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Dipendente pubblico assenteista? Col nuovo contratto “paga” tutto l’ufficio. Le reazioni, i sindacati: «Scelta sbagliata e mai discussa»

Premi incentivi, sanzioni e bonus: in vista della stretta sul contratto della pubblica amministrazione in agenda per domani all’Aran spuntano nuovi dettagli sull’accordo che sta maturando. In ballo tra le misure inserite nelle 95 cartelle dell’ultima bozza non c’è solo l’aumento medio di 85 euro mensili per ogni dipendente ma anche un set di nuove regole, alcune decisamente innovative rispetto al passato. Spunta infatti un bonus a favore dei salari più bassi, vengono introdotte misure di welfare aziendale come già avviene in molti comparti privati (dalle polizze sanitarie ad aiuti per l’istruzione dei figli) e si punta poi a radicare anche nella macchina un poco arrugginita della Pa la logica di squadra. Nel bene e nel male.

Per questo, ad esempio, i danni prodotti dagli assenteisti verranno pagati anche dai colleghi di ufficio. Per «disincentivare elevati tassi di assenza del personale» il nuovo contratto dovrebbe prevedere «correttivi» e «significative riduzioni delle risorse» a titolo di premio non solo per il singolo ma a tutto l’ufficio a cui il singolo dipendente appartiene. Sarà un organismo ad hoc, formato sia da rappresentanti dell’amministrazione che del sindacato, a proporre le contromosse in caso «siano rilevate assenze medie» sopra i tassi di riferimento, o «siano osservate concentrazioni» in date particolari. Quindi si prevede anche si assegnare premi più alti al «personale che consegua la fascia di valutazione più elevata» prevista nel «sistema di valutazione dell’amministrazione».

Anche questo è un argomento delicato, tant’è che Aran e sindacati su questi due punto stanno ancora trattando. L’ipotesi indicata nell’ultima bozza affida i dettagli alla contrattazione integrativa prevedendo che il plus da destinare ai «migliori» non possa essere inferiore al 30% del valore medio pro capite delle risorse riservate ai premi individuali. Inoltre la quota del personale a cui attribuire il premio non potrà superare il 30% del totale dei dipendenti sottoposti alla valutazione. 

Infine viene formalizzata l’introduzione di un elemento perequativo mensile, una misura di compensazione che servirà a garantire il completo salvataggio del bonus degli 80 euro a tutti i dipendenti pubblici che lo ricevono. (La Stampa – 19 dicembre 2017)

«Colpirne uno per educarne cento? Scelta sbagliata». Foccillo (Uil): il problema del rendimento va affrontato. Trattiamo, ma non in questo modo

«Punire tutto un ufficio per alcuni impiegati assenteisti? Io non sono del principio di colpirne uno per educarne cento, poi cosa succede, si arriva alla delazione?».

Antonio Foccillo è il segretario confederale della Uil e domani tornerà a sedersi al tavolo con gli altri sindacati per discutere con il governo la bozza del nuovo contratto di lavoro della Pubblica amministrazione. La firma, nelle intenzioni della ministra Marianna Madia, potrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

Cosa pensa della nuova misura contro l’assenteismo negli uffici pubblici?

«Prima di tutto va detto che queste sono cose previste nel testo unico della Riforma Madia, norme che noi sindacati non abbiamo ancora visto né discusso: non diciamo che sono già approvate perché non è così, è ancora tutto da vedere».

La bozza parla di «correttivi» e «significative riduzioni delle risorse» che verrebbero estesi a tutti gli impiegati dell’ufficio, non solo al singolo colpevole di assenteismo. È il modo giusto per combattere questo fenomeno?

«Quando ci furono i vari casi di furbetti del cartellino, noi della Uil dicemmo che ci saremmo presentati come parte civile contro questi personaggi, perché con le loro azioni danneggiavano un’intera categoria di lavoratori. Quindi in linea di principio, noi siamo disponibili ad affrontare il problema dell’assenteismo, ma le regole ferree non sono materia di contratto, prima c’è una lunga strada da percorrere, è una cosa perciò che va discussa cui non ci si può arrivare senza una trattativa. E al momento con l’Aran (l’agenzia che tratta per il Governo, ndr ) di questo non si è parlato».

Nella bozza del nuovo contratto però si parla anche di un organismo ad hoc formato sia da rappresentanti dell’amministrazione sia del sindacato per studiare le contromosse in caso di troppe assenze, magari strategiche… Un vostro ruolo quindi è contemplato?

«Noi abbiamo detto che su questa questione c’è un problema e che va affrontato, ma noi quel testo non lo abbiamo ancora visto né discusso, non siamo ancora arrivati a parlare di queste cose che, ripeto vanno discusse prima con il sindacato. Però una cosa voglio dirla: nel nuovo contratto non dovranno esserci solo norme contro i lavoratori».

Prima la legge sul whistleblowing (la tutela per chi segnala irregolarità), ora i premi ridotti a tutti se c’è un assenteista: non c’è il rischio che gli uffici diventino invivibili?

«Per questo dico che questo principio del colpirne uno per educarne non mi piace». (Il Corriere della Sera – 19 dicembre 2017)

19 dicembre 2017  

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