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Dipendenti pubblici, 4,2 mld ai contratti in tre anni. Per il 2019 sul piatto 1,1 mld. Ancora nulla per il rinnovo dei contratti 2016/2018 della dirigenza sanitaria

Aumentano le risorse per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici: nell’ultima bozza i fondi salgono a 4,3 miliardi nel triennio 2019-2021 rispetto ai 3,2 miliardi previsti precedentemente. Ma nonostante i tanti proclami, fa notare la segreteria Fvm, manca ancora la copertura finanziaria per i contratti dirigenziali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria  2016/18 relativa al riconoscimento nella massa salariale dell’indennità di esclusività di rapporto e al recupero della Retribuzione Individuale di Anzianità dei pensionati che, abolito l’art. 23 del dlgs. 75/17, deve finanziare il contratto al fine di rilanciare le carriere professionali, le posizioni e il merito dei medici, dei veterinari e dei sanitari.

Crescono fino a 4,2 miliardi in tre anni i fondi per il rinnovo del contratto degli statali; aumentano anche le assunzioni extra previste per settori specifici della Pa, fra l’altro facendo salire da 2mila a 3mila gli ingressi per far funzionare uffici giudiziari e carceri minorili. Frena, invece, la riforma delle partecipate, e si fissa una data di scadenza per la gestione commissariale del vecchio debito di Roma. Alle Province viene affidato il compito di centrali di committenza per gli enti del loro territorio. Gli ultimi testi della manovra confermano i pilastri degli interventi per ministeri ed enti territoriali. Ma non sono avari di novità su punti specifici.
Statali
Le più importanti, vista la platea, arrivano per il nuovi contratti degli statali. L’ultima versione mette sul piatto 1,1 miliardi per il 2019, 1,425 per il 2020 e 1,775 per il 2021. In proporzione ai 2,85 miliardi dedicati all’ultimo contratto che ha portato 85 euro medi di aumento, i fondi scritti nella nuova manovra darebbero spazio a 33 euro in più nel primo anno, 42 nel secondo e 53 a regime. Ma attenzione: soprattutto per il 2019 gran parte delle risorse andrà all’indennità di vacanza contrattuale, che vale intorno ai 500 milioni, e alla conferma degli aumenti temporanei extra (l’«elemento perequativo») previsti dagli ultimi accordi nazionali per le fasce retributive più basse (costano 280 milioni). Sarà compito delle nuove trattative risolvere la sciarada per mettere a regime questa componente della busta paga, per ora appesa alle proroghe. Gli enti locali dovranno mettere nei preventivi i soldi necessari all’indennità di vacanza contrattuale e gli accantonamenti che saranno indicati dal governo sulla base dei fondi pensati per gli statali. Il tutto, va ricordato, mentre ancora non è superato lo stallo sui contratti dirigenziali del 2016/18.
Società partecipate
Un comma comparso nell’ultimo testo della manovra esclude dagli obblighi di dismissione le partecipate che abbiano ottenuto un risultato medio positivo nel 2014-2016. Il comma, che arriverà in Gazzetta Ufficiale tre mesi dopo la scadenza per le cessioni, ha un’apparenza “sartoriale”, pensata per salvare alcune situazioni specifiche. Ma potrebbe avere effetti ampi escludendo dal taglio anche le società estranee alle funzioni istituzionali degli enti, a patto che i conti non ballino troppo .
Debito di Roma
Nella legge di bilancio trova una scadenza anche la gestione commissariale del debito di Roma. Nata nel 2008, dovrà concludere i calcoli sulla massa passiva entro il 2021. Dopo di che chiuderà i battenti. Ma non tramonterà la super-addizionale Irpef, che insieme alla tassa da un euro per chi si imbarca in aereo a Roma dovrà finanziare i piani di rimborso. Serviranno entrambe fino al 2048.
gianni.trovati@ilsole24ore.com

da FVM E IL SOLE 24 ORE

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