Breaking news

Sei in:

Dote assunzioni dal prelievo sulle pensioni alte. Da ridurre anche i trasferimenti alle imprese statali e regionali, i costi della politica

Anche le pensioni nella spending review. Con un contributo di solidarietà temporaneo sugli assegni sopra 2.500 euro da cui ricavare una mini-dote per favorire nuove assunzioni agendo sulla fiscalizzazione degli oneri sociali. È unadelle proposte contenute nel piano di spending review targato Cottarelli.

Un piano che prevede un primo pacchetto di misure per recuperare almeno 3 miliardi negli ultimi 8 mesi del 2014 (sarebbero stati realisticamente 5 facendo scattare i tagli a inizio anno con la possibilità di arrivare a quota 7). A cominciare da una stretta su gabinetti dei ministeri e sulle auto blu (garantite solo ai ministri con l’aggiunta di 5 vetture per ogni dicastero) edalla riduzione degli stipendi dei dirigenti pubblici per un risparmio di 500 milioni. Per Carlo Cottarelli vannoancheridotti i trasferimenti alle impresestatali (4 miliardi) e regionali (2 miliardi) e i costi della politica, enti territoriali e organi costituzionali compresi.

Nessun giro di vite invece su cultura e istruzione. Quanto al piano d’azione, nel mirino del commissario straordinario ci sono, oltre agli acquisti di beni e servizi, anche le 5 forze di polizia per le quali vengono auspicate sinergie e un nuovo sistema di coordinamento. Con il Viminale che sembraaveregià in cantiere untaglio di 300 uffici di Polizia. Sotto la scure di Cottarelli, ma solo se il Governo darà l’ok, anche le spese per la Difesa, il Cnel (da sopprimere), le Authority, le Camere di commercioe la Rai. Su quest’ultimo fronte Cottarelli propone la chiusura di alcune sedi regionali scatenando l’immediata protesta dell’Usigrai. E anche i sindacati delle forze di polizia monitorano con attenzione le misure sul versante sicurezza.

Nel capitolo degli interventi strutturali per ridurre la spesa di 18 miliardi nel 2015 e 34 miliardi nel 2016, rientrano la riduzione delle società partecipate attraverso un piano di riordino da definire entro settembre 2014, la riduzione dei trasferimenti dello Stato al settore del trasporto ferroviario eventualmente accompagnatoda unarevisione delle tariffe, la chiusura degli enti inutili e di molte sedi periferiche dello Stato (dalle Prefetture alle Ragionerie territoriali passando per le sedi del Cnr.

Il piano, che è stato presentato martedìall’apposito Comitato interministeriale presieduto da Matteo Renzi e illustrato ieri in un’audizione al Senato, prevede uno stop a tutte le micro-norme mancia(tornate in auge conl’ultima legge di stabilità). E un intervento consistente sul versante della digitalizzazione della Pa agendo su fatturazioni elettroniche, pagamenti elettronici e riorganizzazione dei Ced.

Non manca un riferimento esplicito alla gestione degli immobili pubblici, dalla quale potrebberoessere ricavati 2-3miliardi, e alla sanità. Un’area, quest’ultima, «delicata» afferma Cottarelli che aggiunge: «Il contributo deve essere inferiore ad altri settori, ma c’è anche qui qualche risparmio da fare, per esempio sui ricoveri ospedalieri quando non necessari, econil principio deicosti standard». Il tutto comunque nell’ambito del patto sulla salute con le Regioni.

Unodeiserbatoi principali della “spending” resta quello dei beni e servizi. Per il 2014 il commissario straordinario punta sul ricorsoad uno stringente dispositivo di controlli a tappeto su tutti gli acquisti fuori dal perimetro Consip. Previsto anche un intervento strutturale per i prossimi dueanni con la creazione di un sistema con sole 30-40 centrali di acquisti imperniato sulla Consip (più1 centrale per ciascuna regione e per ogni città metropolitana). In chiave strutturale anche la potatura degli enti inutili. «Tra gli enti da eliminare avrei individuato il Cnel», dice Cottarelli. Che pensa anche di ridurre i costi delle commissioni bancarie sostenuti dallo Stato per la riscossione dei tributi.

Tornando alle pensioni, Cottarelliaffermacheil”contributo” interesseràsoloil15% deipensionati con la salvaguardia dell’85% degli assegni. In altre parole il prelievo scatterebbe sui trattamenti con la soglia fino a 5 volte il minimo e quindi superiori ai 2.500 euro.

Il Sole 24 Ore – 13 marzo 2014

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top