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Droghe leggere-pesanti, torna la divisione. L’approvazione della Camera. Riduzione delle pene per il piccolo spaccio

La Camera ha votato: 335 sì, 186 no. Ed ecco che ieri sera il cosidetto decreto Lorenzin sugli stupefacenti è stato approvato. Deve ora passare al Senato dove ci sarà tempo fino al 20 maggio per farlo diventare legge definitiva.

A Montecitorio il governo ha dovuto porre la fiducia per la conversione di questo decreto che, di fatto, modifica la legge Fini-Giovanardi, bocciata da una sentenza della Corte costituzionale. Come primo effetto viene ripristinata la differenza fra droghe leggere e pesanti che la legge del 2006 aveva abolito. Tornano, cioè, le tabelle che classificano le sostanze stupefacenti: cinque tabelle in tutto nelle quali vengono suddivise circa cinquecento sostanze. La prima tabella è quella per le droghe pesanti (eroina, cocaina, anfetamine, eccetera); nella seconda tutti i tipi di cannabis; nella terza gli psicofarmaci pesanti; nella quarta un lungo elenco aggiornato di psicofarmaci «leggeri».

C’è poi una quinta tabella detta «dei medicinali» e costituisce un corposo intervento sulla normativa dei medicinali in genere. Ripristinare la differenza fra droghe leggere e pesanti significa modificare a cascata anche le pene per i reati connessi. Torna infatti la condanna per lo spaccio di droghe pesanti, punita con pene da otto a venti anni di carcere, mentre per quelle leggere la condanna varia tra i due e i sei anni.

La Fini-Giovanardi prevedeva pene dai sei ai venti anni per spaccio grave, indipendentemente dalla sostanza. La nuova legge prevede novità anche per il cosiddetto piccolo spaccio: rispetto alla Fini-Giovanardi le multe in denaro vengono abbassate di due terzi (varieranno fra un minimo di 1.032 euro e un massimo di 10.328 euro) e aumenterà la discrezionalità del magistrato nel valutare l’entità dello spaccio.

Per l’uso personale di droga vengono ripristinate le sanzioni amministrative (sospensioni della patente, porto d’armi, eccetera) e spariscono le disposizioni della Fini-Giovanardi per le quali si poteva incappare in provvedimenti fino a 18 mesi di carcere.

Ora però già si annuncia battaglia al Senato. Il Nuovo Centrodestra vorrebbe un diverso trattamento per la cannabis: da inserire nella tabella delle droghe pesanti se ottenuta da sintesi di laboratorio o ogm, ma collocata tra le droghe leggere se «naturale»..

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha parlato di «un buon risultato e un testo equilibrato». Critiche invece dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Ritengo che i lati oscuri del decreto siano troppi, a cominciare dalle sanzioni, solo di tipo amministrativo, per chi compra o detiene droga», ha detto, e ha parlato di una «apertura di fatto allo spinello». Favorevole invece Paola Binetti (Per l’Italia): «L’aspetto positivo di questa legge è quello di spostare l’enfasi dalla punizione e dalla segregazione, che non aiutano a smettere di drogarsi e non aiutano il ragazzo a farsi una personalità più sana, verso il percorso formativo».

Alessandra Arachi – Corriere della Sera – 30 aprile 2014 

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