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E se G.F.G. va alla Salute? Baroni rampanti, conti e visconti, universitari di lunga carriera a caccia di posti

di Roberto Turno. Appuntatevi queste iniziali per un papabile (sotto?) ministro: G.F.G., universitario di lunga carriera, barone direbbero le lingue cattive. E tenete a mente questo rischio: Salute in serie B. Nella giostra impazzita del totoministri del cantiere del Renzi 1, si stanno consumando faide, giochetti, interessi che si accavallano e che si sommano.

Giochi, per dire, che qualcuno attribuisce essere frutto di trame segrete da una parte di Verdini (renziano a suo modo) e Zangrillo (custode della salute centenaria e più del Cav) e dall’altra dell’area tosco-renziana, per non arrivare dritti dritti a super Matteo.

Tam tam impazzito

Il Tam tam ormai gira impazzito. Non è più un mistero. Anche se un mistero resta ad oggi la saluzione del “caso ministero della Salute”, solo una casella nel mosaico incompiuto del futuro Governo. Ma noi che di Sanità (e salute) ci occupiamo, pensiamo sia bene darne conto, come abbiamo fatto per giorni in solitudine sull’ipotesi del ministero di serie B accorpato nel super Welfare. Salvo poi raccogliere le preoccupazioni di tanti, segno che l’ipotesi, come sapevamo, ben esiste al tavolo delle trattative. Che poi si faccia, è altra cosa.

Vent’anni di facoltà

Ebbene, le cose stanno (starebbero) in questo modo. Disegni e interessi che si saldano starebbero spingendo il preside ventennale della facoltà di medicina fiorentina, G.F.G. appunto (sapete bene chi è, cercate su Google), nonché presidente della società italiana di telemedicina che di questi tempi va di gran spolvero per il varo imminente (domani) delle linee guida in materia, e curiosamente a caccia di visibilità da qualche parte nel mondo della cosiddetta informazione.

A tutta Università

G.F.G. non è certo un signore qualsiasi. Ha 69 anni, fior di bagaglio professionle e professorale, ampie conoscenze della salute nostra e bagaglio culturale di tutto rispetto. Chapeau. Ma è un prof, un barone benché di sinistra dicono le solite male lingue. E la sinistra (tanto più il centro-sinistra) non è che abbia mai disprezzato i codici, chiamiamoli così, universitari. Università che in questo modo tenterebbe l’ennesimo assalto alla fortezza (?) del Ssn, dove peraltro ha solidi presidi ed entrature di tutto rispetto. Ma volete: avere il proprio mnistro? Togliersi di mezzo anche le piccole brigliette rimaste, tanto più mentre col «Patto», si mormora, saranno spuntate le unghie, o almeno qualcosina, alle baronie?

Avanti baroni, conti e visconti

E allora, avanti prodi baroni. Vuoi mettere Gian Franco Gensini (e diciamolo il nome…) anche solo alla mini Salute? Vuoi mettere conti, visconti dimezzati, duchi e baroni rampanti a comandare il gioco in casa Ssn? D’altra parte, si mormora, se di serie B, se vice ministro, un barone vice ministro della Salute farebbe meno scandalo. Eh, già…

Un’ultima domanda? E Matteo che ne pensa, sempreché pensi qualcosa dei destini della sanità pubblica? Potrà smentire tutto, se non accadrà niente di tutto ciò. Ma noi garantiamo: l’ipotesi G.F.G. è sul tavolo (r.tu)

ppss sia chiaro: niente di personale verso G.F.G. in queste righe. Solo una riflessione filosofica

Roberto Turno – Il Sole 24 Ore sanità – 19 febbraio 2014 

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