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Emergenza-Urgenza verso il confronto Fazio-sindacati

Dislocare i “codici” di priorità per le prestazioni in Pronto soccorso tra ospedale e territorio, demandando a quest’ultimo la gestione delle urgenze minori, classificate con i colori bianco e verde. La proposta, finalizzata a tagliare le liste d’attesa per le emergenze in ospedale, arriva dal ministro della Salute Ferruccio Fazio alla vigilia dell’incontro di domani con i medici territoriali e ospedalieri.

Un incontro imposto dagli ultimi, drammatici, dati rilevati a metà aprile dall’indagine conoscitiva del Senato sullo stato dei servizi per le urgenze: tempi d’attesa medi di 4 ore, Dea e Eas senza programmazione, formazione da riscrivere e tempi d’intervento da far west.

L’incontro di domani dovrebbe proprio analizzare le possibili proposte in campo: ma a bocciare quella avanzata oggi dal ministro interviene già oggi Annamaria Ferrari, past president Simeu: “Il tentativo di far gestire i codici minori ai medici sul territorio – afferma – è stato già fatto in passato varie volte, ma non è mai riuscito. Tale misura potrebbe alleggerire la pressione sui Pronto soccorso, ma le ricette sono altre”. Come, aggiunge Ferrari, “migliorare la gestione dei posti letto ospedalieri e potenziare il numero dei medici specializzati, oggi carente: si pensi che dopo la recente istituzione della Scuola di specializzazione in medicina di emergenza-urgenza i posti resi disponibili l’anno sono soltanto 50, a fronte, a esempio, die 500 posti per gli anestesisti”. Per Ferrari, inoltre, dislocare i codici verdi sul territorio potrebbe essere “molto pericoloso, perché questi richiedono spesso un intervento in ospedale”.

Su questa proposta, come sull’idea del ministro di inserire la riforma dell’intero settore dell’emergenza-urgenza negli obiettivi di piano già approvati in Conferenza Stato-Regioni, i sindacati si esprimeranno domani.

Parzialmente in linea con al posizione Simeu, intanto, si pone l’Anaao-Assomed: “Le azioni di riorganizzazione non possono limitarsi – spiegano dal sindacato degli ospedalieri – alla riduzione dell’affluenza dei codici bianchi e verdi poiché le attuali difficoltà dei Pronto Soccorso riconoscono origini multifattoriali per cui le soluzioni debbono tenere conto di questa complessità e non di un unico tassello, pur importante, rappresentato dai codici minori”. L’Anaao annuncia quindi una proposta su linee di intervento volte a: garantire adeguati standard strutturali e organizzativi di tutti i punti della rete dell’emergenza; implementare gli investimenti tecnologici; potenziare l’assistenza territoriale con la conseguente riorganizzazione degli ospedali per acuti; definire una adeguata e coerente programmazione delle dotazioni organiche, anche in deroga ai piani di rientro, e della formazione del personale.

La proposta di riforma del settore dell’emergenza-urgenza e il conseguente progressivo spostamento dei codici bianchi e verdi dal Pronto Soccorso al territorio «ci trova assolutamente d’accordo», ha detto Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, al punto da considerarla «un traguardo da raggiungere». Il vero problema, aggiunge in proposito Milillo, «sarà trovare il modo di fare questa riforma, considerato che attualmente il territorio ha un’organizzazione insufficiente. Per questo noi domani ci presenteremo all’incontro con le nostre di proposte di riorganizzazione del territorio, non più basate sul lavoro del singolo ma sul un lavoro di squadra e di aggregazione». Certo, ha concluso il segretario della Fimmg, «bisognerà poi fare in modo che le nostre esigenze si incontrino con quelle dei medici ospedalieri. Credo che la riunione di domani serva anche a questo».

Già oggi alle 17, intanto, i medici dello Snami rilanceranno al ministro il progetto di restyling avanzato anni fa e basato sulla continuità assistenziale h24 sul territorio e su “punti di primo intervento” per la gestione delle urgenze di basso-medio livello (codici bianche e parte dei codici verdi).

Sanita.ilsole24ore.com – 3 maggio 2011

 

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