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Federalismo per il Veneto, Zaia nasconde il dossier commissionato

Luca Zaia l’aveva istituita appena tre mesi dopo la sua trionfale elezione a presidente della giunta regionale per studiare il federalismo «a geometria variabile».

Ma a distanza di più di due anni i risultati della commissione guidata da Luca Antonini, professore di diritto costituzionale all’Università di Padova, sono circondati da un inspiegabile riserbo. Nel frattempo, complice anche la ripresa del dibattito su federalismo, macroregione, questione settentrionale, è cresciuta un’aspettativa senza precedenti che ora rischia di ritorcersi contro lo stesso presidente del Veneto. La commissione – ne fanno parte, oltre ad Antonini, anche gli avvocati Massimo Malvestio, Ludovico Mazzarolli e Sandro De Nardi, le esperte giuridiche Monica Bergo, Giorgia Gosetti e Chiara Ferretto – ha consegnato una dettagliata relazione direttamente nelle mani del governatore. La principale novità del lavoro della commissione Antonini è l’approccio alla materia giuridica. Se tre anni fa, un analogo gruppo di esperti – incaricato dall’ex governatore Giancarlo Galan e coordinato dal professor Mario Bertolissi – aveva suggerito di usare lo strumento dell’articolo 116 della Costituzione per definire le nuove competenze regionali, la commissione Antonini si è ispirata prevalentemente all’articolo 118 della Costituzione e al principio di «sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza». Con un lavoro certosino di analisi delle norme giuridiche, la commissione ha individuato alcuni punti che rendono le competenze tra Stato e Regione concorrenti e le procedure spesso complicata per imprese, enti locali e cittadini. Norme che andrebbero, a parere della commissione, «scardinati» attraverso l’abolizione di alcuni commi giuridici. Un lavoro da «dottor Sottile» che tuttavia aprirebbe grandi spazi di manovra per la Regione, che si troverebbe a gestire con maggiore libertà norme fondamentali per lo sviluppo dell’ente veneziano. Le materie esaminate con particolare cura sono quelle legate ai fondi per le imprese, le scuole paritarie, l’ambiente, la tutela del paesaggio, l’università. Non sono stati escluse altre materie, ma il principale approfondimento si è compiuto proprio nella proposta di cancellare alcune norme. Secondo gli esperti, lo strumento del «grimaldello» normativo sarebbe quello più agevole per costruire – nei fatti – un federalismo a geometra variabile. A legislazione vigente e praticamente a costo zero per lo Stato. Il governatore Luca Zaia, convinto del lavoro della commissione, non ha ancora deciso come usare questo strumento. Perché per realizzare quel che la commissione propone bisogna arrivare in Parlamento con una serie di provvedimenti, infilandoli magari di un maxi emendamento o un decretone, e farli approvare dalla maggioranza. Il momento, tuttavia, è ritenuto dei meno favorevoli: la crisi morde gli enti locali, a Roma comanda un governo tecnico, la Lega sta in solitaria opposizione. In questo momento, la capacità di contrattazione politica a Roma è insomma pari a zero. Per questo Luca Zaia indugia e i suoi detrattori non perdono occasione per ricordare che tenere nel cassetto questo lavoro non è politicamente corretto. Nel frattempo la politica pensa alle elezioni più che al federalismo possibile. Lega e Pdl, soprattutto, si arrovellano attorno alla questione settentrionale: di euroregione parla l’ex ministro Roberto Maroni, di macroregione parla Luca Zaia, di «SuperLombardia» parla Roberto Formigoni. Insomma, molti slogan ma pochi fatti concreti. Eppure, l’approvazione della legge 42 sul federalismo (Calderoli) e dei relativi regolamenti, consentirebbero al Veneto di negoziare alcune competenze e forme di autonomia su determinate materie. Soprattutto, sarebbe possibile strappare maggiore compartecipazione di Iva e Irpef. Sul tema della questione settentrionale, intanto, il governatore Luca Zaia incontrerà questa sera a Brescia il governatore lombardo Roberto Formigoni. Un discorso, alla festa provinciale della Lega bresciana, destinato a segnare il percorso di un’alleanza tra le grandi reigioni del Nord.

La Nuova Venezia – 15 settembre 2012

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