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Treviso. Focolaio all’Aia di Vazzola. Tamponi a tappeto fino a lunedì. Il colosso alimentare conta 675 dipendenti. I sindacati: piano di screening

20 agosto – All’Aia di Vazzola, l’industria alimentare ora sottoposta a tampone di massa per 675 dipendenti, sono stati evidenziati altri 6 casi positivi: quasi metà dei lavoratori hanno già fatto il test, ne mancano poco più di trecento.

19 agosto – Per la Marca è un test di massa senza precedenti: 675 persone in un unico stabilimento, l’industria di lavorazione carni avicole Aia di Vazzola. Dopo i primi venti positivi riscontrati nel round di tamponi di inizio settimana, l’Usl 2 ha previsto un vasto screening di controllo. «Si tratta di un cluster circoscritto – sottolinea il dg Francesco Benazzi – e dall’ispezione possiamo dire che vengono rispettate le misure anti-Covid». L’attività di screening all’Aia da parte del Servizio Igiene e Sanità Pubblica proseguirà fino a lunedì per completare l’indagine.

“L’ispezione che abbiamo fatto ha evidenziato l’ottemperanza delle misure anticovid: poiché i lavoratori, in alcune aree, lavorano a stretto contatto, abbiamo comunque ritenuto opportuno allargare a tutti gli operatori lo screening in modo da intercettare immediatamente eventuali altre positività”.

Il sindaco di Vazzola Giovanni Zanon segue da vicino la vicenda: «Ho cercato di tranquillizzare tutti i cittadini. Nel nostro piccolo c’è un dato positivo, non ci sono contagi fra i residenti di Vazzola, alcuni dei quali lavorano nello stabilimento». Le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil spingono sul piano di screening: «Bene i tamponi, va evitato un rischio sociale. L’azienda ha spostato alcune lavorazioni in altre sedi per ridurre il numero dei dipendenti a Vazzola, il personale continuerà a lavorare adeguatamente distanziato». (s.ma.)

18 agosto – Il focolaio a nord della Marca si allarga: ci sono altri contagi nell’industria alimentare Aia di Vazzola, si arriva a una trentina di lavoratori positivi su circa 150 tamponi effettuati ma il rischio è che possa estendersi ancora. La preoccupazione dipende dal fatto che lo stabilimento ha tra i seicento e i settecento dipendenti e l’Usl 2 ha previsto una vasta campagna di screening che si completerà nei prossimi giorni, sotto stretta osservazione del sindaco e dei sindacati. L’azienda sanitaria oggi sta monitorando due cluster fra loro molto simili perché fanno riferimento entrambi a luoghi di lavoro densamente frequentati. Il primo è emerso la scorsa settimana alla Brt nel distretto di Treviso, a Casale sul Sile, in un’azienda di logistica e spedizioni. Lì sono state registrate 32 positività su 116 test effettuati; da lunedì verranno sottoposti di nuovo a tampone i dipendenti negativi e cinquanta altri colleghi rientrati dalle ferie, mentre i dipendenti positivi rimarranno in quarantena. Il secondo cluster è quello del distretto di Pieve di Soligo dove ora sono concentrate le energie, all’interno di una situazione epidemiologica che richiede sforzi diffusi. La veronese Aia è una delle più grosse industrie della produzione e lavorazione alimentare d’Italia; lo stabilimento trevigiano si occupa di macellazione, taglio, disosso, imballo e altri procedimenti, e si trova all’interno di in un agglomerato di capannoni fuori dal paese. Venerdì sono emersi i primi contagi Covid-19, c’erano 20 positivi su 37 tamponi; ieri ce ne sono stati un’altra decina ma la forza lavoro è suddivisa in turni e non sono ancora stati raggiunti tutti. «I dipendenti sono aggiornati passo dopo passo, in questo momento in azienda la tranquillità deriva dal fatto che vengono seguite tutte le procedure di contenimento e prevenzione previste dai vari Dpcm e l’Usl 2 sta facendo tutto quello che si deve e si può fare nel limite delle forze in campo – spiegano i sindacati -. C’è anche un’altra emergenza sanitaria da monitorare, quella dei rientri dall’estero, è un periodo molto intenso, ci vorrà del tempo. Abbiamo chiesto che si faccia il tampone all’intera forza lavoro per togliere qualsiasi dubbio».

Il sindaco di Vazzola Giovanni Zanon spiega di essere venuto a conoscenza del contagio lunedì sera. «Avrei preferito saperlo prima, visto che i primi esiti sono arrivati alla fine della scorsa settimana, dopotutto è il Comune che amministro – commenta – ma l’Usl 2 mi ha assicurato che la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata, siamo in contatto diretto, gli operatori sanitari hanno predisposto un preciso piano di tamponi. Ne mancano ancora centinaia, si lavora a turni, i lavoratori sono tanti». Quando la notizia ha cominciato a diffondersi in paese, con l’ansia che può provocare in questo periodo, Zanon ha inviato una comunicazione ai cittadini. «Devono stare tranquilli, li terrò informati di ogni passaggio – continua -. Chiaramente per noi è stata una valanga, si tratta di un caso importante che richiede la massima attenzione. Per ora i medici mi hanno confermato che tutti i positivi sono asintomatici ed è già un buon punto di partenza, nessuno sta male».

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