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Equitalia: la norma c’è, ma non è prassi sequestrare cani e gatti. La replica dopo il lancio della petizione che chiede di cambiare il codice civile

“Benché la norma lo preveda non è prassi di Equitalia sequestrare cani e gatti”. Lo assicura all’agenzia Adnkronos la società di riscossione tributi tranquillizzando i proprietari di animali che hanno pendenze aperte con il fisco, dopo che la petizione #giulezampe – che chiede di cambiare l’articolo 514 del codice di procedura civile che equipara animali e cose – ha riacceso i riflettori sulla questione, incassando anche il sostegno del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Se è vero, infatti, che a oggi cani e gatti sono considerati dalla legge alla stregua (purtroppo) di divani e televisori – e pertanto soggetto a essere messi all’asta – è vero anche che, salvo casi particolari, non corrono il rischio di essere “confiscati” ai proprietari. Ma se dovesse accadere, perché di fatto la legge lo prevede, curatore dell’animale fino al momento dell’asta verrebbe comunque nominato lo stesso proprietario, spiegano in via ufficiosa in via di Tor Marancia, perché non esiste uno spazio ad hoc per gli animali domestici.

20 marzo 2015 

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