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Falso «Made in Italy», presidio al Brennero. «Tir di formaggi e salumi diretti a Verona». Mobilitazione della Coldiretti. «Così vengono ingannati i consumatori, serve l’etichettatura d’origine»

Erano diretti a Verona alcuni dei Tir fermati ieri al Brennero in un’operazione di Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri dei Nas cui si sono uniti centinaia di agricoltori veronesi della Coldiretti per smascherare il «finto made in Italy».

La frontiera tra Austria e Italia si scopre così caldissima non solo in direzione Nord, per il flusso di richiedenti asilo diretti verso la Germania, ma anche in direzione sud, a causa delle merci che entrano nel nostro Paese. E la Coldiretti punta il dito proprio contro l’Europa che «chiude le frontiere ai profughi e le spalanca ai traffici di ogni tipo di schifezza alimentare, sulle quali si fanno affari a danno degli agricoltori e dei consumatori».

Molti camion sono stati fermati, e all’apertura dei portelloni gli agricoltori gridavano «vergogna». Tra le altre cose, è stato scoperto un carico di pancette fresche, con marchio non identificabile, destinate ad un’industria di salumi di Verona. Mentre era uno stabilimento di Nogarole Rocca la destinazione di una partita di formaggi tedeschi. Diretti invece a una cooperativa Bergamo i porri e le altre verdure di un Tir proveniente dalla Svezia. Un’autobotte di latte austriaco lo scaricherà invece in uno stabilimento di La Spezia. Mentre le cagliate in confezione «tricolore» andranno in Puglia, pronte ad essere trasformate in mozzarelle. Sono tutti prodotti, denuncia la Coldiretti, che poi finiranno sugli scaffali come «italiani», ingannando così i consumatori.

Coldiretti, come altre associazioni di categoria, continua a invocare da anni l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti alimentari. «Solo nell’ultimo anno a livello nazionale sono scomparse migliaia di stalle e aziende agricole e persi occupati nelle campagne, con impatti devastanti sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini», dice il presidente di Coldiretti Verona Claudio Valente.

La mobilitazione di ieri, che prosegue anche oggi con le delegazioni di Rovigo, Padova, Treviso e Belluno che daranno il cambio a quelle di Venezia, Verona e Vicenza, è «l’ennesima volontà di dimostrare quello che succede tutti i giorni al Brennero – sottolinea il direttore di Coldiretti Verona Giuseppe Ruffiini – Si pensi che dalle frontiere italiane passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, ma anche concentrati, cagliati, semilavorati, per essere usati o trasformati industrialmente per diventare formaggi o mozzarelle italiane all’insaputa dei consumatori. Un grave danno per l’Italia che è tra i maggiori produttori agroalimentari».

«L’amarezza per questo affronto – spiega Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto – al patrimonio agroalimentare italiano è tanta, ma i nostri imprenditori agricoli continueranno a presidiare la frontiera, lasciando i loro campi per tutelare il diritto dei consumatori a mangiare sano o per lo meno con la consapevolezza di conoscere ciò che arriva in tavola e soprattutto da dove. Lo abbiamo rivendicato più volte: etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti, solo così avremo le garanzie necessarie ». E oggi al Brennero salirà anche il sindaco Flavio Tosi.

A.C. – Il Corriere Veneto – 8 settembre 2015 

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