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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Rassegna Stampa»Emergenza Blue Tongue: segnalate decine di focolai in Sardegna
    Rassegna Stampa

    Emergenza Blue Tongue: segnalate decine di focolai in Sardegna

    Cristina FortunatiInserito da Cristina Fortunati6 Agosto 2024Nessun commento3 Minuti di lettura
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    L’aumento dei casi di Blue Tongue (anche nota come lingua blu) in Sardegna, e in particolare nel Sulcis e in Gallura, sta suscitando grande preoccupazione tra gli allevatori. Nella regione sono stati già registrati decine di focolai, un fenomeno che minaccia seriamente il comparto zootecnico, aggravando una situazione già critica a causa della siccità.

    Necessari interventi immediati

    “Siamo fortemente preoccupati soprattutto perché si tratta del sierotipo 3, molto più virulento e sul quale non esistono vaccini“, sottolineano Giorgio Demurtas e Luca Saba, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Cagliari. “È necessario attivare rapidamente tutte le procedure per sostenere gli allevatori nell’acquisto e nella somministrazione degli antiparassitari. Bisogna fare tutto il possibile per limitare i contagi, sperando di non dover contare i danni nelle prossime settimane”.

    “Il quadro attuale palesa, ancora una volta, una mancata programmazione delle istituzioni rispetto a un’emergenza che di anno in anno va ripetendosi”. Così il presidente di Confagricoltura Sassari Olbia-Tempio, Stefano Taras, che ha aggiunto: “Ci appelliamo agli allevatori affinché seguano le poche buone pratiche di biosicurezza esistenti per fronteggiare le condizioni di propagazione: dall’uso corretto degli insetto-repellenti alla riduzione delle pozze d’acqua in prossimità dei luoghi dove sostano o si muovono le pecore. Chiediamo inoltre ai veterinari delle ASL di accelerare le vaccinazioni, così da assicurare una maggior copertura sanitaria e quel controllo virologico di gregge che contribuisce a ridurre i contagi”, ha concluso Taras.

    Il grido degli allevatori

    Mattia Montalbano, allevatore di Fluminimaggiore, esprime il suo sconforto: “Abbiamo già subito perdite di capi e notato un aumento dei casi di aborto. Dopo la siccità che ci ha messo in crisi, questa esplosione di casi di lingua blu sta mettendo seriamente a rischio il nostro lavoro. Siamo costretti a portare acqua con le autocisterne e vedere il frutto del nostro lavoro andare in fumo è deprimente. Con gli aborti in atto, il nostro futuro produttivo è a rischio”.

    Salvatore Peddis, allevatore di Iglesias, aggiunge: “L’epidemia si sta diffondendo velocemente e con il sierotipo 3 non si scherza. Abbiamo registrato capi morti e altri malati. Chiediamo supporto con antiparassitari e cerchiamo di capire i danni reali che avremo. Bisogna intervenire con le forniture oggi, perché i costi che stiamo sostenendo sono elevati e si sommano ad altri problemi come la siccità. Vediamo a rischio tutta la prossima stagione sia per gli agnelli che per il latte”.

    Preoccupazione anche in Gallura

    Non solo il Sud dell’isola è in difficoltà: anche in Gallura la situazione è critica. Qui, il rischio di un blocco delle movimentazioni degli animali per 60 giorni rappresenterebbe un grave danno, soprattutto per il settore bovino, già duramente colpito dalla crisi idrica.

    Antonello Fois, presidente di Coldiretti Nord Sardegna, sottolinea: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della malattia, preoccupati anche per il settore bovino, fondamentale per l’economia della Gallura. La vaccinazione resta la vera via d’uscita per superare la malattia, ed è necessario un cambio di marcia da parte delle istituzioni per sostenere gli allevatori”.

    Michele Filigheddu, delegato Anacli per la Sardegna, aggiunge: “Un blocco delle movimentazioni degli animali per 60 giorni sarebbe un grave danno per le aziende in un periodo cruciale per le vendite. Il comparto non può permettersi un ulteriore freno, considerata la crisi climatica”.

    Ermanno Mazzetti, direttore di Coldiretti Nord Sardegna, conclude: “Stiamo fronteggiando una crisi idrica che ha già fatto aumentare i costi di approvvigionamento dell’acqua. Avere ripercussioni anche per l’espansione della lingua blu sarebbe un danno ulteriore. Per questo abbiamo chiesto un incontro urgente con l’assessorato regionale della Sanità”.

    La situazione è critica e richiede interventi immediati per sostenere un settore già messo a dura prova dalla siccità e ora minacciato dall’epidemia di lingua blu.

    Di Giulia Spadafora|5 Agosto 2024|Categorie: News
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