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Farmaci. Rapporto Osmed 2014: spesa a 26,6 miliardi, ticket in aumento e biosimilari alla riscossa. Il tutto in salsa regionale

I farmaci oncologici prima categoria a maggiore impatto sulla spesa farmaceutica a carico del Ssn, i cardiovascolari che si confermano la categoria a maggior consumo, i biosimilari in aumento per impiego e il consumo di antibiotici in flessione del 3%, con il permanere, però, di ampie aree di inappropriatezza.

Il tutto, nel contesto di una spesa farmaceutica totale pari a 26,6 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal Ssn. Sono questi i primi dati fotografati dal rapporto sull’uso dei farmaci 2014, presentato questa mattina a Roma dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dal Dg Luca Pani. Ch, tra le altre cose, pone l’accento sull’arrivo dei nuovi farmaci, il quale «pone e continuerà a porre nel prossimo futuro importanti sfide per le Agenzie regolatorie che devono dotarsi di sistemi sempre più raffinati ed efficaci per governare la spesa farmaceutica e garantire l’appropriatezza d’uso dei framaci». In questa direzione, sottolineano ancora da Aifa, si sta muovendo l’Agenzia attraverso i registri di monitoraggio e il database Osmed Health DB, che nel 2014 è diventato il più grande al mondo, raccogliendo i dati di una popolazione non selezionata pari quasi al 50% dell’intera popolazione italiana». Per l’Agenzia, un risultato “premiato” anche dalla previsione di un aumento di organico per 241 unità, stando agli emendamenti presentati ieri dal Governo al Dl Enti locali.

Ma torniamo ai dati: ogni cittadino italiano ha spesa in media 438 euro per i farmaci nel corso dell’anno, con un esborso per la compartecipazione (leggi ticket) che anziché diminuire cresce del 4,5%. Sullo sfondo, differenze regionali ancora da montagne russe: se alla Calabria va la maglia nera dei consumi (1,192,4 DDD/1.000 ab. die), seguita da Lazio e Puglia, la spesa lorda pro capite maggiore è in Campania (224,euro pro capite), seguita dalla Puglia (218 euro pro capite) e dalla Calabria (213 euro pro capite). Bolzano, la realtà più virtuso: spesa pro capite a 129,8 euro e minor consumo (765,2 DDD/1.000 ab. die).

Cala dello 0,1% la spesa territoriale complessiva, sia pubblica che privata e pari a 20.009 milioni di euro, mentre quella per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche è risultata pari a 9 miliardi (148,0 euro pro capite), con un aumento rispetto al 2013 del 4,8%.

Il consumo di farmaci e le 5 categorie più prescritte nel 2014

•Nel 2014 ogni cittadino ha assunto in media poco più di 1,7 dosi di farmaco al giorno.

•Per quanto riguarda l’assistenza territoriale pubblica e privata, sono state erogate 1,9 miliardi di confezioni di farmaci (+0,7 rispetto al 2013).

•I farmaci per il sistema cardiovascolare al primo posto per consumi e spesa; gli ACE-inibitori i più prescritti in regime di assistenza convenzionata; i sartani al secondo posto e precedono le statine, che rimangono la categoria a maggior spesa.

•I farmaci del sangue e organi emopoietici al secondo posto in termini di consumi (269,7 DDD ogni 1.000 abitanti die) e al sesto in termini di spesa con 2.061 milioni di euro (spesa pro capite totale pari a 33,9 euro).

•I farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo terza categoria per consumi e spesa. Gli inibitori della pompa protonica mantengono il primo posto sia in termini di consumi (75,8 DDD ogni 1.000 abitanti die) sia in termini di spesa in regime di assistenza convenzionata (15,5 euro pro capite). Si registra un aumento di consumi e spesa per i nuovi ipoglicemizzanti orali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche meno significativo rispetto allo scorso anno.

•I farmaci del Sistema Nervoso Centrale al quarto posto sia in termini di consumi (165,1 DDD ogni 1.000 abitanti die) sia in termini di spesa (3.228 milioni di euro). Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) si confermano al primo posto per consumo e spesa in regime di assistenza convenzionata.

•I farmaci dell’apparato respiratorio quinti in termini di consumi (95,4 DDD ogni 1.000 abitanti die) e settimi in termini di spesa (1.768 milioni di euro).

•I farmaci antineoplastici e immunomodulatori primi per spesa a carico del SSN (3.899 milioni di euro), secondi per spesa farmaceutica complessiva (3.934 milioni di euro) e dodicesimi nei consumi complessivi (13,9 DDD ogni 1.000 abitanti die).

La spesa farmaceutica nel 2014

•La spesa farmaceutica nazionale totale è stata pari a 26,6 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal SSN.

•Lieve diminuzione della spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata rispetto all’anno precedente (-0,1%).

•In diminuzione (-0,2%) la spesa territoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale pari a 11. 848 milioni di euro.

•In crescita la spesa per medicinali acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche: +4,8% rispetto al 2013.

•Diminuita rispetto al 2013 (-1,9%) la spesa per l’acquisto privato da parte dei cittadini dei medicinali di fascia A (rimborsabili dal SSN) e quella per l’acquisto di medicinali di fascia C a carico del cittadino (-1,6%).

Consumo e spesa per età e genere

•Complessivamente l’andamento della spesa e dei consumi è fortemente dipendente dall’età.

•Le fasce di età superiori ai 64 anni evidenziano una spesa pro capite a carico del SSN fino a 3 volte superiore al valore medio nazionale e a 6 volte rispetto alle fasce inferiori.

•La quasi totalità dei soggetti con più di 74 anni ha assunto almeno un medicinale nel corso dell’anno.

•Le differenze di genere sono più marcate nelle fasce di età comprese tra i 15 e i 64 anni, con una prevalenza maggiore nelle donne.

•Maggior consumo per le donne dei farmaci antitumorali, attribuibile alla maggior frequenza della patologia del tumore alla mammella e dalle migliore capacità di diagnosi in stadi precoci di malattia.

•+3% di utilizzo di farmaci per il Sistema Nervoso Centrale per le donne al di sotto dei 55 anni e +9% nelle over 74, rispetto agli uomini.

•Nelle donne in età fertile maggiore prevalenza d’uso dei farmaci del sangue e organi emopoietici, collegata all’utilizzo di antianemici; all’aumentare dell’età l’uso diventa maggiore negli uomini per l’impiego dei farmaci per la prevenzione cardiocerebrovascolare.

•Si mantiene superiore nelle donne la prevalenza d’uso dei farmaci dell’apparato muscolo-scheletrico, riconducibile alla maggior frequenza dell’utilizzo dei bifosfonati per la cura dell’osteoporosi.

•Il 30,9 % degli uomini al di sopra di 74 anni utilizza farmaci per il sistema genito-urinario, essenzialmente per il trattamento dell’ipertrofia prostatica.

•Maggior consumo di antimicrobici nei bambini fino a 4 anni (41%) e negli anziani dopo i 74 anni (46%) rispetto alle altre fasce di età, con un più frequente utilizzo nelle donne in età adulta.

Analisi regionale del consumo e della spesa di farmaci

•8.598 milioni di euro la spesa farmaceutica pubblica regionale erogata in regime di assistenza convenzionata, a fronte di 609 milioni di ricette emesse e 1,1 miliardi di confezioni di farmaci dispensati.

•Per i farmaci in regime di assistenza convenzionata di Classe A-SSN, la Calabria è la Regione con la quantità massima di consumi (1.192,4 DDD/1000 ab. die), seguita da Lazio (1.187,6 DDD/1000 ab. die) e Puglia (1.160,4 DDD/1000 ab. die). La spesa lorda pro capite maggiore in Campania (224,0 euro pro capite), seguita da Puglia (218,0 euro pro capite) e Calabria (213,3 euro pro capite).

•La Provincia autonoma di Bolzano più virtuosa con 129,8 euro di spesa pro capite e 765,2 DDD/1000 ab. die.

•Spesa convenzionata: le Regioni del Nord registrano livelli inferiori alla media nazionale, le Regioni del centro, del Sud e delle Isole mostrano valori di spesa superiori.

•Si confermano significative differenze regionali di consumo e spesa per categoria terapeutica.

Appropriatezza d’uso dei farmaci

• Nuove analisi per la Medicina Generale e dati più dettagliati sulla pratica clinica; il database Health DB nel 2014 raccoglie i dati di 30 milioni di assistibili, circa il 50% della popolazione italiana.

• Aumenta rispetto allo scorso anno (+0,2%) l’aderenza alla terapia dei pazienti in trattamento con farmaci antipertensivi.

• Aumenta l’aderenza alla terapia dei pazienti in trattamento con antidepressivi (+0,7% rispetto al 2013) e diminuisce la percentuale dei soggetti che assumono antidepressivi in maniera occasionale (-1,6% rispetto al 2013).

• Si conferma il trend dei bassi livelli di aderenza al trattamento con i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie (-1,4% nel 2014 rispetto al 2013).

• Ampie aree di inappropriatezza nell’uso degli antibiotici che supera il 30% in tutte le condizioni analizzate; il 41,0% dei soggetti con diagnosi di affezioni virali delle prime vie respiratorie ha ricevuto una prescrizione di antibiotico.

• Inversione di tendenza nell’uso degli inibitori di pompa fuori dai criteri di rimborsabilità AIFA: -7,2% rispetto al 2013, ma si conferma uso inappropriato.

Consumo e spesa di medicinali a brevetto scaduto e biosimilari nel 2014

•Il 63,8% delle dosi consumate ogni giorno è costituita da medicinali a brevetto scaduto, che rappresentano anche il 24,4% della spesa pubblica.

•Il consumo medio più elevato di medicinali a brevetto scaduto, in regime di assistenza convenzionata, si registra in Emilia Romagna, Umbria, e Sicilia; al contrario in Veneto, Lazio e Provincia autonoma di Trento si evidenziano i livelli più bassi.

•Per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, Emilia Romagna, Calabria e Toscana rappresentano le Regioni con il maggior utilizzo dei farmaci a brevetto scaduto, mentre Campania, Valle d’Aosta e Abruzzo quelle con il consumo più basso.

•Quattro inibitori di pompa tra i primi 20 principi attivi a brevetto scaduto a maggiore spesa convenzionata e nove principi attivi che agiscono sul sistema nervoso centrale tra i primi 20 per la spesa dei farmaci a brevetto scaduto acquistati dalle strutture sanitarie.

•Italia al terzo posto in Europa in termini di spesa per farmaci che hanno goduto della copertura brevettuale.

•In aumento l’utilizzo dei biosimilari, soprattutto delle epoetine e dei fattori della crescita, con effetti positivi sulla spesa: un decremento della spesa del -11,0% rispetto al 2013 per i fattori della crescita e del -3,0% delle epoetine.

Antibiotici, dati di consumo e spesa nel 2014

•Nel 2014 diminuisce del 3% il consumo di antibiotici, la spesa si riduce del 2,8%.

•I maggiori consumi in Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano, in Liguria, in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto si registrano i consumi più bassi.

•Penicilline, macrolidi e chinoloni le categorie maggiormente impiegate.

•Gli antibiotici a brevetto scaduto rappresentano il 91,0% delle dosi e il 69,0% della spesa totale per antibiotici.

L’uso dei farmaci in età pediatrica nel 2014

•Nel 2014 il consumo territoriale nei soggetti con età inferiore ai 18 anni è stato pari a 59,3 DDD/1000 ab die, con i maggiori consumi nella fascia d’età 3-5 anni e in generale un maggior consumo nei maschi rispetto alle femmine.

•Le categorie maggiormente utilizzate sono state quelle dei farmaci dell’apparato respiratorio (45,0%) e dei farmaci antimicrobici generali per uso sistemico (24,4%).

•Le femmine hanno presentato un maggior consumo dei farmaci del sistema genito-urinario, del sangue e degli organi emopoietici e degli antineoplastici e immunomodulatori; i maschi un maggior consumo dei farmaci del sistema respiratorio, del sistema cardiovascolare, del Sistema Nervoso Centrale e dei farmaci dermatologici.

Il Sole 24 Ore sanità – 21 luglio 2015 

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