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Fisco: Befera, evasori senza scampo, abbiamo le armi per combatterli

Il presidente dell’Istat Giovannini: quantificare l’evasione e colpirla con redditometro e moneta elettronica

Lotta all’evasione fiscale. Il numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Attlio Befera, dichiara guerra agli evasori ed Enrico Giovanni, presidente dell’Istat, pensa a come quantificare il fenomeno. Due modi diversi per raggiungere lo stesso scopo: far pagare a tutti le tasse.

Guerra agli evasori. «Gli evasori non avranno scampo, abbiamo le armi per colpirli». A lanciare la sfida è il numero uno dell’agenzia delle entrate, Attilio Befera che promette il massimo impegno per colpire i furbi e ridare equità al sistema. «Il nostro impegno continua – afferma Befera – e siamo sicuri che il 2012 sarà un anno ancora più proficuo, grazie ai nuovi strumenti che Governo e Parlamento ci hanno messo a disposizione per scovare gli evasori».

Redditometro, arma efficace. Per il direttore dell’Agenzia delle Entrate «negli ultimi anni le manovre varate ci hanno fornito strumenti sempre più incisivi di recupero dell’evasione fiscale. Oggi, con il nuovo redditometro, che è in fase di test, possiamo scovare l’evasione in modo più preciso, attraverso il raffronto tra quanto dichiarato dal contribuente e le spese che ha sostenuto». La manovra Salva Italia ha ulteriormente potenziato gli effetti di questo tipo di controlli, grazie ai dati che ci giungeranno sulle movimentazioni finanziarie e che saranno determinanti per l’analisi del rischio di evasione ancor più precisa».

Giovannini: primo passo quantificare evasione. «Il primo aspetto è la mancata quantificazione ufficiale del fenomeno» dell’evasione fiscale. Lo rileva il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini che sottolinea come la portata dell’evasione vada oltre l’economia sommersa in Italia. «Il sommerso calcolato dall’Istat in base a criteri statistici potrebbe essere diverso dall’imponibile da indicare nella dichiarazione dei redditi – afferma Giovannini -. Poi questa stima riguarda solo i flussi di reddito: non c’è, per esempio, alcuna indicazione sull’evasione delle imposte sugli immobili, nè su quelle relative ad altri patrimoni detenuti dai contribuenti».

Moneta elettronica. Per Giovannini «è necessaria un’iniziativa scientificamente valida e basata su modelli anche utilizzati all’estero che quantifichi l’evasione – sottolinea – sia complessiva che per singolo tributo, il cosiddetto tax-gap. Solo in questo modo, una parte dell’evasione recuperata potrebbe essere destinata automaticamente ad altri fini». Altro fronte per portare trasparenza è la moneta elettronica. «Per alcune tipologie di spese, la moneta elettronica – rileva il presidente dell’Istat – potrebbe consentire di scontare immediatamente e quindi guadagnare soldi, al momento della fattura, la quota che poi si porterà successivamente in detrazione, salvo poi un eventuale conguaglio».

Lunedì 2 Gennaio 2012 – il Messaggero

 

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