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Duecento sanitari in quarantena a Treviso. Il Dg Benazzi: «Sono stati contagati nella cerchia familiare». I ricoveri sono in fase critica. Adesso verranno garantite solo le prestazioni urgenti

Il Corriere del Veneto. La quarantena è uguale per tutti: l’isolamento vale non solo per chi è positivo, ma anche per i suoi contatti più stretti, per i familiari conviventi. Fra il personale sanitario dell’Usl 2 di Treviso sono 180 i lavoratori che non possono tornare in servizio: quaranta sono positivi, un medico, decine di infermieri e Oss. «Il contagio non è avvenuto negli ospedali, sono stati contagiati dalla cerchia familiare, dai bambini che sono entrati in contatto con il virus a scuola. Questo incide sull’organizzazione dell’attività». Il dg Francesco Benazzi per la prima volta dalla tragica primavera del Covid si trova di nuovo a fare i conti con assenze numerose e impattanti. E la scuola, dice, sta diventando «incandescente»: sono 312 le classi monitorate, di cui 113 in quarantena e 199 in automonitoraggio (a scuola ma con prescrizioni). Lunedì erano 253: sono 59 in più in una settimana. Con 463 nuovi casi e 285 ricoveri anche ieri la Marca ha vissuto l’incubo dell’epidemia: venti persone sono in terapia intensiva. Treviso è già in pre-allarme per l’occupazione ospedaliera: «Siamo in fascia 4 per i ricoveri in area non critica – conferma Benazzi -, la situazione in terapia intensiva è sotto controllo».

L’evoluzione dell’epidemia obbliga l’Usl trevigiana a contingentare visite ed esami. «Andremo a ridurre l’attività chirurgica per usare il personale negli altri reparti – spiega Benazzi -. Manterremo le urgenze e le attività oncologiche e continueremo a erogare le visite specialistiche e gli esami nelle strutture non ospedaliere per evitare l’accumulo che abbiamo registrato durante il lockdown precedente, quando erano state sospese».

Le prestazioni già prenotate sono garantite in tutte le strutture non ospedaliere (poliambulatori, ambulatori distrettuali, strutture private accreditate e Oras), mentre in quelle ospedaliere verranno garantite solo quelle con priorità urgente e breve, le visite di controllo entro 10 giorni, radiologia, oculistica, i percorsi materno-infantili, oncologici e di salute mentale. Lo stesso vale per le prenotazioni, tutto consentito nelle strutture non ospedaliere, nelle ospedaliere solo «U» e «B». I prelievi sono garantiti solo con prenotazione o su urgenza. Gli utenti le cui prenotazioni verranno sospese riceveranno apposita comunicazione dall’Usl. Vittorio Veneto diventerà totalmente Covid-hospital entro la settimana, il San Camillo lo sarà dalla prossima. Per i soggetti paucisintomatici viene privilegiata l’assistenza domiciliare grazie alle Usca e ai medici di famiglia, evitando l’occupazione di posti letto e l’accesso ospedaliero che può mettere a rischio per altre infezioni. Monta la preoccupazione nelle case di riposo: in una settimana i casi fra gli ospiti sono saliti da 160 a 186. Tre sono le situazioni problematiche: Villa Belvedere a Crocetta con 68 ospiti positivi, 25 al San Gregorio di Valdobbiadene e 36 alla Casa Albergo Israa di Treviso. E la strage degli anziani continua: ieri ci sono state cinque vittime di età compresa fra 70 e 92 anni. Il virus è tornato anche all’Electrolux di Susegana dove sono stati rilevati 4 positivi con conseguenti isolamenti.

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