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Epidemia di Ebola in Guinea: il Senegal chiude il confine per evitare la diffusione. Si può fermare? Risponde l’esperto

Il Senegal ha chiuso il suo confine con la Guinea per evitare la diffusione del virus dell’ebola, che ha già ucciso almeno 70 persone. Lo ha annunciato il ministero dell’Interno senegalese, aggiungendo che i funzionari della regione meridionale di Kolda hanno anche chiuso un mercato settimanale che attira migliaia di persone dai vicini Paesi di Guinea, Gambia e Guinea-Bissau.

La scorsa settimana la Guinea ha confermato diverse persone colpite da febbre emorragica nella zona meridionale del Paese erano risultate positive all’ebola. Otto casi sono stati confermati nella capitale della Guinea, Conakry, e anche nei Paesi vicini di Liberia e Sierra Leone le autorità stanno indagando su sospetti casi di ebola. I sintomi iniziali della febbre emorragica possono far pensare alla malaria, ma man mano che la malattia va avanti può portare alla morte, con emorragie sia interne che esterne.

Ebola, domande e risposte: si può fermare la nuova epidemia?

Il virus letale è rispuntato in Guinea diffondendosi alla Liberia e alla Sierra Leone. Abbiamo chiesto a un esperto perché questo caso è diverso dai precedenti

di Marc Silver. Almeno 60 persone sono morte finora a causa di un’epidemia del virus Ebola in Guinea. Quest’epidemia in particolare si è diffusa dalla giungla alla capitale Conakry, e da li alla Liberia e alla Sierra Leone.

Il virus si trasmette attraverso il sangue e altri fluidi corporei. Le vittime manifestano emorragie sia interne che esterne. Il tasso di mortalità, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, è del 90 per cento. Per saperne di più, abbiamo parlato con Ian Lipkin, epidemiologo alla Mailman School of Public Health della Columbia University di New York.

Come fanno gli esseri umani a contrarre il virus?

In genere il virus viene trasmesso da un animale malato – un pipistrello o a volte un primate. Poco prima l’inizio dell’epidemia, nell’area del focolaio si registrano morti tra i gorilla e altre grandi scimmie. In questo caso però non è stato riportato nulla del genere.

Cosa fa sì che il virus si trasmetta dall’animale all’uomo?

La prima infezione avviene attraverso il contatto con carne di animali selvatici infetti. Se vi sono pipistrelli infettati dal virus – o si mangia carne di scimmia – le persone che macellano gli animali e vengono in contatto con il loro sangue contraggono il virus.

E come si diffonde da persona a persona?

Ebola non si trasmette facilmente. Ma in alcune aree, dove si segue la tradizione di lavare con le mani il corpo del defunto per prepararlo alla sepoltura, le persone entrano in stretto contatto con fluidi corporei infetti, e così contraggono la malattia. In genere, se si riesce a evitare che la gente lavi i morti, si riesce a controllare l’epidemia abbastanza facilmente.

E per quanto riguarda il contatto sessuale?

Vi sono stati casi di trasmissione attraverso contatto sessuale, ma sono marginali. Il contagio avviene perlopiù attraverso la macellazione degli animali infetti o attraverso le usanze funebri.

In questo caso, il virus sembra spostarsi, dalle campagne alla capitale della Guinea e da lì oltre frontiera.

È un caso abbastanza atipico che sembra suggerire un portatore umano. Di solito queste epidemie scoppiano in zone rurali dove la gente viene a contatto con gli animali.

Sarà importante capire come il virus abbia varcato la frontiera. Io credo che in questo caso sia coinvolto il trasporto di un cadavere. Se una persona muore in una certa zona, e familiari e amici si prendono cura di lui, la malattia non si diffonde oltre. Se invece decidono di seppellire il morto altrove, o se qualcuno che vive in città va nelle campagne a prendersi cura di un defunto e torna indietro, ecco che può portare con sé l’infezione.

Si può sopravvivere a Ebola?

In alcuni casi si sopravvive, ma è un’infezione estremamente pericolosa. La maggior parte delle persone che la contrae non ha scampo.

Si può curare?

Non vi sono ancora farmaci efficaci, ma vi sono ricerche in corso.

Sarà possibile a un certo punto circoscrivere anche questa epidemia?

In genere succede che organizzazioni come Medici senza Frontiere intervengono, isolano l’area cercando di individuare i casi effettivi e di impedire il lavaggio dei cadaveri. A quel punto in genere l’epidemia si ferma. In questo caso però sembra continuare a diffondersi. Non è stata circoscritta come si sperava, e prevedo che vi saranno altre vittime prima che finisca. Finora sono morte meno di 70 persone, ma è comunque una tragedia orribile.

  1. marzo 2014 

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