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Fao, ancora in calo l’Indice dei prezzi alimentari. Pesano l’incremento della produzione e le buone prospettive di offerta

L’incremento della produzione e le buone prospettive dell’offerta della maggior parte delle derrate influenzano i prezzi: segno meno per il secondo mese consecutivo. L’Indice dei prezzi alimentari della Fao a maggio, per il secondo mese consecutivo, è sceso, continuando un trend al ribasso dai 10 mesi di prezzi alti avuti sino al mese di marzo. I prezzi sono scesi a motivo dell’ampia offerta della maggior parte delle derrate incluse nell’indice.

Contemporaneamente, un altro rapporto della Fao, il Cereal Supply and Demand Brief, mostra che le prospettive dell’offerta globale di cereali per la campagna di commercializzazione 2014/15 sono notevolmente migliorate rispetto al precedente rapporto di maggio.

L’indice dei prezzi alimentari, che si basa sui prezzi di un paniere di prodotti alimentari commercializzati a livello internazionale, nel mese maggio ha registrato una media di 207,8 punti, un calo di 2,5 punti(l’1,2%) rispetto al mese di aprile, e di quasi 7 punti, ovvero del 3,2% al di sotto del livello del maggio 2013.

L’indice a marzo aveva toccato il punto più alto in dieci mesi registrando 213 punti, ma è calato in aprile e maggio, a ragione dei prezzi più bassi dei latticini, dei cereali e degli oli vegetali. I prezzi dello zucchero sono andati invece contro tendenza registrando forti guadagni in maggio, mentre i prezzi della carne sono rimasti stabili.

L’Indice dei prezzi cerealicoli della Fao nel mese di maggio ha registrato una media di 204,4 punti, un calo di 2,4 punti (l’1,2%), rispetto al mese di aprile e 30 punti (il 13%) in meno rispetto allo scorso anno. Il calo di maggio è stato in gran parte dovuto ai prezzi del mais, che sono scesi in risposta alle favorevoli condizioni di crescita e alle buone prospettive dell’offerta nel 2014/15.  I prezzi del grano, che avevano contribuito all’aumento dei prezzi nei mesi precedenti, anche per il timore di possibili interruzioni dei flussi commerciali provenienti dall’Ucraina, sono scesi, mentre quelli del riso non hanno avuto grossi cambiamenti.

“Aspettavamo i dati del mese di maggio con preoccupazione, per le condizioni meteorologiche avverse, soprattutto negli Stati Uniti, e per le tensioni geopolitiche nella regione del Mar Nero, ma verso la seconda metà del mese, abbiamo iniziato a vedere prezzi del grano più bassi per le migliorate condizioni climatiche e la regolare continuazione delle spedizioni dall’Ucraina”, ha commentato l’economista senior della FaoAbdolreza Abbassian.

Per maggiori dettagli sull’andamento dei prezzi mondiali, leggi la notizia completa sul sito della Fao.

Agronotizie – 6 giugno 2014

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