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Dottoressa accoltellata dal paziente dopo una seduta di cura allo Iov. L’uomo, un padovano, è stato arrestato. La vittima è stata medicata alla gola e operata a una mano

Come faceva ormai da qualche tempo, anche ieri mattina si è recato negli ambulatori dell’Istituto Oncologico Veneto per sottoporsi alla terapia antalgica a causa di fortissimi dolori alle gambe. Solo che, questa volta, è partito da casa con un coltello da cucina in tasca. E dopo aver fatto la seduta ha aggredito la sua dottoressa e cercato di colpirla alla gola, ferendola in maniera seria a una mano. L’autore del gesto è un 85enne padovano, residente all’Arcella. La vittima è un medico dirigente dell’Unità operativa complessa Terapia del dolore e Cure palliative dello Iov, S. S. di 60 anni. 

È successo ieri mattina, poco prima delle 11. L’anziano, guarito da una neoplasia e in fase di follow up, da qualche tempo era molto provato da lancinanti dolori alle gambe. Ieri mattina è arrivato piuttosto agitato negli ambulatori dello Iov, dov’era seguito dalla dottoressa; questa settimana era già la terza volta che ci andava e in una di queste occasioni aveva anche portato un libro in regalo al medico. Dopo essere stato visitato e dopo essersi sottoposto alla seduta, si è diretto nella stanza accanto, dove si era spostata la dottoressa S. S. e l’ha aggredita colpendola con il coltello alla gola, all’altezza della giugulare. Il medico ha avuto la prontezza di ripararsi con la mano, evitando così il peggio. Gli infermieri presenti, che hanno assistito alla scena, hanno bloccato l’85enne e chiamato la polizia, mentre alcuni medici hanno soccorso la dottoressa. L’uomo, fatto sedere su una sedia in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, non ha proferito parola, era quasi in stato catatonico.
La polizia, arrivata sul posto, l’ha arrestato per lesioni aggravate dall’uso dell’arma. Ora l’85enne si trova agli arresti domiciliari nella casa che condivide con la moglie all’Arcella. S. S. invece è stata portata al Pronto soccorso dell’Azienda Ospedale Università di Padova, dove nel pomeriggio è stata operata alla mano in Chirurgia Plastica. Fortunatamente la ferita alla gola non era profonda.
A intervenire per primo sul grave episodio è stato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Voglio esprimere la più ferma condanna per un gesto di enorme viltà e la mia personale vicinanza al professionista ferito”, ha detto ieri mattina, “Seguo personalmente l’evolversi della vicenda, in contatto costante con la direzione dello Iov e dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Si tratta di fatti che non possono essere tollerati o liquidati, serve che il legislatore tratti questi casi con la massima severità e con norme ad hoc”.
Sono seguite moltissime altre reazioni in città, a partire da quella del sindaco Sergio Giordani: “Quanto accaduto questa mattina allo Iov mi lascia sconcertato e mi preoccupa”, ha detto Giordani. “Innanzitutto però rivolgo il mio augurio di pronta guarigione alla dottoressa accoltellata da un paziente al termine di una visita. Purtroppo assistiamo da tempo ad un progressivo sgretolarsi del rapporto di fiducia tra paziente e medico che è sempre stato un caposaldo della medicina. Troppo spesso assistiamo ad atteggiamenti ostili nei confronti del personale sanitario visto come un nemico al quale contrapporsi; per fortuna episodi così gravi sono rari, ma è necessario riflettere su questo fenomeno”.
“Esprimo massima solidarietà alla dottoressa oltre che a tutto l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova”, ha aggiunto il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni: “Condanno il gesto nello specifico, così come ogni tipo di violenza, sia verbale o addirittura fisica, nei confronti del personale sanitario. Quasi tre anni fa, all’inizio della pandemia, ci siamo affidati senza riserve ai medici e agli infermieri: su di loro abbiamo riposto tutta la nostra fiducia per uscire da un incubo inatteso. Adesso che il peggio è alle spalle, pare che alcuni pazienti abbiano scordato i grandi sacrifici fatti”.

Ci troviamo dinanzi ad un gesto esecrabile che purtroppo evidenzia, in tutta la sua gravità, la difficilissima posizione nella quale ogni giorno i medici sono costretti a lavorare – commenta il Dottor Domenico Maria Crisarà, Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Padova –. Sta venendo meno quel rapporto di fiducia che era il caposaldo del rapporto medico-paziente sino a poco tempo fa. Lo ribadisco nuovamente: da eroi salvatori i medici sono ora visti come il nemico da osteggiare e financo da colpire in senso letterale dando sfogo a tutta la propria violenza ed insoddisfazione”.

“Ovviamente in merito ad una vicenda tanto delicata lasciamo spazio interamente al legislatore – prosegue il Presidente Crisarà –. Da parte nostra, esprimiamo condanna del vile gesto e solidarietà nei confronti al collega che si è trovato a fronteggiare questa drammatica situazione. Auspichiamo che le autorità preposte siano in grado di rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura, sia per i pazienti che per i medici e gli operatori sanitari che vi lavorano. Da parte nostra tutto l’impegno per recuperare e ristabilire una corretta relazione tra medici e pazienti cosicché episodi come quello occorso stamani al collega dello IOV non abbiamo a ripetersi”.

“Saranno gli inquirenti – ha detto il presidente della Fnomceo Filippo Anelli – a far luce su una vicenda così delicata. Esprimiamo la nostra solidarietà alla collega, alla sua famiglia, al personale e ai pazienti dello Iov che hanno dovuto assistere a un episodio di violenza in un luogo deputato alla cura dei più fragili; al Presidente dell’Ordine dei Medici Domenico Crisarà e a tutto il Consiglio”.

“Quello che chiediamo è che sia rafforzata la sicurezza delle strutture sanitarie – conclude Anelli – e che i medici non siano mai lasciati soli: la presenza di personale può essere un deterrente contro le aggressioni. Per fortuna la dottoressa sembra ora fuori pericolo ma il pensiero non può non andare a Paola Labriola o a Roberta Zedda, uccise a coltellate da due loro pazienti”.

“È sconcertante – aggiunge il Vicepresidente della Fnomceo, Giovanni Leoni, che è anche Presidente dell’Ordine dei Medici di Venezia – che un paziente possa entrare armato di coltello in un Istituto dedicato alla cura dei pazienti oncologici. Auguriamo alla collega una pronta guarigione e auspichiamo una approfondita analisi dell’evento e una revisione dei protocolli di sicurezza per i lavoratori”.

Il Mattino di Padova e QS

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