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Due delfini trovati spiaggiati a Bibione. Veterinario Asl riesce a salvarne uno e lo libera in mare

1a1a17_delfini_spiaggiatiSpiaggiati nella notte in un tratto di arenile libero. Uno salvato grazie all’intervento del veterinario di turno, Giorgio Bellotto, e riportato in mare, l’altro morto, messo a disposizione del centro cetacei di Padova . Sono circa le 4 quando al centralino dei vigili del fuoco arriva la chiamata di un giovane di Bibione che sta correndo lungo l’arenile. Ora insolita per fare jogging ma che ha permesso di salvare un animale. Il giovane si trova, di fronte, all’improvviso, a due delfini immobili sul bagnasciuga. Uno dà ancora segni di vita, mentre l’altro sta boccheggiando. Il giovane capisce che non c’è un attimo da perdere. I vigili del fuoco avvertono anche la capitaneria di Porto.

In poco tempo e nonostante la zona non sia facilmente raggiungibile sul posto arrivano diversi soccorritori. Viene avvisato anche il veterinario di turno dell’Usl 10, il dottor Bellotto che già in passato si era occupato di delfini spiaggiati. Quando è lì constata la morte del delfino più grosso, lungo circa quattro metri, mentre l’altro, più piccolo, è ancora vivo. Bellotto gli presta le prime cure. Usando teli e cinghie l’animale viene sollevato e dopo non pochi sforzi viene riportato in acqua. Pochi attimi e il delfino riprende a nuotare e scompare inghiottito dal mare e dal buio. Per i soccorritori la soddisfazione di aver salvato un animale tra i più intelligenti dei mari. «Sono circa 200 i delfini censiti in alto Adriatico – rileva Bellotto – e raramente finiscono sul litorale veneto, più spesso vengono, invece, registrati casi di spiaggiamento sul litorale della Croazia».

Il salvataggio è comunque un successo raro in questi casi. Infatti quando i delfini spiaggiano quasi sempre muoiono poco dopo. La morte avviene, quasi sempre perché il peso del corpo ricade quasi tutto sui polmoni che in questo modo non riescono più a contrarsi per far respirare l’animale. Mentre il più piccolo è stato liberato, l’altro morto è stato messo a disposizione del centro Cetacei dell’Università di Padova. Un centro che da tempo sta svolgendo un’accurata indagine sulle cause della perdita di orientamento che porta allo spiaggiamento e alla morte degli animali.

12 gennaio 2012

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