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    Home»Notizie ed Approfondimenti»E il Cts finisce sotto processo: “Attenti a cosa dite o salta tutto”. Il disorientamento del comitato: “Strigliati noi al posto di Ricciardi”
    Notizie ed Approfondimenti

    E il Cts finisce sotto processo: “Attenti a cosa dite o salta tutto”. Il disorientamento del comitato: “Strigliati noi al posto di Ricciardi”

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati16 Febbraio 2021Nessun commento3 Minuti di lettura
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    A un certo punto non sembrava neanche che al centro delle critiche ci fossero loro. «Abbiamo preso una strigliata al posto di Ricciardi», commentavano alla fine delle riunione di ieri alcuni membri del Cts. Sollevati. L’incontro straordinario del Comitato tecnico scientifico era stato convocato domenica sera con la motivazione ufficiale di presentare ai tecnici la nuova ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini. Più di un esperto, però, dopo le grandi tensioni per la decisione di far saltare lo sci poche ore prima della riapertura, con la Lega che ha chiesto un ricambio dei consulenti del governo, si aspettava una resa dei conti. Che alla fine non c’è stata del tutto.
    Oltre a Gelmini, alla riunione hanno partecipato il ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Il più arrabbiato di tutti era proprio lui. «Parlate di meno», sono state le prime parole che ha rivolto ai tecnici. Ha criticato, senza attaccare direttamente Speranza, la scelta di comunicare la domenica sera che il lunedì gli impianti da sci non potevano riaprire. «Decisioni prese in quel modo mettono in difficoltà, si rischia di far scoppiare la pancia del Paese», il senso delle sue parole. Poi ha ribadito che gli esperti devono stare più zitti, ad esempio non ipotizzare lockdown, perché così si fa salire la tensione. A dire la verità a chiedere la chiusura, scatenando attacchi e polemiche, domenica è stato appunto Walter Ricciardi, che è sì consulente di Speranza, ma non fa parte del Cts, cui non partecipa ormai da mesi. Per questo gli esperti riuniti ieri nella sede della Protezione civile o collegati in videoconferenza non si sono sentiti attaccati direttamente e pian piano si sono rilassati, anche se Bonaccini li ha invitati a parlare con una voce sola, a non esprimere continuamente opinioni e a coordinarsi di più. Anche Gelmini è intervenuta su questo punto, chiedendo di cambiare il metodo di comunicazione e di informare prima i ministri delle loro decisioni, in modo che siano poi loro a renderle note ai presidenti di Regione.
    Riguardo allo sci, la ministra di Forza Italia ha fatto notare come i tempi siano stati dettati anche dal cambio di governo. In effetti Speranza, che ieri ha ribadito come le sue scelte siano sempre state guidate dalla scienza, cioè dalle indicazioni dei tecnici, aveva aspettato a prendere una decisione come ministro uscente e si è ritrovato con la richiesta del Cts di stop allo sci appena riconfermato alla Salute. Ha invitato il Comitato a specificare meglio l’indicazione, anche illustrando la cronologia delle posizioni prese, e poi ha firmato l’ordinanza, non evitando comunque le polemiche politiche e la rabbia degli esecenti. «La pandemia è ancora forte, non si può scherzare, se sono necessarie scelte di rigore, si fanno », ha aggiunto Gelmini, spiegando di essersi studiata tutti gli atti del Comitato sullo sci e citando anche il caso delle discoteche (aperte e subito richiuse l’estate scorsa) come esempio di decisione necessaria, anche se difficile. Agli esperti ha poi chiesto di essere informata dell’agenda dei loro incontri e di ricevere tutti i verbali.
    Repubblica
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