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Emergenza rianimazione. In un giorno 103 morti, crescono i non vaccinati in terapia intensiva. Il numero di persone infette cresce in maniera progressiva e anche l’incidenza settimanale aumenta

La Stampa. Complici l’inverno, i non vaccinati e il calo dell’immunità crescono ancora contagiati e morti, che tornano ai livelli di giugno. Ieri sono stati 15.085 i positivi contro i 12.764 di martedì. 103 le vittime, in crescita rispetto alle 89 del giorno precedente. 199.783 gli attualmente positivi, 5.513 in più di martedì. “Il numero di persone infette cresce in maniera progressiva – spiega il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro – e anche l’incidenza settimanale aumenta. L’indice di trasmissibilità si mantiene sempre sopra l’1. Sulle conseguenze della variante Omicron invece c’è bisogno di più tempo perché i dati rispetto alle sue caratteristiche sono ancora troppo pochi”. Scarica l’articolo in pdf “Emergenza rianimazione” La Stampa

Guardando alle terapie intensive i pazienti ieri erano 686, ovvero 3 in più rispetto martedì nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 62. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari 5.248, ovvero 21 in più di martedì. Sullo stesso argomento i dati della Federazione aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) rivelano che nelle terapie intensive aumentano del 17 per cento i pazienti non vaccinati, mentre diminuiscono del 10 per cento quelli vaccinati. Il trend dei ricoveri risulta per la Fiaso “in progressiva crescita e accelerazione”, ma la diminuzione dei vaccinati è un “segnale positivo sulla protezione del vaccino dalle forme gravi”. Terza dose, via con gli over 18 Dal report emerge anche una differenza di età. I pazienti positivi al Covid che finiscono in ospedale senza aver ricevuto nemmeno una dose hanno in media 63,4 anni, a differenza dei vaccinati che ne hanno 74,7. Anche la presenza di patologie pregresse continua a essere più alta tra chi è vaccinato: fra i protetti i pazienti con comorbidità sono il 71 per cento mentre fra i non vaccinati il 56. I non vaccinati che vengono ricoverati, dunque, sono in media più giovani e godono di uno stato di salute migliore. “I dati evidenziano come a subire le conseguenze peggiori del Covid siano essenzialmente i non vaccinati – commenta il presidente della Fiaso Giovanni Migliore -. Siamo fiduciosi che l’ampliamento della platea per la terza dose e la larga copertura dei fragili proteggerà i soggetti vaccinati dalle forme gravi della malattia. Occorre però intraprendere la campagna vaccinale anche tra i bambini per bloccare la circolazione del virus e per proteggere i più fragili”.

E alla Camera il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto il punto sui “numeri incoraggianti della campagna vaccinale”: oltre 96 milioni di dosi somministrate per la copertura di quasi l’85 per cento della popolazione con un balzo sulle terze dosi arrivate martedì a 315.290 in 24 ore per un totale di quasi 7 milioni. Speranza ha anche dato il via alla campagna per gli over 18: “I numeri dell’Italia in questo momento, 146 casi per 100 mila abitanti, sono più bassi rispetto a quelli di molti paesi confinanti. L’incidenza in Slovenia in 7 giorni è di 186 casi, in Austria di 904, in Svizzera di 583, in Germania di 485 e in Francia di 319”. Anche per questo è in calendario un rafforzamento delle verifiche degli ingressi dall’estero: “Bisogna potenziare i controlli non solo negli aeroporti, ma anche per altri mezzi di trasporto e nei luoghi di arrivo come nell’area del Friuli Venezia Giulia”. Infine, sono stati stanziati dei fondi speciali per gli operatori sanitari impegnati nei pronto soccorso: “Una priorità – ha concluso Speranza – è quella della medicina d’urgenza, a questo scopo il governo in manovra investirà 90 milioni di euro per una specifica indennità di funzione per il personale del pronto soccorso”.

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