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Ex Usl 22, la riorganizzazione della Regione: «No a 2 ospedali uguali nel raggio di 14 km». Villafranca centro di riferimento per l’Ovest Veronese

Davide Orsato. Un grosso centro con le principali specialità mediche e chirurgiche. Un polo di supporto con un numero considerevole di posti letto e un community hospital. Tre strutture e ci sarà sempre chi litigherà se una di esse, l’Orlandi di Bussolengo, merita o meno il nome di ospedale. Quello di Isola, tecnicamente non lo è nemmeno in termini legali: 50 posti per medio degenti, in particolare per anziani convalescenti che saranno disponibili a fine anno. Gli altri due? Fiumi di parole sono defluiti negli ultimi anni, scorrendo attorno alle varie soluzioni prospettate per l’ex Usl 22, dal punto di vista sanitario, una delle aree più «rognose» del Veneto. Ieri il sigillo, l’ok definitivo (dopo quello arrivato a dicembre in commissione). La riorganizzazione dell’Ovest Veronese è cosa fatta. Nessuna sorpresa nell’assetto. Il nuovo ospedale di Villafranca, quando sarà inaugurato, si prenderà la fetta maggiore: 187 posti letto e 17 apicalità (ossia direzioni di reparti). Tutta l’area medica, quella chirurgica (d’altronde la vocazione del Magalini è quella) e quella materno infantile, con tutti i servizi dalla farmacia alla medicina trasfusionale.

A Bussolengo confermati i 120 posti letto, di cui 65 per acuti: il grosso in medicina generale e psichiatria a testa, con tanto di sede del primario. Quindici posti saranno riservati ai lungodegenti, quaranta al resto della riabilitazione. La novità rispetto alla prima bozza uscita la scorsa estate riguarda il centro di dialisi semiassistita, la cui presenza all’Orlandi è messa nero su bianco. Chiarita anche la questione pronto soccorso: sarà una Uos (unità operativa semplice) con postazioni di osservazione breve intensiva (Obi). Non si tratta, dunque, di un semplice punto di primo intervento, Canta vittoria l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto «Le Usl, il comitato dei sindaci, la giunta e consiglio regionale – commenta Coletto – hanno fatto un lavoro egregio, lavorando in un clima difficile, perché caratterizzato da battaglie di retroguardia, come se l’organizzazione sanitaria del 2018 potesse essere uguale a quella di fine secolo scorso, da polemiche fortemente politicizzate che sono quanto di peggio quando si discute di cure alle persone, da campanilismi bipartisan con relativo lancio di allarmi infondati, che hanno ottenuto il solo risultato di impaurire la gente. Non si possono più avere due ospedali nel raggio di 13,9 chilometri che fanno le stesse cose». La questione dominerà inevitabilmente, come cinque anni fa, le campagne elettorali di Bussolengo e Villafranca, entrambi al voto fra qualche mese. I sindaci uscenti, Paola Boscaini e Mario Faccioli si dicono soddisfatti. «Mi aspetto ancora strumentalizzazioni – dice la prima – ma la verità è che l’Orlandi è stato salvato». Per Faccioli: «È una vittoria della linea che abbiamo già impostato nel 2013: è stato sconfessato il polo a due gambe e Villafranca si è dimostrata essere la gamba migliore».

Il Corriere del Veneto – 22 marzo 2018

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