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Emiliano (Puglia): “Aumentare le tasse regionali significa beffare gli elettori, lo Stato sostenga la sanità. Non ci sono tagli di sprechi al livello centrale. Non va bene”

«Ancora non conosciamo il testo definitivo della legge di stabilità. Ecco perché non vorrei che litigassimo per nulla». Col governo, presidente della Regione Puglia Michele Emiliano? «A Matteo Renzi non voglio dire neanche una parolaccia». Però, dal Nord al Sud d’Italia, avete alzato la voce perché i quattrini per l’assistenza sanitaria non sono poi così tanti. O no?

«Se ricordo bene, ci avevano promesso 3 miliardi di euro in più; nel migliore dei casi, ne spunterà soltanto 1, forse».

Il rischio è quello di continuare a fare le nozze coi fichi secchi.

Tant’è che proprio Emiliano strilla: come stanno le cose, «riprendetevi gli ospedali».

«Era un’iperbole, quella. Lo Stato ci metterebbe almeno dieci anni a riprendere il controllo degli ospedali».

Nel frattempo, per fare quadrare i conti, potreste applicare la “soluzione Zanetti”: secondo il sottosegretario all’Economia, per ripianare i disavanzi sanitari nessuno vi impedirebbe di aumentare le addizionali regionali.

«Questo, per niente al mondo. Accade una cosa bizzarra: a Roma suonano la grancassa perché raccontano di volere cancellare le tasse sulla prima casa, ma poi costringono le Regioni a fare impennare le imposte locali. La verità è che la pressione fiscale non è mai cambiata. Non possiamo ancora prendere in giro la gente. Devi essere corretto col cittadino: se ti abbasso i tributi, poi non vado a riprendermeli da un’altra parte».

Rimedi?                                                                        

«Un territorio virtuoso come quello della Toscana o la Puglia, prima in Italia per produttività lungo il fronte sanitario, hanno bisogno di denaro per acquistare nuove attrezzature e fare assunzioni: più investimenti significa, in prospettiva, abbassare i costi».

È la classica missione impossibile?

«Se non si dovesse seguire questa strada, siamo al collasso. O si fa il decreto salva-regioni, a cui erano state concesse anticipazioni per pagare i fornitori, o a partire dal 2016 andiamo in default».

Non è che ha ragione il ministro Lorenzin nel momento in cui considerava un errore l’assegnazione della sanità alle Regioni?

«Quella dichiarazione è irricevibile ».

La titolare della Salute avrebbe corretto il tiro.

«Se lo ha fatto, siamo tutti più contenti. Il problema è semplice: definanziare la sanità sarebbe l’abbandono del modello universalistico, uguale per tutti. Se lo scopo del gioco è questo, allora è meglio seguire la via maestra: andare in Parlamento e chiedere l’eliminazione delle Regioni».

Presidente Emiliano, alla fine di questo braccio di ferro salterà fuori il coniglio dal cilindro?

«Io spero che quella di Stabilità sia una legge light: non provochi guai particolari. È la ragione per cui non vale la pena accapigliarsi su questa finanziaria. Me lo auguro, almeno. Tuttavia…».

Tuttavia?

«Lo Stato centrale, anche questa volta, non fa spending review. Sì, insomma, non ci sono tagli a livello centrale, di sprechi e quant’altro. Non va bene».

Repubblica – 24 ottobre 2015

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