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Epidemia di cimurro in Friuli: positivo il 46% delle volpi analizzate dall’IzsVe, pericolo per i cani. La Regione raccomanda la profilassi vaccinale

Allarme cimurro in Friuli. A segnalare l’aumento dei casi dell’infezione, molto pericolosa per i cani e di conseguenza anche per l’uomo, è la sezione di Udine dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

La Regione Fvg ha quindi inviato una nota informativa ai medici veterinari di GoriziaUdineTrieste Pordenone. Nei primi mesi del 2018 si è registrato un netto incremento di positività per cimurro nelle volpi, esattamente in 39 casi che corrispondono al 46% delle 85 volpi analizzate. La positività alla malattia è stata osservata anche nei sintomi clinici che accompagnano la patologia in questi animali selvatici: ridotto istinto di fuga e sintomi nervosi.

Le aree più colpite
Il territorio interessato al momento riguarda soprattutto la provincia di Udine, da Tarvisio e fino a Udine città, con un maggior numero di casi nel comune di Gemona del Friuli e nei paesi vicini a Gemona; alcuni casi sono stati registrati anche in provincia di Gorizia e in provincia di Trieste; è importante, quindi, adottare una corretta profilassi vaccinale, in particolare per i cani che frequentano spazi aperti. A segnalare il problema anche Federcaccia Fvg, tramite il presidente Paolo Viezzi. La malattia era già diffusa e segnalata nella vicina Slovenia.

Un malattia molto pericolosa 
Il cimurro è una malattia infettiva contagiosa e spesso letale che colpisce i giovani cani, la volpe e il lupo, ma anche il furetto e alcuni felidi come il gatto selvatico (mai il gatto domestico), caratterizzata da turbe del sistema nervoso con convulsioni paralisi, oltre a catarro nasale. Il virus provoca inoltre immunodepressione. Il paramixovirus è antigenicamente correlato con il virus del morbillo umano e con quello della peste bovina.

Il Gazzettino – 9 aprile 2018

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