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Ecco il toto-direttore. Incerte le riconferme. Tra i candidati anche indagati, rimossi, e coppie lui-lei

1a1a1_0riunione_dgGli attuali manager scadono il 31 dicembre, tranne Caffi a Verona e Muzzio all’Iov che restano fino a fine 2014. Secondo voci non ci saranno molte conferme. Il presidente Zaia non vuole pre-selezioni sulla base dei requisiti, saranno controllati soltanto quelli di chi verrà davvero nominato. L’addio di Padoan, i casi intricati dell’età di Alessandri e di Cestrone. Sono 268 al nastro di partenza gli aspiranti direttori generali che hanno presentato la propria candidatura al presidente della Regione Luca Zaia per il prossimo triennio 2013-2015: in ballo le poltrone di 21 Ulss, 2 aziende ospedaliere e dello Iov, l’Istituto oncologico veneto. In realtà Sandro Caffi dell´azienda ospedaliera di Verona e Pier Carlo Muzzio dello Iov scadranno tra due anni, il 31 dicembre 2014. Guarda anche l’elenco dei 268 candidati

NIENTE PRESELEZIONE. Nella lista dei papabili nomi eccellenti, soliti noti, deja vu, pretendenti che non ti saresti mai aspettato, outsider, carneadi. Un minestrone che, a detta di qualche ben informato, non avrebbe fatto compiere salti di gioia nelle stanze veneziane dei bottoni. In ogni caso il governatore, al quale compete il potere di designare i nuovi dg, sceglierà su tutto il gruppone, nessuno escluso a priori. A differenza infatti della scorsa tornata, in cui si passarono le domande al setaccio escludendone diverse ma con la conseguenza di non pochi ricorsi al Tar, questa volta il segretario Domenico Mantoan farà una semplice delibera di presa d´atto delle candidature senza entrare nel merito dei requisiti richiesti, che, come noto, sono la laurea e un´esperienza di almeno 5 anni di direzione tecnica o amministrativa nei 10 anni precedenti la pubblicazione dell´avviso. Nessun esame preventivo, anche se più di qualche caso fa sorgere qualche dubbio anche ai non addetti ai lavori: la verifica si farà poi, solo sui dg nominati.
IN CORSA (QUASI) TUTTI GLI USCENTI. Ma andiamo ora a vedere chi aspetta e spera. Per cominciare, i dg uscenti. Che si ripropongono pressoché in blocco. Quasi nessuno vuole rinunciare a un possibile altro giro al comando. Si fa prima a dire chi non ha rifatto la domanda. Sono il già citato Pier Carlo Muzzio dello Iov e Antonio Padoan dell´Ulss 12, che l´8 settembre taglierà il traguardo dei 70 anni: l´ex pupillo di Giancarlo Galan, che per lui aveva fatto un´eccezione quando il primo gennaio del 2008 lo aveva confermato già oltre i 65 anni alla guida dell´Ulss veneziana, dopo il cambio dell´amministrazione regionale è entrato più volte in rotta di collisione con il nuovo establishement di palazzo Balbi.
I CASI INTRICATI. Invece su Antonio Alessandri dell´Ulss 6 Vicenza, 65 anni e mezzo, e Adriano Cestrone, 66 anni e 5 mesi, pende la spada di Damocle (e l´interrogativo) del limite d´età. C´è però un quesito giuridico da dirimere: l´avviso per le candidature è stato pubblicato sul Bur l´8 giugno sulla base delle norme nazionali che fissano a 70 anni il limite. Il 7 luglio però è entrato in vigore nel Veneto il nuovo Piano regionale socio-sanitario che introduce i mandati triennali, decurta gli stipendi annui dei dg da 154 mila euro lordi a 122 mila (più gli eventuali premi fino al 20 per cento), e fissa due regole precise: la soglia invalicabile dei 65 anni e un massimo di due incarichi nella stessa Ulss. Il condizionale, comunque, resta. Per la stessa ragione Claudio Dario dell´Ulss 9 e Adriano Marcolongo dell´Ulss 18, che stanno completando il secondo incarico consecutivo a Treviso e a Rovigo (titolari di mandati-bis sono pure gli stessi Alessandri e Cestrone), dovrebbero passare la mano nella Marca e nel Polesine, ma potranno essere designati in un´altra Ulss. Cosa accadrà? Come dice la storia, alla fine, più che i giudizi tecnici peseranno le valutazioni politiche, e, secondo le ipotesi estive del toto-dg, della squadra di investitura galaniana entrata in campo nel 2008 ad avere in questo momento la conferma in tasca sarebbero non più di 4 o 5. Gli altri se la dovranno giocare.
«PUBBLICARE NEL SITO LE RACCOMANDAZIONI»
I curricula dei candidati? «Li vaglieremo fino in fondo – ha detto il presidente Luca Zaia – nel rispetto delle personalità, ringraziando tutti perché questo comunque vuol dire esporsi e mettersi in discussione. Dopodichè mi ritirerò per deliberare cercando di creare una squadra rispettosa del passato e che guarda al futuro». Scherzando, ha aggiunto di voler utilizzare il suo sito web «per mette- re gli sponsor, cioè i nomi di chi mi propone nomi».

Anche indagati, rimossi e qualche coppia lui-lei

Nella lunga lista dei candidati dg, al di là di Franco Toniolo, ancora in attesa di giudizio per la vicenda del 2006, anche due recenti inquisiti. C´è Alessandra Massei, la suora laica esponen- te dei Memores Domini, ex dirigente dell´Ulss di Venezia poi assunta dalla Regione Lom- bardia come responsabile per la programmazione sanitaria: sarebbe coinvolta nei traffici legati alla sanità lombarda nell´ambito dello scandalo esploso attorno al faccendiere Daccò e alla Fondazione Maugeri. E c´è Andrea Drago ex presidente dell´Arpav, accusato di una presunta serie di reati in merito a un affare da 30 milioni sulla manutenzione delle sedi dell´Agenzia regionale. Nell´elenco compare anche il nome di Stefano Bucci, direttore dell´ente Parco del Sile ora sotto «inchiesta» della Regione per l´attività e la gestione. E non mancano neppure i “ripudiati”: Fiorella De Zotti, già direttore amministrativo dell´Ulss 5, sfiduciata dal dg Renzo Alessi; Roberto De Nes oggi direttore amministrativo a Belluno ma, quando era funzionario dell´Ulss 9, finito nel mirino del dg Claudio Dario dopo la maxi-truffa messa in atto per anni dall´ex impiegata Loredana Bolzan; Giampaolo Stopazzolo, ex ds dell´azienda dell´Ovest vicentino, “giubilato” anche lui da Alessi. Per finire, ci sono pure le coppie. Marito e moglie che hanno fatto entrambi la domanda: Mario Plebani cattedratico di biochimica e Maria Laura Chiozza urologo pediatra dell´università di Padova; Rocco Sciarrone dirigente dell´Ulss 12 e Maria Giuseppina Bonavina dg dell´Ulss 20; Renzo Alessi dg dell´Ulss 5 e Manuela Baccarin direttore amministrativo dell´Ulss 13, Dario Bonet direttore di Veneto Agricoltura e Francesca Zaccariotto presidente della Provincia di Venezia.

Una valanga di vicentini tra dirigenti e primari

Fra i candidati ci sono anche gli ultimi due ex segretari generali della sanità: Franco Toniolo oggi direttore di Veneto Formss, e Giancarlo Ruscitti oggi amministratore delegato della Fondazione Opera San Camillo. Non c´è, invece, l´attuale segretario Domenico Mantoan, che non ha presentato la domanda, e la cosa fa definitivamente zittire i rumors fantapolitici che negli ultimi mesi lo davano prossimo dg ora a Padova, ora a Verona e ora a Vicenza. Oltre ogni previsione, poi, la massiccia presenza di aspiranti vicentini per nascita, residenza o perché in servizio nella sanità berica. Ci sono, come detto, i dg Antonio Alessandri della 6, Valerio Alberti della 3, Ermanno Angonese della 4, Renzo Alessi della 5, Sandro Caffi dell´azienda ospedaliera di Verona, Antonio Compostella dell´Ulss di Belluno. Ci sono poi (ma il leit-motiv coinvolge tutte le aziende venete) quasi tutti i direttori sanitari, amministrativi e sociali uscenti: Caterina Dalla Zuanna e Paolo Fortuna, più il direttore medico Livio Dalla Barba dell´Ulss 6; Cristina Beltramello, Tiziano Zenere e Mariuccia Lorenzi di Bassano; Annamaria Tomasella e Alberto Leoni di Thiene; Simona Bellometti e Antonella Pinzauti di Arzignano. Il folto gruppo dei vicentini comprende pure Pierpaolo Benetollo ds dell´azienda ospedaliera di Verona, Sandro Bordin primario otorino a Venezia, i direttori amministrativi Urbano Brazzale (Cittadella), Giuseppe Cenci (Legnago), Igino Eleopra (Rovigo), Gabriele Brotto capo ufficio tecnico all´Ulss di Legnago, Paola Dal Prà dirigente dell´Ulss 4, Maria Giacobbo ds dello Iov, Paolo Gozzi, e il consigliere regionale Raffaele Grazia dell´Udc. Inoltre, sempre dell´Ulss 6, Giuseppe Iannaci direttore del distretto di Vicenza, Patrizia Mangione capo del servizio finanziario, Vincenzo Riboni primario del pronto soccorso, Stefano Tolio responsabile della sanità penitenziaria; dell´Ulss 4 Enzo Rizzato direttore del servizio modelli organizzativo e Patrizia Simionato capo ufficio personale e dirigente part time in Regione. Ci sono, poi, Giampaolo Stopazzolo responsabile dei progetti telematici delle 4 Ulss vicentine, e Roberto Volpe presidente dell´Uripa, l´Unione regionale delle case dei riposo. Conosciuti nel Vicentino l´ex primario di Valdagno Fabio Armellini, l´ex direttore medico dell´Ulss 4 Francesco Bisetto oggi a Camposampiero, l´ex direttore medico di Noventa Ennio Cardone oggi ds a Este, l´ex primario del San Bortolo Alessandro Fabbri oggi ds a Mirano, Maurizio Dan primario anestesista oggi a Borgo Roma, Valerio Vergadoro direttore scientifico di Veneto Formss. Altro dato la massiccia presenza di dirigenti regionali. Qualche nome: Carrucciu, Ceroni, De Conti, De Polli, Dotta, Gasparin, Midena, Modolo, Tasso, Maurizio Zanon, Zattarin. Poi un nome di rango come Giorgio Palù preside di medicina dell´Università di Padova. Altro noto cattedratico il veronese Claudio Cordiano. Nel gruppo pure gli ex dg veneti Lavezzo, Spadaro, Tessari, Vielmo, Del Favero (appena sbarcato alle Molinette di Torino), Cobello dg dell´azienda di Trieste, Gumirato ex dell´Asl 8 di Cagliari, e Mazzoni ex dell´Uls di Forlì. Poi ancora Francesco Pietrobon ex dirigente della sanità regionale oggi dg al S. Camillo di Venezia; Adriano Rasi Caldogno già segretario generale in Regione e poi con l´ex ministro Galan a Roma. Non mancano i manager: Damiano Mantovani presidente nazionale dell´Ansdipp, Vito Bongiovanni (Pederzoli), i due veneziani Tullio Galfrè (Apt) e Mario Antonio Conte (Aps holding spa), Roberto Cupellaro (Acqualatina spa). Non mancano neppure i grand commis: il segretario generale del Comune di Treviso Otello Paraluppi e il dg della Provincia di Venezia Giuseppe Panassidi

Il Giornale di Vicenza – 14 agosto 2012

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