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Famiglie, imprese, autonomi: le semplificazioni fiscali. Dal 2015 modello precompilato per 30 milioni di dipendenti e pensionati

730-TELEFOTO--ktkB--672x351IlSole24Ore-WebVia libera alla cura anti-burocrazia per gli adempimenti fiscali, a cominciare dall’introduzione in via sperimentale dal 2015 della dichiarazione dei redditi precompilata, e alla procedura per la riforma del Catasto. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri i primi due decreti di attuazione della delega fiscale, decreti che saranno inviati alle Camere per i pareri. Oltre al modello precompilato, sono attese numerose novità: dalle semplificazioni dell’iter per ottenere il rimborso Iva a quelle sulle comunicazioni legate alle operazioni con l’estero. L’attuazione della delega fiscale parte dalle semplificazioni degli adempimenti, soprattutto con la dichiarazione dei redditi precompilata, e dal catasto con il primo tassello della riforma relativo alle commissioni censuarie.

Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato i primi due decreti previsti dalla legge delega di revisione del sistema tributario che ora saranno inviati alle Camere per i relativi pareri. I due decreti torneranno poi al Cdm per il via libera definitivo. Non solo. Il Governo ha dato il via libera anche a un decreto legge – proposto dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando – sui rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E si è anche conclusa la procedura di nomina (avviata la scorsa settimana) di Rossella Orlandi a nuovo direttore dell’agenzia delle Entrate, e quella di Stefano Scalera, confermato come direttore al Demanio.

Il piatto forte delle semplificazioni, almeno per il Governo, è l’introduzione in via sperimentale dal 2015 della dichiarazione dei redditi precompilata. Dal prossimo saranno oltre 30 milioni i lavoratori dipendenti e pensionati che riceveranno entro il 15 aprile direttamente a casa dal Fisco la dichiarazione dei redditi già compilata dall’amministrazione finanziaria. Il modello conterrà i dati anagrafici, quelli sui beni immobili, quelli sui versamenti effettuati l’anno precedente, i dati comunicati da sostituti d’imposta sui redditi e sulle pensioni. Sul fronte degli oneri detraibili e deducibili il Fisco utilizzerà i dati ricevuti da banche assicurazioni e istituti di previdenza per le spese sostenute dai contribuenti come gli interessi di mutui, i contributi per colf e badanti, le polizze vita, i fondi pensione. Dalla dichiarazione 2016, poi, il quadro sarà ancora più completo con l’inserimento anche delle spese sanitarie che medici, farmacie, ospedali, Asl dovranno comunicare al Fisco. E comunque l’indicazione delle spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni è destinata ulteriormente ad arricchirsi perché il Mef potrebbe stabilire con un decreto i termini e le modalità di comunicazione anche di altri dati alle Entrate.

Accettare la dichiarazione precompilata apre la strada anche a un regime premiale sia sui controlli sia sui rimborsi. Con la precompilata si rendono definitivi gli eventuali crediti, che non verranno sottoposti a controlli preventivi anche se superiori a 4mila euro, ma saranno direttamente rimborsati. Il contribuente potrà anche integrare o modificare il 730 precompilato attraverso Caf e professionisti abilitati che saranno tenuti ad apporre il visto di conformità.

Nello schema di decreto sulla precompilata entra anche un pacchetto di misure di semplificazione per le imprese con due assenze eccellenti. Nel testo finale, infatti, sono sparite l’allungamento da tre a cinque bilanci consecutivi chiusi in rosso che fanno scattare la maxi Ires al 38% e l’abolizione definitiva della solidarietà sugli appalti in ambito fiscale, che però potrebbe confluire in un altro provvedimento. Una norma in grado di eliminare costi da 1,23 miliardi di euro all’anno per il sistema delle imprese. Saranno, invece, destinate a cambiare le modalità per ottenere i rimborsi Iva anche se il testo del provvedimento non elimina tutti gli ostacoli come auspicato dal mondo delle imprese. La richiesta di rimborso non passerà più dall’obbligo di dover presentare una garanzia o una fideiussione bancaria fino a 15mila euro. Oltre questo importo, invece, servirà il visto di conformità: una sorta di “bollino di qualità” con cui Caf e sostituti d’imposta certificano le dichiarazioni da cui emergono i rimborsi. In pratica, graverà comunque un onere sulle attività produttive e non scompare del tutto neanche l’obbligo di prestare la garanzia che rimane a carico delle aziende a inizio o fine attività, a quelle a cui sono state raggiunte da avvisi di accertamento e a quelle senza visto di conformità.

Le semplificazioni dovrebbero alleggerire anche gli oneri sulle imprese che operano con l’estero: non bisognerà aspettare più 30 giorni dopo l’apertura della partita Iva per effettuare scambi commerciali verso Paesi Ue; le comunicazioni black list diventano annuali e soprattutto andranno segnalate alle Entrate solo cessioni o acquisti di beni e servizi oltre i 10mila euro.

Il modello a domicilio evita i controlli. Per i contribuenti che accettano la «proposta» esonero dalle verifiche automatizzate

Riscontri impossibili. Intermediari e Caf ricevono le dichiarazioni entro il 7 luglio e lo stesso giorno devono girarle alle Entrate

Dichiarazione precompilata in due tempi per i lavoratori dipendenti, gli «assimilati» come i collaboratori coordinati e i pensionati, in tutto 30 milioni di contribuenti.

Nel 2015, anno del debutto «sperimentale» della dichiarazione precompilata, resteranno fuori dal meccanismo tutte le prestazioni sanitarie, che producono detrazioni per quasi la metà dei contribuenti italiani e che solo dalle dichiarazioni del 2016 saranno acquisite in via automatica dal nuovo sistema. Nel primo anno di prova, quindi, saranno molti i contribuenti a correggere la proposta del Fisco inserendo i dati sulle spese per ricoveri, visite e farmaci ottenendo così uno sconto rispetto ai calcoli offerti dall’Agenzia. Naturalmente, per rispettare questo calendario è necessario che l’amministrazione emani in tempo utile tutti i provvedimenti attuativi del nuovo meccanismo che altrimenti, come spiega l’articolo 9 del decreto legislativo, potrebbe slittare agli anni successivi.

Il calendario emerge dai primi articoli del decreto legislativo sulle semplificazioni fiscali approvato dal consiglio dei ministri, quelli che disciplinano lo “sforzo corale” necessario a far partire la dichiarazione precompilata. Al contribuente, la proposta del Fisco sarà messa a disposizione entro il 15 aprile in tre modi: in via telematica, direttamente consultabile accreditandosi, attraverso il sostituto d’imposta oppure tramite Caf e professionisti. Per arrivare in tempo, però, la macchina deve attivarsi molto prima, e i soggetti chiamati a farla partire sono banche, assicurazioni ed enti previdenziali: entro il 28 febbraio, infatti, andranno comunicate all’agenzia tutte le voci che possono garantire deduzioni (cioè sconti sull’imponibile) al contribuente, a partire dagli interessi pagati sui mutui fondiari e agrari, i premi di assicurazione sulla vita, i contributi previdenziali e assistenziali e i pagamenti per l’eventuale previdenza integrativa.

Passata una settimana, l’agenzia delle Entrate sarà interessata da una seconda ondata di informazioni, perché i sostituti d’imposta dovranno inviare al Fisco i Cud dei contribuenti che gestiscono (è bene ricordare, a questo riguardo, che le famiglie non sono sostituti d’imposta per colf e badanti, quindi questo obbligo non le riguarda). Con questi dati, sarà compito del Fisco compilare la dichiarazione, e renderla appunto disponibile al contribuente entro il 15 di aprile.

A questo punto, i contribuenti avranno due possibilità: se accettano il modello proposto dall’agenzia delle Entrate si metteranno anche al sicuro dai controlli automatici, altrimenti potranno correggerlo, direttamente oppure attraverso sostituti d’imposta. In ogni caso, il modello definitivo devono essere presentati al sostituto d’imposta, al centro di assistenza fiscale o al professionista entro il 7 luglio, oppure possono essere inviati direttamente all’agenzia delle Entrate, in via telematica, entro la stessa data.

Il 7 luglio, data unificata per tutti a differenza di quanto accade ora, diventa la scadenza chiave per la nuova dichiarazione (precompilata o meno), perché lo stesso giorno Caf, professionisti e sostituti dovranno girare la dichiarazione all’Agenzia. Un passaggio, questo, che rischia di essere molto delicato, anche perché nei fatti non lascia tempo a controlli per i contribuenti che arrivano all’ultimo. Caf, professionisti e sostituti, infine, avranno 30 giorni di tempo per consegnare al contribuente la copia del 730 elaborato e il prospetto di liquidazione.

Il sole 24 Ore – 21 giugno 2014

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