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E. coli e allerta Seu: «I ruminanti all’origine dell’infenzione che si è avuta in Puglia»

Il piano di allerta per una possibile epidemia da Escherichia Coli in Puglia è stato lanciato. Tutto è partito dai numerosi casi di sindrome emolitico uremica in pazienti residenti nella nostra regione o che vi avevano soggiornato durante il periodo di incubazione.

Infatti tra il primo e 14 agosto sono stati ricoverati otto bambini e un adulto con esordio della patologia con diarrea, spesso sanguinolenta, vomito e dolori addominali. Le autorità sanitarie della Regione Puglia in collaborazione con il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità sono al lavoro per cercare una possibile fonte comune di infezione.

«Dalle informazioni ad oggi disponibili, probabilmente è in atto un’epidemia causata da un particolare tipo di Escherichia coli». A parlare è Giovanni Normanno medico veterinario, esperto in sicurezza microbiologica degli alimenti e docente presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Foggia che da anni studia le problematiche di sicurezza alimentare legate a Escherichia coli verocitotossico.

«Si tratta di un batterio generalmente “buono”, ma in alcuni casi può causare malattia, anche grave, nell’uomo. L’aggressività di questo gruppo particolare di E. coli è dovuta soprattutto alla capacità di sintetizzare una tossina (verocitotossina) in grado di attaccare l’intestino e il rene dell’uomo».

Dove vive questo batterio? Le varianti verocitotossiche di E. coli, come quelle che verosimilmente stanno causando i ricoveri registrati in Puglia, generalmente provengono dall’intestino dei ruminanti domestici e selvatici, pertanto possono contaminare le carni, il latte, gli ortaggi e l’acqua che entrano in contatto con materiale fecale proveniente da questi animali. Ciò può verificarsi durante la macellazione, la mungitura o fertilizzando i terreni coltivati con letame contaminato.

Come si infetta l’uomo? La trasmissione all’uomo avviene principalmente mediante il consumo di alimenti o di acqua contaminati; è possibile il contagio anche mediante il contatto diretto con gli animali portatori. Come prevenire l’infe zione? Le comuni norme igieniche sono alla base della prevenzione: lavare bene le mani e gli utensili dopo il contatto con gli alimenti (specialmente dopo aver manipolato carne cruda), assumere solo acqua potabile, evitare assolutamente di utilizzare latte crudo, non pastorizzato; lavare accuratamente insalata e altri ortaggi e cuocere la carne, specialmente le preparazioni a base di carne macinata, come l’hamburger.

Ma i nostri alimenti sono sicuri? Gli alimenti commercializzati nel rispetto della legislazione vigente sono sicuri; così pure sono numerosi i controlli che l’autorità competente effettua lungo tutta la filiera agro-alimentare. Tuttavia, è necessario ricordare sempre che il rischio zero non esiste, pertanto acquistando alimenti che derivano da circuiti commerciali garantiti e seguendo le norme igieniche di cui sopra, si riduce il rischio a livelli di accettabilità. [Antonio Gattulli]

Gazzetta del Mezzogiorno – 20 agosto 2013 

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