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Fazio: rivedere blocco turnover. Le mie promesse ai medici

Rivedere il blocco del turn over. Varare il governo clinico. Contratti a termine per gli specializzandi. Sblocco degli investimenti in sanità. Con questi quattro impegni il ministro della Salute Fazio esce bene dalla sala del Capranichetta.

Del resto il suo intervento era iniziato subito con la confessione della difficoltà di trovarsi in conflitto tra il suo essere medico e ministro. “Mi trovo qui con due anime quella di medico e quella temporanea di ministro, che in questo momento si trovano a confliggere. Però sono abituato a prendere le responsabilità e essere membro del governo significa condividere le decisioni”, ha detto, passando poi a spiegare la manovra. “Sui ticket, che siamo stati costretti a reintrodurre nella seconda stesura della manovra, abbiamo discusso ieri con le regioni aprendo un tavolo che avrà il compito di rimodularli per far sì che non siano strumenti per fare cassa ma piuttosto per ridurre l’inappropriatezza, anche in relazione ai ricoveri ospedalieri”. E poi: “Sono convinto che il blocco del turn over sia dannoso. Crea una serie di problemi. Le Regioni con i piani di rientro, sottoposte al blocco del turnover, ma che – ha detto Fazio – hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, hanno una deroga al blocco del 10%: ma credo sia insufficiente”. E’ una deroga parziale, “so che non è la soluzione ma è meglio di niente”, ha concluso Fazio.

Ecco i quattro assi calati alla fine e che hanno scaldato la platea:

1. Ammissione che il blocco del turn over è dannoso anche se la Regione è sotto piano di rientro (applausi scroscianti). “Per questo nelle regioni con i conti in ordine – ha detto – c’è una deroga del 10% che però ritengo non sia sufficiente e credo che si debbano usare i tavoli di monitoraggio, come sede di decisione sull’entità del turn over”.

2. Ddl governo clinico. “Ha diversi elementi positivi: togliere politica nomine primari, dando spazio a meritocrazia; cogestione dei medici nei Collegi di direzione; le regioni purtroppo hanno espresso parere contrario, di fatto, non contentandosi della norma di cedevolezza introdotta”.

3. Specializzandi. “Con il ministro Gelmini stiamo lavorando per prevedere scuole di specializzazione con contratti a termine da parte delle Regioni agli specializzandi, almeno negli ultimi due anni. Questo libererebbe risorse e consentirebbe di accrescere il numero di specializzandi. Stiamo lavorando col Miur anche a una maggiore integrazione tra sSsn e università nella formazione degli specializzandi”.

4. Investimenti. “Sono contrario al blocco degli investimenti in sanità (ex art. 20) e tenterò di convincere l’Economia, perché questo blocco è dannoso e impedisce lo sviluppo.

Quotidianosanita.it – 21 luglio 2011

 

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