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    Home»Notizie ed Approfondimenti»E Carrefour mette al bando il pangasio. Quasi tutto viene dal Vietnam. “Allevato in acque inquinate”. L’Emilia Romagna lo toglie dalle mense scolastiche
    Notizie ed Approfondimenti

    E Carrefour mette al bando il pangasio. Quasi tutto viene dal Vietnam. “Allevato in acque inquinate”. L’Emilia Romagna lo toglie dalle mense scolastiche

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche25 Gennaio 2017Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Per il pangasio, il pesce low cost per antonomasia, si preannunciano tempi duri. Carrefour, infatti, ha deciso di eliminare dagli scaffali dei suoi supermercati di tutto il mondo il pesce che arriva dal Vietnam, considerato di scarsa qualità nutrizionale, ma largamente usato nelle mense scolastiche e aziendali per la sua estrema versatilità. Anche in Italia.

    In realtà la catena francese – racconta Le Soir – spiega la sua decisione adducendo motivazioni di carattere ambientale: gli allevamenti di pangasio – quasi tutti nel delta del fiume Mekong, il più inquinato al mondo – hanno conseguenze nefaste sull’ambiente. Quindi – una volta esauriti gli stock – non ci saranno riassortimenti. Verranno proposti però pesci che hanno un livello di prezzo simile, come il nasello o il persico. La posizione di Carrefour sarà seguita da altri, si chiede il quotidiano? Si vedrà, ma già nel 2007 – dopo un documentario che ne evidenziava la criticità – era sparito dai banchi vendita il persico del Nilo, i cui allevamenti intensivi sulle rive del lago Vittoria, in Tanzania, avevano provocato ingenti problemi ecologici e sociali.

    E in Italia? In realtà alcune catene – come Esselunga per politica aziendale non hanno mai voluto commercializzare pangasio, né fresco, né congelato né come ingrediente. E anche Coop l’ha eliminato totalmente dai suoi prodotti a marchio, preferendo pesce che desse maggiori garanzie. Nel frattempo la commissione Politiche economiche della regione Emilia-Romagna ha votato da poco una risoluzione che prevede che il pangasio presente nelle mense scolastiche venga sostituito con pesce azzurro e locale. «Un sostegno alle economie di territorio – spiega Valentina Tepedino, direttrice di Eurofishmarket – e il tentativo di far mangiare ai bambini alimenti più nutrienti. L’esperimento è stato già tentato, con successo, nella regione Marche dove da quattro anni, con Pappafish, si portano in mensa triglie, alici o gallinelle. Gli scarti sono passati dal 54 all’8 per cento. E convincere i bambini non è facile».

    REpubblica – 25 gennaio 2017 

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