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Federalismo fiscale, le Regioni chiedono uno slittamento

I presidenti chiedono almeno una settimana di tempo per incontrare il Governo e avere garanzie sul recupero dei tagli della manovra economica

Il provvedimento attuativo sulla fiscalità regionale non riscuote troppi entusiasmi nella Conferenza delle Regioni, malgrado tutti assicurino di voler realizzare il federalismo. “Finto”, “claudicante”, un “guscio vuoto”, così lo definiscono diversi protagonisti di questo incontro che ha cercato di raggiungere una posizione comune da portare domani alla Conferenza Unificata che, al settimo punto all’odg ha proprio l’intesa tra Governo e Regioni sul decreto legislativo riguardante la fiscalità regionale e i costi standard in sanità.

Per Marida Dentamaro, assessore al Federalismo e alla Questione Meridionale della Regione Puglia, il decreto contiene troppi rinvii a successivi decreti, tanto da disegnare un “federalismo finto”. Gaetano Armao, assessore al Bilancio della Regione Sicilia, parla invece di “federalismo claudicante”, perché manca completamente della prevista “perequazione infrastrutturale” che dovrebbe affiancare la “perequazione fiscale”; Armao annuncia anche che, comunque, le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome invieranno una lettera al presidente della Commissione bicamerale sul federalismo Enrico La Loggia nella quale ricordano come la legge 42 preveda l’apertura di una trattativa a parte per definire come applicare a queste realtà il federalismo.

E già ieri, Romano Colozzi aveva detto che, se non si risolvono i problemi posti dai tagli ai finanziamenti regionali previsti nella manovra economica, il federalismo resta un “guscio vuoto”.

I lavori di oggi hanno portato a raccogliere molti emendamenti da parte delle singole Regioni al testo del decreto legislativo proposto dal Governo, pur senza arrivare ad un parere unitario. “I tagli della manovra economica sono sostanziali – ha ripetuto al termine della riunione Vasco Errani – e per questo chiediamo un incontro con il Governo prima di esprimere il nostro parere sul federalismo fiscale”. Poiché questo incontro non è realizzabile nelle prossime ore, ha concluso Errani, “abbiamo chiesto al Governo di posticipare di una settimana il nostro parere”.

Nessuna risposta, per il momento, da parte dell’Esecutivo, che ha ora due possibilità. La prima è accogliere la richiesta di parte regionale e far slittare ad altra data la discussione in Conferenza Unificata sul decreto, e forse dare nel frattempo qualche rassicurazione economica alle Regioni, magari in materia di trasporto pubblico locale, dove si era già registrata qualche timida apertura da parte del ministro Tremonti. Altrimenti, ed è la seconda ipotesi, il Governo può decidere di procedere senza aspettare il parere delle Regioni, visto che il prossimo 30 ottobre scadono i 30 giorni previsti per raggiungere l’intesa. Si realizzerebbe così una situazione che sfiora il paradosso politico, arrivando al federalismo ma senza il consenso regionale.

Per domani restano comunque confermati tre appuntamenti. In mattinata si riunirà ancora la Conferenza delle Regioni per cercare una posizione comune riguardo al federalismo municipale, in discussione nel pomeriggio alla Conferenza Unificata prevista per le 15.30. Alle 16.00 è convocata invece la Conferenza Stato Regioni, con all’odg sette punti riguardanti la sanità:

– Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sulla proposta del Ministro della salute, concernente la definizione degli indirizzi per la realizzazione di un programma di farmacovigilanza attiva, attraverso la stipula di convenzioni tra l’AIFA e le singole regioni per l’utilizzazione delle risorse di cui all’articolo 36, comma 14, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, per gli anni 2008-2009.

– Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul documento relativo al “Linee guida per l’applicazione delle norme di buona preparazione dei radiofarmaci in medicina nucleare”.          

– Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministro della salute di ripartizione delle risorse destinate al finanziamento del progetto ridenominato “Ospedale -Territorio senza dolore” di cui all’articolo 6, comma 1, della legge 15 marzo 2010, n. 38.

– Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sul Piano nazionale di governo delle liste di attesa per il triennio 2010-2012.

– Intesa sullo schema di decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze concernente l’assegnazione di risorse alla Regione Lombardia ai sensi decreto 16 maggio 2006.

– Parere sullo schema di disegno di legge: Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria.

– Acquisizione della designazione di un esperto della Conferenza Stato – Regioni nel Consiglio direttivo nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, ai sensi dell’articolo 6 dello Statuto della Lega, approvato con decreto del Ministro della salute del 16 gennaio 2006.

fonte: quotidianosanita.it

27 ottobre 2010

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