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Esodati, maggioranza soddisfatta. Ma la Ragioneria riapre nodo copertura

La soluzione faticosamente trovata in commissione Bilancio alla Camera per lanciare un salvagente a chi per effetto della riforma Fornero resterà senza pensione e senza stipendio convince la maggioranza, ma non guadagna le simpatie dell’opposizione e di molti esodati. Molti lettori esodati ci scrivono che l’emendamento è «l’ennesimo bluff», perché mette «in sicurezza solo una parte di persone».

Si riapre il nodo coperture
E non c’è pace sul capitolo coperture dell’emendamento. La Ragioneria avrebbe evidenziato una estensione della platea nell’emendamento dei relatori che renderebbe carente la copertura. Il confronto è aperto con la volonta di trovare una soluzione. Tra le ipotesi una maggiore stretta sull’indice di rivalutazione di pensioni ricche. Attualmente sono disponibili 100 milioni già stanziati nella versione iniziale della legge di stabilità. Poi ci sarebbero gli eventuali risparmi che si potranno ricavare «dai 9 miliardi già stanziati per la platea dei primi 120mila salvaguardati», ha spiegato il relatore Pier Paolo Baretta (Pd). Le disposizioni della norma dovranno essere definite con decreto del ministero del Lavoro, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità.

Favorevoli e contrari
Mentre il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto plaude all’accordo trovato, per il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni è «l’ultima beffa» del governo. Gli fa eco il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro che dice: «Siamo alla «fiera delle falsità». Dal suo blog ricorda «l’indegno balletto dei numeri, con l’Inps e l’esecutivo intenti a giocare a scaricabarile sulla pelle dei lavoratori e di migliaia di famiglie italiane». Un passo »in avanti davvero importante», ha definito l’emendamento il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha assicurato che «Il Pd continuerà a impegnarsi perché nessun lavoratore resti senza copertura».

I punti dell’accordo
L’accordo faticosamente raggiunto ofrre un paracadute a chi ha cessato il lavoro entro il 30 settembre 2012 e si trova in mobilità in forza di un accordo stipulato entro fine 2011. Persone che avrebbero maturato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2014. L’ampliamento riguarda, sempre con la scadenza 2014, anche chi versa contributi volontari e ha svolto una attività, ma con un reddito non superiore a 7.500 euro. Tutelati anche i lavoratori licenziati entro dicembre 2011 a seguito di fallimento o di altre procedure concorsuali a patto che maturino il diritto alla pensione con le vecchie regole entro i due anni successivi.

Monitoraggio affidato all’Inps
L’emendamento stabilisce inoltre che l’Inps dovrà provvedere al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dagli interessati. Entro il 30 settembre del 2013 il governo, sulla base dei dati forniti dall’Inps, «provvede a monitorare gli esiti dell’attuazione, anche in termini di finanziamenti».

Come saranno individuate eventuali risorse aggiuntive
Se le risorse non saranno sufficienti entro i successivi 30 giorni, con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro del Lavoro e con il ministro dell’Economia, «si provvede a individuare le necessarie risorse aggiuntive, a tal fine rimodulando nella misura necessaria l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato», indicati nello stesso decreto.

Ogni sei mesi controllo sulla situazione degli esodati
Ogni sei mesi il governo dovrà verificare con le parti sociali la situazione degli esodati, al fine di »individuare idonee misure di tutela, ivi compresi gli strumenti delle politiche attive del lavoro utilizzate in applicazione» della norme vigenti in materia di salvaguardia.

ilsole24ore.com – 11 novembre 2012

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