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Finisce in liquidazione «Buonitalia spa», società del Mipaaf “rilanciata” da Zaia. Passivi oltre i 20 milioni

1a1a2_brunello-italianoBuonitalia spa ha fatto crac. La società in house del ministero dell’Agricoltura, rilanciata da Luca Zaia dal 2008 al 2010, doveva promuovere gli alimenti italiani nel mondo. Ora è in liquidazione, come deciso dal cda: in 2 anni di gestione leghista (l’ad fu Walter Brunello (nella foto), trevigiano, ex dirigente regionale, fedelissimo di Zaia, poi silurato da Galan e recuperato da Zaia in Regione: ora è consulente a Verona), ha accumulato passivi fra i 20 e i 22 milioni. Una voragine, in due anni. Lo Stato ne ha erogati 50, in quel periodo. Per promuovere formaggi e vino, prosciutti e olii e la dieta mediterranea in kermesse e manifestazioni sportive, fiere e stand di tutta Europa.

«Un gravissimo danno d’immagine, è una società pubblica» – ha detto al Mattino di Napoli il presidente della commissione Agricoltura, l’on. Paolo Russo (Pdl). La commissione ha appena ascoltato il liquidatore, Alberto Stagno D’Alcontres. Una lista di creditori illustri che bussano alla porta: Verona Fiere chiede 3,5 milioni, Grana Padano 2,8, altri 2,8 il Consorzio Parmigiano Reggiano. L’Unioncamere lombarda esige 300 mila euro, come la Biennale di Venezia. L’università di Verona avanzerebbe 27 mila euro, Promoveneto 71 mila. Veneto Banca, invece, solo 3 €. Curiosità: bussano anche Federrugby (600mila) e Federciclismo (27 mila), Alla voce spese, 1,750 milioni per il «Montecarlo wine festival «in alta quota con Alitalia, addirittura 8 e passa per la kermesse «Due formaggi doc». E poi i compensi: 1,7 milioni al cda, 1 milione o giù di lì per il collegio sindacale. E il personale? 1,6 milioni, per 19 dipendenti, o forse 22. Galan intervenne e rimosse Brunello. Zaia avvisa:nessun crac, i soldi ci sono». E aggiunge: «Da ministro non ho deciso nulla, i progetti sono valutati da una commissione, possono essere finanziati solo a fronte di disponibilità di cassa: per legge nessuna iniziativa può essere finanziata senza risorse adeguate. E così è avvenuto. Molti soggetti aspettano soldi perché si deve ancora chiudere la fase di rendicontazione . La liquidazione è la scelta di un mio successore, che chiude la società e l’accorpa ad altre realtà del Ministero. L’avrei fatto io, ma non era possibile: la maggioranza in Parlamento non acconsentiva». Un’interrogazione del Pd mise in luce come moltissimi incarichi furono assegnati senza gara. In compenso Buonitalia, con Federsanità-Anci, promosse – febbraio 2010, due mesi prima delle elezioni regionali – un aspirante governatore di nome Luca Zaia: decine di foto nella pagine di una rivista-spot dal titolo «Welfare». Tutto a spese del contribuente.

Andrea Passerini – Il Mattino di Padova – 22 aprile 2012

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