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Dopo Brexit. A Torino il nuovo laboratorio europeo di riferimento per le encefalopatie spongiformi trasmissibili. Consorzio Izs e Iss

Il dossier era stato presentato a settembre, dopo diversi mesi di lavoro. La candidatura dell’Istituto zooprofilattico di Torino ha consentito di battere la concorrenza di Francia e Germania. La direttrice Caramelli: “Tra gli effetti, l’aumento dei fondi del ministero della Salute. Primo passo stabilizzare i precari”

Il Comitato veterinario permanente (Standing Committee for plants, animals, food and feed) dell’Unione europea ha designato oggi il consorzio italiano costituito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta (IZSPLVA) e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) quale nuovo Laboratorio Europeo di Riferimento per le Encefalopatie spongiformi trasmissibili – malattie neurodegenerative (EURL TSE).

In precedenza, il Laboratorio europeo di riferimento per le TSE era localizzato nella città di Weybridge nel Regno Unito. La nuova designazione si è resa necessaria a seguito del referendum cosiddetto “Brexit”, concernente l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

L’Istituto zooprofilattico del Piemonte era già sede del Centro di referenza nazionale per lo studio e le ricerche sulle encefalopatie animali e neuropatologie comparate (Cea), che dal 2001 si occupa della sorveglianza sul territorio nazionale e della diagnosi dei casi di ‘mucca pazza’ e dell’analogo ovi-caprino, lo Scrapie.

“Si tratta di un risultato prestigioso – ha dichiarato il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin – che ci riempie di orgoglio ma che, soprattutto, ripaga l’Italia del lavoro e degli sforzi compiuti negli ultimi anni nel campo della ricerca e del controllo della BSE”.

“Il rigore dimostrato in questo settore – ha aggiunto il Ministro – tanto da parte delle Istituzioni, quanto del mondo scientifico, avevano già portato nel 2013 al riconoscimento dello Status dell’Italia di Paese a rischio trascurabile per BSE”. (Fonte Minsalute – 18 ottobre 2017)

Brexit, Torino capitale della ricerca europea contro “mucca pazza”
La commissione Ue sceglie lo Zooprofilattico come punto di riferimento al posto di Weybridge
da Repubblica Torino. La Brexit fa sorridere Torino e il suo Istituto Zooprofilattico che diventa il nuovo centro di riferimento per l’intera Europa per le Encefalopatie spongiformi trasmissibili. Da ieri il laboratorio guidato da Maria Caramelli è stato designato dal comitato veterinario della Commissione europea per sostituire quello di Weybridge in Gran Bretagna, che con l’uscita del Regno Unito dall’Ue non avrà più la funzione di coordinare i controlli nei diversi Stati sulla “mucca pazza” e sulle altre malattie simili. Il Cea, Centro per lo studio e le ricerche sulle encefalopatie animali, approda quindi in via Bologna. Un riconoscimento che porterà nuovo lavoro all’istituto di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e che impiega nelle diverse sedi oltre 300 persone.
Le attività gestite dal consorzio italiano per le malattie neurodegenerative, costituito insieme all’Istituto Superiore di Sanità. «Dovranno aumentare i fondi del ministero della Salute, che già oggi ci finanzia e sostiene, ma speriamo sarà necessario anche ampliare il personale impiegato nella ricerca e nei controlli sulle spongiformi — annuncia la direttrice generale Maria Caramelli — Il primo passaggio sarà quello di stabilizzare i nostri ricercatori precari, di cui almeno una ventina si occupano proprio di questo settore. Ma dovremo anche assumere altri veterinari».
Il dossier era stato presentato a settembre, dopo diversi mesi di lavoro da parte del team coordinato dalla responsabile del centro nazionale, Cristina Casalone, e Torino ha battuto la concorrenza di Francia e Germania che da tempo puntavano a questo ruolo: «Si tratta di un riconoscimento importante del grande lavoro che facciamo su questi temi così come su tante altre malattie — racconta Caramelli — Fin dalla grande crisi della “mucca pazza” che ha colpito l’Europa nel 2000 coordiniamo le attività di controllo dei laboratori di tutta Italia».
Per l’assegnazione di questo compito a Torino ieri è arrivato il commento soddisfatto della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha sempre sostenuto questa opportunità: «Si tratta di un risultato prestigioso che ci riempie di orgoglio ma che, soprattutto, ripaga l’Italia del lavoro e degli sforzi compiuti negli ultimi anni nel campo della ricerca e del controllo della Bse — dice — Il rigore dimostrato in questo settore tanto da parte delle istituzioni, quanto del mondo scientifico, avevano già portato nel 2013 al riconoscimento dello Status dell’Italia di Paese a rischio trascurabile per Bse. E la scelta del comitato veterinario, secondo Caremelli, è frutto proprio dei risultati della lotta contro la “mucca pazza” in Italia: «Dal 2011 non abbiamo più registrato casi legati al consumo di animali malati — racconta la direttrice — Questo penso sia stato un elemento importante, insieme al sostegno che abbiamo ricevuto dalla sindaca Chiara Appendino e dal presidente della Regione, Sergio Chiamparino, che hanno inviato a Gentiloni una lettera congiunta per sostenere la nostra candidatura».
E la sindaca affida al suo profilo Facebook la sua soddisfazione e i complimenti ai ricercatori: «Da torinesi non possiamo che essere orgogliosi — scrive — Personalmente sono convinta che nessun risultato arrivi per caso ma sia sempre il frutto di un lavoro costante e indefesso, spesso lontano dalla luce dei riflettori ed è proprio questo che ha permesso di ottenere questo risultato». Esulta anche Chiamparino: «Una scelta che rende ulteriormente evidente come le eccellenze che operano in Piemonte siano le vere risorse vincenti in una strategia di attrazione di investimenti di livello internazionale».
19 ottobre 2017

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