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Dipendente demansionato? Lui non lavora: Cassazione lo lascia casa

Il lavoratore, anche se dequalificato, non può rendersi totalmente inadempiente, soprattutto se il datore assolve a tutti i propri obblighi. Lo ha deciso, con la sentenza 2033/13, la Cassazione.

Un dipendente è stato trasferito dalla società per cui lavorava presso un altro cantiere, l’unico rimasto ancora aperto, dove sarebbe stato assegnato a compiti anche non compatibili con la sua qualifica di gruista. Il lavoratore si è rifiutato, in più occasioni, di svolgere i compiti assegnati, incorrendo in diverse contestazioni disciplinari, fino ad essere licenziato. Secondo la Cassazione, anche in caso di dequalificazione di mansioni, «il lavoratore non può rendersi totalmente inadempiente alla prestazione sospendendo ogni attività lavorativa, se il datore di lavoro assolve a tutti gli altri propri obblighi»: pagamento della retribuzione, copertura previdenziale e assicurativa, assicurazione del posto di lavoro. Il lavoratore può rifiutare la dequalificazione se il lavoro non è sicuro, ma deve provarlo; può rifiutarsi di svolgere mansioni inferiori se il datore non adempie ai suoi obblighi di sicurezza sullo svolgimento della prestazione stessa. Tuttavia, specifica la Suprema Corte, la prova della pericolosità delle mansioni deve essere fornita dal lavoratore che, nel caso di specie, è venuto meno a tale onere.

Fonte: www.dirittoegiustizia.it

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