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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Dl Enti locali. Sanità, De Filippo: “Governo non è tenuto a monitorare le iniziative regionali intraprese per risparmio di 2,3 mld”. Grillo (M5s): “Risposta da Ponzio Pilato”
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    Dl Enti locali. Sanità, De Filippo: “Governo non è tenuto a monitorare le iniziative regionali intraprese per risparmio di 2,3 mld”. Grillo (M5s): “Risposta da Ponzio Pilato”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche28 Novembre 2015Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Così il sottosegretario alla Salute ha risposto oggi alla Camera all’interpellanza del M5s che chiedeva al Governo quali iniziative avesse intrapreso per verificare l’adeguamento delle regioni a quanto previsto dal decreto legge della scorsa estate. De Filippo: “Il Governo è tenuto a monitorare gli effetti in termini di ricaduta economica del sistema, qualora non venga rispettato l’equilibrio economico e finanziario, oppure per la mancata erogazione dei Lea”.

    “Il Governo non è tenuto specificamente a monitorare periodicamente le iniziative regionali intraprese per dare applicazione al disposto normativo, se non per gli effetti in termini di ricaduta economica del sistema, qualora non venga rispettato l’equilibrio economico e finanziario, oppure in termini di mancata erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizione di appropriatezza e di efficienza”. Così il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, ha risposto oggi in Aula alla Camera ad n interpellanza del M5s che chiedeva, appunto, quali iniziative avesse intrapreso l’Esecutivo per verificare l’adeguamento delle regioni a quanto previsto dal decreto legge Enti Locali che recepiva un taglio di 2,3 mld per la sanità, sancito dall’intesa Stato Regioni dello scorso 2 luglio.

    “Gli interventi previsti nel decreto-legge – ha specificato il sottosegretario – rappresentano delle cosiddette ‘leve’ finalizzate alla sostenibilità del taglio al finanziamento. Sussiste, comunque, la possibilità nella legislazione, per le regioni, di adottare anche misure alternative al fine di salvaguardare i livelli essenziali di assistenza, purché le stesse regioni assicurino l’equilibrio del bilancio sanitario con il livello di finanziamento ordinario”.

    Ricordiamo che, per raggiungere quell’importo, nel testo si prevedevano una serie di misure che vanno dalla razionalizzazione della spesa per beni e servizi alla rinegoziazione dei contratti in essere per i dispositivi medici, fino alla rinegoziazione dei prezzi di rimborso dei farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale. In realtà, nella sua risposta, De Filippo ha dato conto solo di quest’ultimo punto spiegando che l’Aifa “ha provveduto alla individuazione dei nuovi prezzi dei medicinali terapeuticamente assimilabili (era il punto D1) e dei medicinali biotecnologici a brevetto scaduto (era il punto D2) e sta procedendo a definire i criteri applicabili nel caso dei farmaci soggetti a rimborsabilità condizionate (era il punto D3)”.

     In sede di replica, la capogruppo del M5s in commissione Affari Sociali alla Camera, Giulia Grillo, si è dichiarata “insoddisfattissima” della risposta. “Sostanzialmente il sottosegretario dice che il Ministro della salute non ha il compito di monitorare se e come questi tagli stanno avvenendo e in che percentuale, richiamando il fatto che le regioni avrebbero potuto comunque provvedere in altra maniera a raggiungere il taglio previsto. Questa risposta ce la saremmo aspettata da Ponzio Pilato, non da un ministero che si nasconde dietro una foglia di fico e che si squalifica da solo. Vista la sua inutilità, non ci resta che aggirarlo e rivolgerci direttamente al Mef”.

    Giovanni Rodriquez – QS – 27 novembre 2015

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