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Doccia fredda sull’équipe di Ilaria Capua: risorse vincolate a Legnaro

Anche il Mattino di Padova, quotidiano che nella vicenda “Capua alla Torre” ha sposato in pieno le tesi della Fondazione Città della Speranza, riporta le dichiarazioni del parlamentare Antonio De Poli. Mantenendo persino in questo caso il “taglio” pro-trasferimento assunto in precedenza.

Se il Nordest non fosse soltanto un’espressione geografica, certo riuscirebbe a trattenere Ilaria Capua, punta di diamante della ricerca italiana e “stella” dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie. Viceversa, l’esodo verso lidi più accoglienti della scienziata (e della sua giovane équipe di 70 cervelli) sembra ogni giorno più vicino. I fatti. Capua – che attualmente opera nei laboratori di Legnaro – sollecita spazi più ampi e funzionali per lavorare ai progetti (in primis, le indagini sulla trasmissione delle patologie virali dall’animale all’uomo) che le hanno valso riconoscimenti di prestigio sulle due sponde dell’Atlantico. La soluzione che auspica è il trasloco su due piani della nuova Torre della ricerca realizzata dalla Fondazione Città della Speranza a Padova . Diverso l’orientamento del consiglio d’amministrazione dell’Istituto che, autofinanziandosi, ha autorizzato soltanto un trasferimento temporaneo del gruppo di ricerca in attesa della ristrutturazione della sede attuale e nella costruzione di una nuova palazzina attrezzata; in totale, garantisce il direttore generale Igino Andrighetto, circa 1400 mq, il doppio della superficie disponibile oggi. A tal fine, il ministero della Salute ha stanziato 3 milioni. Potrebbero essere stornati per l’acquisto di nuovi spazi nella Torre? «No, è escluso, si tratta di risorse vincolate al progetto di espansione a Legnaro», fa sapere il deputato dell’Udc Antonio De Poli, esibendo la replica, inequivocabile, del ministro Renato Balduzzi alla sua interrogazione in materia. Il centrista chiama in causa il governatore Luca Zaia, invitandolo a mantenere gli impegni: «Non faccia il pesce in barile, ha dichiarato che la Regione intende acquisire i locali alla Torre e cederli gratuitamente allo Zooprofilattico perché Ilaria Capua continui a svolgere le sue ricerche. Dica se è in grado di fornire garanzie concrete o se si tratta dei soliti annunci-spot».. La Regione, in verità, ha stanziato un milione di anticipo per l’acquisto, il cui onere totale si aggirerebbe sui tre, e la Città della Speranza (fortemente esposta sul piano finanziario) preme per accelerare l’operazione. I fondi non rappresentano un problema, ha ribadito a più riprese Zaia, in polemica con Andrighetto, accusato di ostacolare in ogni modo il progetto. Ma non è soltanto questione di quattrini. L’Istituto non appartiene al Veneto, che ne é socio al pari della Regione Friuli-Venezia Giulia e delle Province autonome di Trento e Bolzano, soggetti dichiaratamente contrari all’opzione Torre, ritenuta una sorta di ipoteca di Padova sul dipartimento più brillante. A luglio il cda aveva espresso 3 sì e altrettanti no al trasferimento temporaneo (approvato grazie al voto “doppio” del presidente Giuseppe Dalla Pozza) ma un cambio definitivo richiede l’unanimità dei partner, eventualità assai improbabile. E Ilaria Capua? Oppone un cortese no comment ma il suo staff la descrive «stanca, amareggiata, delusa». Ha indicato il 31 dicembre come punto di svolta: in assenza di decisioni ritenute accettabili, prenderà in considerazioni le proposte ricevute da centri di ricerca nazionali ed esteri. L’epilogo più amaro, ad oggi il più probabile

Il Mattino di Padova – 4 dicembre 2012

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