’esito delle trattative al Senato per non sovrapporsi con una norma fotocopia. Voci discordanti sull’ammissibilità di un simile emendamento, contrari qualificati tecnici del palazzo per via dell’estraneità di materia, favorevole il Pdl. «Sempre di alternative al carcere si parla» dice Costa. Per ora prevalgono i tre articoli del Senato. «U na le : e pessima, se ne fermi l’iter, la democrazia è in pericolo» dice il segretario della Fnsi Siddi, e i direttori delle testate italiane sottoscrivono a decine l’appello «sui rischi per l’informazione». Il Pdl non vuole fermare quel treno e non resta che sperare in un deragliamento per le manifeste divisioni nel gruppo. Le ammette il presidente della commissione Giustizia Ber selli, un pidiellino doc, quando dice che «una parte dei senatori è molto sensibile alla tutela del diffamato, poi ci son o i portatori delle istanze dei giornalisti che vogliono sanzioni più lievi». Berselli non elenca una terza categoria, chi vuole mantenere il carcere. Frangia forte nel Pdl, presente pure nella Lega dove un esponente di rilievo come Mazzatorta dice: «Di fronte al danno arrecato alla reputazione della persona, che è un bene superiore, non si può cancellare la sanzione del carcere».

Oggi in aula si va allo sbando. Può accadere di tutto. Le divisioni sono trasversali. I I voto segreto, giàchiestodaRutellisul primo articolo, potrebbe essere confermato. «Vediamo» dichiarava lui ieri. Sulla carta il Pdl dovrebbevotare sì, no Pd e Idv, no anche l’Udc, no la Lega (ma non Metto). Ma da Pdl e Pd arrivano le sorprese. Come quelle dei democratici che in commissione Giustizia si sono spaccati in tre pezzi. Sivotava l’ennesima versione dell’emendamento Balboni-Mugnai sulla sospensione dall’albo. Sul tavolo quello che la toglie per la prima condanna, ne prevede una facoltativa fino a sei mesi per la seconda, la impone dalla terza in avanti perun intero anno. Votano a favore, con Pdl, Udc, Api e Lega, il capogruppo Pd Della Monica e Maritati, due expm, si astiene l’ex procuratore D’Ambrosio, deciso no da Casson eVita. È lite tra loro. Dirà Della Monica che l’ha fatto «per garantire la riduzione del danno». La rimbrotta Casson «Le ho consigliato di non votare, è un errore politico, stavamo facendo ostruzionismo e invece abbiamo mollato». Vita è angosciato: «Mi sveglio con gli incubi, stanotte sono stato male, non posso credere che stiamo approvando una legge così, domani il mio e quello di tanti altri colleghi sarà un no fermo». D’Ambrosio se neva con l’aria disgustata: «Non si può fare una legge così…». Oggi il Pd promette ufficialmente di votare no, ma nel segreto dell’urna c’è chi, anche tra di loro, vuole colpire la troppo libera stampa.

Le pene

LA MULTA Per chi diffama a mezzo stampa non ci sarà più il carcere, ma una multa che andrà da 5mila fino a 50mila euro

IL RISARCIMENTO In sede civile il giudice disporrà che l’equivalente della multa venga corrisposto dagli editori attingendo ai fondi dell’editoria

LA SOSPENSIONE Dalla seconda condanna il giornalista può essere sospeso dall’Ordine per sei mesi, se recidivo lo sarà per un anno

Repubblica – 7 novembre 2012

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