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Etichettatura ingannevole: consumatori britannici contrari proposte modifica

L’etichettatura ingannevole deve rimare reato in Inghilterra. A sostenerlo è l’organizzazione dei consumatori britannica “Which?” dopo la proposta del Department of the Environment, Food and Rural Affairs (Defra) di considerare reato l’etichettatura ingannevole solo quando ci sia un rischio concreto per la salute, come potrebbe essere il caso di etichettatura non corretta per gli allergeni.

Al contrario invece la Scozia parrebbe orientata a mantenere tutte le etichettature ingannevoli come reato. Questa situazione secondo Sue Davies consulente politica capo presso “Which?” non farebbe altro che dimostrare come la gestione delle problematiche alimentari sia sempre più frammentata nel Regno Unito.

La proposta del Defra rappresenta un passo molto pericoloso che potrebbe inviare ai consumatori britannici il segnale che il rispetto delle norme di etichettatura dei prodotti alimentari non è visto come una priorità dal governo proprio nel momento in cui le frodi alimentari sono in aumento.”

Inoltre, alla luce dell’attuale scandalo “horseburger” l’organizzazione dei consumatori britannica si dice preoccupata per altre proposte presentate dal Defra, come quella di rimuovere i requisiti per la denominazione del prodotto alimentare o la lista quantitativa degli ingredienti nei prodotti a base di carne non confezionati.

E’ invece essenziale- continua Sue Davies- che i consumatori possano facilmente distinguere la qualità dei prodotti a base di carne sia confezionati che venduti sfusi. Questo è quello che chiedono i consumatori in Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Nel complesso secondo “Whiich?” le proposte per cambiare la legge sull’etichettatura in Inghilterra non fanno altro che mandare un segnale negativo ai consumatori del Regno Unito, ossia che le pratiche in materia di frode alimentare e di etichettatura ingannevole non vengono prese sul serio dal governo.

Cambiare la fattispecie di ciò che viene considerato come reato, limitandolo solamente ai requisiti di etichettatura per gli allergeni significa anche che l’applicazione della normativa che regola l’etichettatura dei prodotti alimentari verrà messa in secondo piano e riceverà sempre meno risorse dagli enti locali.

Ci auguriamo – conclude Which?- che il recente scandalo della carne di cavallo apra gli occhi sull’inopportunità delle proposte presentate dal Defra.

sicurezzaalimentare.it – 14 febbraio 2013

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