Breaking news

Sei in:

Esce rapporto «Camere Aperte». Le classifiche dei parlamentari veneti

Da Borghesi a Ghedini, da Casson a Sacconi. Ecco i più «produttivi». Tra i deputati al primo posto troviamo Antonio Borghesi dell’Idv e al 49esimo Niccolò Ghedini del Popolo della Libertà. Tra i senatori invece in testa c’è il veneziano Felice Casson (Pd) e in coda (24esimo posto) Maurizio Sacconi del Popolo della Libertà.

Sono le classifiche del rapporto «Camere Aperte 2013», la terza edizione della pubblicazione che l’associazione Openpolis dedica al Parlamento Italiano, per monitorare e valutare l’attività di Deputati e Senatori attraverso lo studio di dati e statistiche.

Le classificheCamera Senato

Al centro del rapporto c’è l’analisi della Legislatura appena conclusa per individuare protagonisti, trend, temi-chiave e l’imprescindibile valutazione sui due Governi che l’hanno guidata, Berlusconi prima e Monti dopo. Entrambi si inseriscono in un percorso politico-istituzionale che, negli ultimi vent’anni, ha visto crescere sempre più il peso degli Esecutivi e l’importanza del loro ruolo rispetto i poteri e le funzioni del Parlamento. A tal punto che è lecito domandarsi se quella italiana sia ancora un Repubblica parlamentare.

Una tendenza che è diventata sempre più marcata con Berlusconi fino ad imporsi definitivamente con Monti, che lanciando l’appello «a far presto» ha chiesto ed ottenuto margini di manovra immensi, impensabili per i suoi predecessori. La misura di tutto questo viene resa immediatamente dai dati sul procedimento legislativo, ovvero sulle leggi fatte. Delle 387 leggi approvate ben 297 sono di origine governativa (e con un iter di 130 giorni) e solo 90 quelle parlamentari (il cui iter però ha richiesto più di 600 giorni). Il Governo Monti ha poi utilizzato in maniera sistematica lo strumento del voto di fiducia, percentualmente triplicandone la frequenza rispetto l’Esecutivo Berlusconi. Ad un parlamento defraudato del suo potere legislativo non è stata neppure riconosciuta ì la sua funzione di controllo sull’operato del Governo.

Interrogazioni e interpellanze di deputati e senatori sono state per lo più ignorate, se il Governo Berlusconi ha risposto poco (39%) il Governo Monti ha fatto decisamente peggio (29%). Confrontare Berlusconi e Monti vuol dire anche rifarsi alle loro agende politiche e alle priorità che hanno dato ai lavori parlamentari. Se la cifra riassuntiva può essere «Giustizia» per il primo e «Imprese» per il secondo, possiamo inoltre individuare alcuni argomenti su cui si è registrata in particolare la maggior differenza di interesse fra i due. Mentre Berlusconi ha un saldo positivo su «testamento biologico», «istruzione» e «immigrazione», Monti ha invece preferito altri temi, come «rifiuti», «casa» e «pensioni».

In questa cornice politico-istituzionale hanno agito poi i circa mille parlamentari, fra deputati e senatori, che gli italiani hanno eletto a rappresentarli. Gli indici elaborati da Openpolis per misurare rilevanza, presenze e produttività non solo possono contribuire a rendicontare in maniera corretta la loro attività, facendo emergere i protagonisti positivi e negativi, ma con l’approssimarsi delle prossime elezioni politiche possono essere d’aiuto ai cittadini nella scelta del voto: confermare chi ha lavorato bene e sostituire chi non l’ha fatto.

Corriere del Veneto – 6 febbraio 2013

Leave a Reply
 

Your email address will not be published. Required fields are marked (*)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

site created by electrisheeps.com - web design & web marketing

Back to Top