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Duecento morti al giorno: costa caro al Regno Unito lo stop a mascherine e pass. Da luglio il liberi tutti Ospedali in affanno e pochi giovani immunizzati. Osservata speciale una mutazione della Delta

Repubblica. Duecentoventitré morti di Covid ieri in Regno Unito. Non accadeva dallo scorso marzo dopo l’annuncio del terzo lockdown totale di Boris Johnson. A Downing Street cresce l’inquietudine: «Seguiamo costantemente la situazione », afferma il portavoce del primo ministro. Ma Johnson si mostra ancora tranquillo con i ministri: «La nostra strategia terrà sotto controllo il virus anche in autunno e inverno». Sarà davvero così? Il liberi tutti del luglio scorso del leader potrebbe subire l’ennesimo dietrofront. Oggi il Regno Unito è il Paese europeo con meno restrizioni dei grandi d’Europa. Obbligo di mascherine rimosso dopo la gazzarra dell’ala tradizionalista del partito conservatore. Per la stessa ragione, ogni progetto di Green Pass è stato accantonato, in un Paese culturalmente avverso, dove non esistono neanche le carte di identità.
Infine, il distanziamento è un lontano ricordo: ogni giorno ci sono assembramenti monstre, di ogni tipo. Stadi, concerti, bar, discoteche da mesi accolgono clienti e spettatori alla massima capacità, senza alcun filtro preventivo, che sia lo status vaccinale, o un test, o una mascherina.
E così, i casi di coronavirus sono riesplosi nelle ultime settimane oltremanica. Solo ieri 43.738 (su circa 1 milione di test), per un totale di 312.231 complessivi negli ultimi 7 giorni, ossia 43.646 in più rispetto alla settimana precedente (+16,1%). Ma questo non sembra turbare più di tanto i britannici che, come replicò Johnson alla Camera dei Comuni nel settembre 2020 a una domanda sulle rigorose restrizioni in Germania e Italia, «storicamente amano la libertà». Uno studio del Financial Times dimostra come nel Regno Unito la tendenza a indossare la mascherina sia molto più bassa rispetto ad altri Paesi (sei volte in meno rispetto a Italia e Spagna) e così il distanziamento (2,5 volte in meno).
L’aumento sensibile dei casi di coronavirus in Uk è dovuto anche ad altri due fattori. Il primo: nonostante una copertura vaccinale molto estesa (86% con almeno una dose della popolazione con più di 12 anni, 79% due dosi), i giovani sono molto restii a vaccinarsi: in Inghilterra siamo al 10% dei teenager, con picchi negativi del 5%, mentre in Scozia si arriva al 50%. Non a caso, il numero di nuovi casi di coronavirus è in buona parte di studenti di medie e superiori, oltre ad anziani a stretto contatto con scolari. Il secondo motivo è che l’immunità, soprattutto in anziani e più vulnerabili, sta scemando prima che in altri Paesi, perché il Regno Unito ha iniziato a vaccinare prima di tutti in Europa. È inoltre noto che la diffusione del virus favorisce le sue mutazioni. Sotto osservazione degli scienziati inglesi ora c’è la AY.4.2., una sorta di “Delta plus”, che per ora interessa il 6% dei casi. Sembrerebbe del 10% più trasmissibile e resistente, anche se non è stata ancora classificata come “variante preoccupante” dagli esperti.
C’è però un lato confortante di questa storia: anche se non efficaci al 100%, i vaccini funzionano alla grande. Se si confrontano morti e ricoveri con la precedente ondata quando si erano toccati i 50mila contagi giornalieri come oggi, si nota un crollo di circa l’86% dei decessi e del 73% delle ospedalizzazioni. E se gli stessi scienziati del governo Johnson avevano ipotizzato fino a 7 mila ricoveri al giorno con l’attuale liberi tutti, oggi invece siamo a 921 giornalieri. Tuttavia, sono in aumento: 5.937 negli ultimi 7 giorni (+10% rispetto alla settimana precedente) con 7.749 pazienti totali attualmente in ospedale per Covid di cui 823 attaccati a un ventilatore. Anche i morti stanno salendo: 911 nell’ultima settimana, 116 in più rispetto alla precedente (+14,6%) e quasi 139 mila totali. Numeri attualmente più alti di altri Paesi dell’Europa occidentale come l’Italia.
Quanto potrà reggere la sanità britannica di questo passo, già azzoppata dai cronici problemi ai pronto soccorso con molte ambulanze in fila? E, oltre ai rischi da “Long Covid” per chi guarisce, quanti morti (oggi anziani e vulnerabili in maggioranza) saranno “accettabili” per il governo prima che si passi al piano B, ossia l’obbligo di mascherine al chiuso e Green Pass? Secondo il Daily Mail , mesi fa Johnson disse con i suoi: «Preferisco vedere pile di morti per le strade, invece di richiudere tutto ». In molti sperano che stavolta non si arrivi a una scelta così drammatica.

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