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Milleproroghe: via libera Commissioni, aumento sigarette per la copertura delle norme sulle pensioni. Ristretta platea esodati

1a1a16_camera-parlamento-258Via libera delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera al decreto legge milleproroghe. Si è trattato di un riesame dopo che l’Aula ieri aveva rinviato il provvedimento in Commissione. Approvati gli emendamenti che per la copertura delle norme sulle pensioni di lavoratori precoci e esodati prevedono l’aumento delle imposte sui tabacchi lavorati invece dei contributi sugli autonomi e sopprimono la sanatoria per i manifesti politici abusivi. Il provvedimento e’ atteso questa sera intorno alle 19.30 in Aula. Probabile l’apposizione della fiducia da parte del Governo che verrebbe votata domani nel primo pomeriggio. Il voto finale è previsto martedì. Poi il provvedimento passerà al Senato.

Secondo il programma messo a punto dalla conferenza dei capigruppo, nel caso di fiducia seguirebbe domani stesso l’esame degli ordini del giorno. Nella precedente versione del milleproroghe, licenziata dalle commissioni, la copertura consisteva in un innalzamento dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi. Norma che aveva visto la contrarietà del ministro del Welfare Elsa Fornero e delle categorie interessate. Principalmente questa modifica aveva reso necessario il ritorno del decreto in commissione dopo l’approdo nell’Aula di Montecitorio.

Cambia la norma sugli esodati: ristretta la platea

Il nuovo testo restringe però, la platea dei lavoratori esodati interessati, di quelli cioè che avevano accettato di lasciare l’azienda in crisi pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, mentre la riforma previdenziale li lascia ora senza pensione e senza lavoro. La scorsa settimana avevano approvato un emendamento secondo cui avrebbero beneficiato delle vecchie regole i lavoratori che avevano sottoscritto un accordo per uscire dall’azienda prima del varo del decreto, cioè il 4 dicembre scorso, anche se poi si sono dimessi successivamente o stanno per dimettersi. La nuova versione prevede invece che potranno ricorrere alle vecchie norme previdenziali solo i lavoratori effettivamente usciti dalle proprie aziende entro il 31 dicembre scorso.

«Al Senato bisognerà trovare una soluzione per tutti i lavoratori esodati». A dirlo il capogruppo del Pd in commissione Bilancio, Pier Paolo Baretta, secondo il quale il testo del decreto milleproroghe nella parte che riguarda le pensioni è un passo in avanti rispetto alla manovra «salva-Italia», ma passi indietro sono invece stati fatti rispetto all’emendamento precedentemente approvato dalle commissioni. Ora sono salvi solamente coloro che hanno risolto il proprio rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011. Rimane inoltre da affrontare un nodo interpretativo, spiega l’onorevole del Pd, quello relativo al quesito se debba fare fede la data di stipula dell’accordo per l’esodo o la cessazione effettiva dell’attività lavorativa. «Per me – dice Baretta – è senza dubbio valida la prima ipotesi».

No a sanatoria affissioni abusive dei manifesti elettorali

L’Api: il governo accoglie nostro emendamento. «Il governo accoglie il nostro emendamento per eliminare la sanatoria sulle affissioni abusive dei manifesti elettorali». Lo dice la portavoce dell’Api, Linda Lanzillotta. «La politica infatti – prosegue l’esponente dell’Api – può recuperare credibilità e rispetto solo difendendo e praticando la legalità». «Constatiamo con soddisfazione che anche su questo punto il governo Monti dà al Paese un segnale importante di discontinuità», conclude Lanzillotta. «Bene approvazione dell’emendamento del Governo voluto dai Radicali e volto a cancellare dal cosiddetto milleproroghe il vergognoso condono dei manifesti abusivi che ha assicurato per anni a tutti i partiti politici, tranne i Radicali, di pubblicizzare gratuitamente e illegalmente la loro attività politica – afferma Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei al Consiglio Regionale del Lazio -. Abbiamo assicurato così, malgrado il silenzio sul punto di tutti i sindaci, un gettito importante, pari a circa 100 milioni di euro, per tutti i Comuni da loro amministrati».

25 gennaio 2012

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