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Efsa decide di rilanciare la comunicazione coi cittadini

Un nuovo sito, con un impianto fondamentalmente riprogettato: questo l’impegno di EFSA per i prossimi anni (2014-2018). Lo scopo è quello  di rendere più semplice e immediata la comunicazione ai cittadini.

Lo scandalo Horsegate inevitabilmente ha lasciato il segno- a ricordare come la demarcazione tra valutazione e gestione del rischio vale magari per gli addetti ai lavori, ma non per quel paio di domande che si pongono quotidianamente icittadini UE: è sicuro quel che mangio? Chi me lo garantisce?

Nel momento in cui aumenta la complessità delle filiere alimentari, l’accelerazione tecnologica all’innovazione  della valutazione del rischio, nonchè la copertura stessa del mandato di EFSA- ci si trova a comunicare punto per punto su una serie di temi nuovi, ed in modo nuovo. E se si vuole continuare a dare ai cittadini un messaggio accessibile- e soprattutto, rassicurante- serve allora tenere il passo. Può essere utile ripercorrere brevemente alcune di quelle che- a nostro avviso –possono essere considerate tappe centrali del percorso di crescita comunicativa di EFSA.

2008: Sistema Rapido di Comunicazione in seguito allo scandalo di olio di girasole dall’Ucraina con idrocarburi. EFSA per la prima volta adotta un sistema di comunicazione che bilanci velocità della valutazione del rischio con affidabilità (“robustezza”) della stessa. Ci si rende conto che non si può aspettare una piena valutazione del rischio, mentre i mercati reagiscono a segnali di “rottura” della sicurezza alimentare.

2009. Nuova policy sulle Consultazioni Pubbliche. EFSA comunica on line i commenti ricevuti per le Bozze di pareri scientifici emessi (e sottoposti al pubblico), e motiva la accettazione o il rifiuto dei commenti in modo trasparente, e rispondendo a soggetti (produttori, industria, consumatori, ONG, autorità sanitarie) che hanno un nome ed un cognome.

2010: Approccio tematico. EFSA inaugura una chiave di lettura degli aspetti scientifici basata per “macro-argomenti” semanticamente uniti (es, OGM, aspartame, Bisfenolo A, fitosanitari, etc) e non sul semplice “nastro trasportatore” delle opinioni. In questo modo, ci si avvicina alla modalità di comprensione dei cittadini e alle loro richieste e bisogni.

2011: adozione della  Policy on Independence and Scientific Decision-Making Processes.

2012: Tutorial –video: tale sezione permette –tramite brevi video-clip- di sviscerare in modo facile temi anche molto complessi. Gli esperti di EFSA riescono così a divulgare aspetti delicati del proprio operato.

2012: EFSA pubblica in collaborazione con le autorità sanitarie nazionali (rappresentate nel Foro Consultivo) la Guida “Comunicare i rischi alimentari”, utile strumento per operatori della risk communication.

2013: “Efsa ribatte”. Sezione dedicata a casi controversi tra scienza  e società, permette ad EFSA di fare chiarezza e ribattere ad alcune delle più comuni critiche che storicamente le vengono mosse. Partendo da casi concreti, e seguendo idealmente l’”approccio tematico” di cui sopra

Negli anni poi EFSA ha costantemente aggiornato la strategia sulla comunicazione (di 3 anni in 3 anni), sottoponendo il piano alla Consultazione Pubblica. Oggi EFSA presenta una Direzione della Comunicazione divisa tra l’unità “di Redazione” e l’unità “Canali di comunicazione”.

La sfida della fiducia

Stando alla Direttrice della Comunicazione, Anne Laure Gassin, la sfida è quella di comunicare in modo da influenzare l’opinione dei cittadini europei su temi come benessere animale, fitosanitari e zoonosi. Sono temi importanti. Ma oggi fino ad un 25% della copertura mediatica del lavoro di EFSA avviene su sostanze chimiche, fino all’8% sull’aspartame e solo un 4% al massimo sulle zoonosi-che pure rappresentano la prima causa di food-born diseases in Europa (e prima causa di mortalità e ricoveri ospedalieri).

Efsa ha ammesso che fino ad oggi la comunicazione può essere anche stata un po’ troppo complessa, e riflettendo più la struttura organizzativa interna che non i temi. I nuovi media verranno considerati, come anche strumenti interattivi ulteriori. Mentre è stato proposto un tavolo degli stakeholders sulla comunicazione, purchè focalizzato su temi specifici  e con un mandato chiaro.

Sicurezza Alimentare – Coldiretti – 22 giugno 2013 

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